venerdì 19 marzo 2010
METODI INTERPRETATIVI DELLA QABALAH
Ogni singola parola della Torah viene avvicinata come un concentrato di preziose conoscenze, decifrabili in vari modi. Tra essi:
A) Permutazioni (Vedi Notariqon)Si scambiano di posto le lettere che compongono una parola, studiando i nuovi termini ottenuti e ponendoli in relazione al primo. (es. Boker,mattino= beit-quf-resh diventa barak, lampo= beit-resh-quf). B) Confronto dei significati delle parole Spesso la stessa identica parola, in ebraico, rappresenta diversi concetti, anche opposti. (es. Rosh, testa, ma anche pianta velenosa) C) Acrostici Si espande il significato di una parola, utilizzando le sue lettere come iniziali di altrettante parole. (es. Israel = Iesh shishim ribo otiot la-Torah =la Torah ha seicentomila lettere, ognuna delle quali e' l'origine di un'anima). D) Ghematrie Si ottiene il valore numerico delle parole, sommando i valori delle singole lettere. Poi si confrontano i termini che hanno un identico valore numerico. Sebbene sovente non sia possibile vedere una connessione immediata, questo sistema viene usato anche dai maggiori interpretatori della Torah. (es.amore, Ahava, =uno, Echad = 13).
Notariqon
Notariqon deriva dalla parola latina notarius, stenografo. E, in
effetti si tratta di una sorta di sistema stenografico che, a partire
dalle lettere che compongono una o più parole, individua la
possibilità di creare altre parole con significati nuovi e del tutto
differenti ma capaci al tempo stesso di conservare nascostamente le
primitive kavvanot (intenzioni).
Così per esempio Le iniziali di Teli, Asse del mondo () Galgal, Ruota
() e Lev, cuore () formano per notariqon la parola Taghel presente
nel versetto di Isaia (61:10): ‘La mia anima si delizierà in Dio’. La
meditazione su questi tre elementi può condurre all’estasi mistica.
Anche se le forme che il notariqon può assumere sono diverse, unico è
il principio che lo anima e cioè quello di creare parole da altre
parole senza che si perda alcuno dei significati presenti nelle parole
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