mercoledì 28 dicembre 2011
I SEGRETI DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE di DON ELIO MARIGHETTO
Poichè alcuni di voi mi hanno scritto dicendomi che trovano difficoltà a trovare alcuni dei documenti presenti nel blog, ripropongo ai lettori questo testo di Don Elio Marighetto, prediligendo stavolta l'analisi alla sintesi. Si tratta di un testo non lunghissimo ma indubbiamente corposo ... Confrontando questo testo con l'articolo sulle 20 falsità di padre Zoffoli, si ha un quadro assai chiaro di ciò che non va nel cammino neocatecumenale....
BUONA LETTURA !!!
Premessa
Questo fascicoletto riporta gli indici e brevi saggi d’uno studio che
ho fatto sui testi usati dai catechisti del Cammino Neocatecumenale, dettati
da Kiko Argüello, da Carmen Hernàndez e da P. Mario Pezzi.
INTRODUZIONE
Il Concilio Vaticano II ha dato origine ad un pullulare di Movimenti che
hanno fatto pensare ad una “nuova primavera” della Chiesa. Tra questi, non
ultimo, penso sia il Movimento Neocatecumenale, che ha avuto i suoi inizi
nei dintorni di Madrid nel 1964, per opera di Kiko Argüello. Giovane irrequieto,
maestro d’arte, uscito da una famiglia benestante di Madrid, andò a
vivere tra i baraccati di Palomeras Altas. A venticinque anni iniziò il Movimento
Neocatecumenale coadiuvato, in seguito, da Carmen Hernàndez, ex
suora, carmelitana scalza, non ammessa ai voti solenni, in attesa di partire
per le missioni.
Il testo fondamentale del “Cammino Neocatecumenale” è costituito dagli
“Orientamenti alle équipes di catechisti per la fase di conversione” che
sono la trascrizione delle catechesi fatte da Kiko e da Carmen a Madrid nel
1972: un’autentica riformulazione del Credo Cristiano alla luce degli scritti
di qualche sconosciuto teologo francese e soprattutto del teologo protestante
Bonhöeffer. In pratica sono il testo catechistico ufficiale per la formazione
degli aderenti al Movimento, consegnato solo ai catechisti perché li utilizzino
nelle loro catechesi. I punti dottrinali fondamentali di questo testo sono
ripresi, ribaditi ed approfonditi in altri testi successivi.
Questo testo (tenuto scrupolosamente nascosto agli estranei, agli aderenti
e, fino a qualche anno fa, alla stessa Chiesa) ha un ruolo fondamentale
nel Cammino Neocatecumenale. Kiko lo presenta come ispirato, non precostituito.
Quanti aderiscono al Cammino ritengono Kiko un profeta. Tutti
(anche i sacerdoti) devono credere alle sue parole, anche quando sembrassero
contrarie agli insegnamenti della Chiesa. Tutti esprimono i suoi pensieri,
con le stesse espressioni e ne imitano il modo di pregare e di cantare, …
ed alcuni persino il vestire.
Prima d’ogni evangelizzazione, i catechisti regionali, riuniscono le
équipes (sacerdoti compresi) e insieme ripetono a memoria la parte del
testo di Kiko che poi verrà usata nella catechesi. Chiunque si esprima in
modo diverso è richiamato severamente.
Il testo originale, formulato nel 1972, è stato solo ampliato con venti pagine
(Ediz. 1986) e viene sempre fedelmente riprodotto.
Ultimamente per ingiunzione dell’Arcivescovo Mons. Rylko, preposto al
Pontificio Consiglio per i Laici, in sostituzione di Mons. Cordes, Kiko ha dovuto
consegnare i Testi delle sue Catechesi (oltre 2.800 pagine) e ora li sta correggendo
adeguandoli al C.C.C.
L’iniziatore del CN ha l’aria d’un ‘profeta’ e tutti lo riconoscono per tale: ogni
suo gesto, parola, modo di cantare, di vestire,… è fedelmente imitato.
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Egli ha il ‘carisma’ che è fondamento della sua autorità e della sua dottrina. Ciò gli
consente d’essere guida spirituale, esempio di preghiera, di vita, di canto, di pittura…
e tutti sentono il bisogno di seguirlo e di imitarlo, ed il dovere di difenderlo, se
criticato, anche quando si mostrasse contraddittorio nelle sue affermazioni o nascondesse
la sua dottrina, le sue richieste e i suoi obiettivi. Chi ha un minimo di conoscenza
teologica avvertirà che lo scopo principale delle catechesi NC è quello
di dimostrare ai fedeli che avvicinano, che il loro cristianesimo è senza
valore, e che quindi devono guardare bene in faccia la loro vera realtà, scandagliando
in profondità l’abisso della loro corruzione, per scoprire… l’angosciosa
realtà d’isolamento, provocata dal peccato e dal pensiero della morte. Nota dominante
è un senso profondo della propria peccaminosità coltivato ripetendo mille volte
al giorno: ‘Mio Dio, abbi pietà di me che sono un peccatore!’. Conseguenza logica
è il bisogno di redenzione, che solo il CN potrà dare. Viene proposta, allora,
la Parola di Dio, comprensibile solo nelle CN, presentate come fossero la
Chiesa: ‘Comunità di comunità, guidata da un apostolo, che porta la Parola di Dio’.
Nascono così i figli di Dio, un gruppo di uomini divinizzati per formare il Corpo di
Cristo Risorto, destinato a salvare il mondo. Questa Nuova Chiesa, guidata da catechisti
col ‘carisma degli spiriti perspicaci’, a nome del Vescovo, ammette solo gli
‘eletti’ che hanno lo Spirito Santo. Chi non ce l’ha non andrà avanti!
Dopo trent’anni dal suo inizio, il CN è così diffuso nel mondo che non è opportuno
sia stroncato con scomuniche o soppressioni. Forse per questo, il Papa pur conoscendo
(finalmente) gli errori dottrinali contenuti nelle catechesi di Kiko, continua
a benedirlo, ma anche a chiedere ai suoi dirigenti di correggere le catechesi e di
darsi delle regole che possano riportare il CN nell’alveo della Chiesa Cattolica.
Solo da qualche anno la Congregazione della Dottrina della Fede (e ora anche il Pontificio
Consiglio per i Laici) ha richiesto le oltre 2.800 pagine dei testi delle Catechesi.
Nel 1999, i responsabili del CN ne hanno consegnato solo la metà che, ripetutamente
corrette nelle espressioni ‘considerate imprecise o non proprio ortodosse’,
sono state rispedite con vari suggerimenti di revisione e di adeguamento al
C.C.C.. Le Congregazioni Vaticane hanno inviato a Kiko dei teologi, docenti universitari
di chiara fama e dottrina, per convincerlo a modificare la sua dottrina in merito
all’Eucarestia e alla Penitenza ma, per ora, sembra che non siano riusciti minimamente
a smuoverlo nelle sue convinzioni e a indurlo a correggere le sue dottrine.
Lo Statuto è stato ripetutamente ‘bocciato’. Ora si presentano “non come un
Movimento o un’Associazione di fedeli, ma come un modo… di iniziazione
cristiana per adulti senza personalità giuridica propria” (Relazione sugli Statuti, P.
Javier Sotil, Porto San Giorgio (AP) 24-26/5/1999).
I testi delle catechesi dei NC sono rimasti nascosti ai Vescovi e alle Congregazioni
Romane per quasi trent’anni! Anche se ora sono stati costretti a consegnarli,
essi non sono arrivati nelle mani dei Vescovi delle nostre Diocesi, ma conti-
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nuano ad essere strumento di formazione di tanti fedeli e soprattutto di tanti
aspiranti al sacerdozio e alla vita religiosa. I fedeli hanno diritto d’essere
informati su eventuali pericoli. I Vescovi e i sacerdoti che hanno la cura d’anime,
hanno il dovere di vegliare sulle dottrine e sulle proposte di vita … che
vengono offerte ai fedeli loro affidati e, trovandosi nella posizione ideale per raccogliere
testimonianze e documentazioni, devono informare e segnalare eventuali
pericoli o devianze dottrinali.
STRUTTURA GERARCHICA
L’organizzazione del CN ha una struttura gerarchica perfetta.
Acapo di tutto vi è la figura del fondatore Kiko Argüello, affiancato da una ex-suora,
Carmen Hernàdez, e da un sacerdote, Padre Mario Pezzi, che figura come garante
della ortodossia e della ecclesialità del Cammino.
Sotto di loro vi sono le équipes dei super-catechisti, a capo delle Comunità di diverse
regioni o di intere nazioni. Ogni équipe è composta da una coppia e da un sacerdote.
Essi dettano le catechesi di Kiko e di Carmen e formano le varie CN; costituiscono
il legame col governo centrale del Movimento ed hanno ogni autorità sui
membri delle Comunità, anche se le visitano solo di tanto in tanto. Vi pongono a capo
dei ‘responsabili’, inizialmente scelti dai componenti la Comunità, ma poi sostituiti
d’autorità con la coppia più ‘affidabile’ che unitamente al ‘presbitero’ vengono
nominati ‘catechisti responsabili’ della Comunità. Costoro dovranno trasmettere
ogni ordine o disposizione ed impararsi bene tutte le catechesi per trasmetterle
fedelmente, fin nei minimi particolari, alle loro Comunità. Vi sono inoltre gli itineranti
che vengono scelti nei raduni interregionali o nazionali fra le persone che hanno
percorso tutte (o quasi) le tappe del ‘Cammino’. Le équipes degli itineranti sono
composte da una coppia di laici sposati, con famiglia al seguito, da un sacerdote e
da un giovane. Le persone si offrono volontarie ma poi vengono selezionate (con sorteggio),
secondo un numero prefissato. I fortunati riceveranno la ‘Croce missionaria’
dal Papa e quindi potranno vantarsi davanti a tutti d’essere inviati dalla Chiesa.
TECNICHE SEGRETE
La segretezza
Negli ‘Annunci’ o nelle ‘Missioni’ che organizzano non viene mai nominato il CN.
Nessuno, che non sia catechista o responsabile, deve sapere i retroscena delle decisioni
e tanto meno quello che accadrà nelle tappe successive del Cammino.
Usano il termine ‘Chiesa’ come sinonimo di ‘Comunità’ o di ‘Movimento’.
Il dialogo è quasi impossibile, perché essi devono solo annunciare, mai discutere.
S’intromettono nei gruppi parrocchiali e ne sostituiscono i responsabili.
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Visitano le famiglie, presentandosi come inviati del parroco (anche se non lo sono).
Quando una famiglia o qualche amico o conoscente ha perso una persona cara, subito
si premurano di far loro visita, di consolarli, di pregare per il defunto… e di invitarli
alle loro catechesi. I ragazzi accolgono nelle loro case i compagni di scuola per far
vedere loro com’è una vera famiglia cristiana e per farli partecipare pian piano alle
loro attività. Mariti o mogli che aderiscano da soli al CN vengono pressati finché non
inducono il coniuge ad unirsi a loro. I giovani sono sollecitati a cercare la fidanzata
all’interno della Comunità, tra ‘le figlie di Israele’.
L’impatto psicologico
Fin dalla prima “Convivenza”, che ha luogo dopo i primi due mesi di catechesi che
introducono nel pre-catecumenato, cercano il massimo impatto psicologico.
Chiudono le porte e creano l’oscurità totale; impongono il silenzio assoluto per poter
‘ascoltare il Signore che passa’; consegnano la Bibbia (possibilmente per mano del
Vescovo); fanno prendere l’impegno:
- di partecipare a due adunanze settimanali (di sera per finire a notte fonda),
- d’obbedire ciecamente al catechista,
- di non anteporre nulla al Cammino.
In seguito fanno sperimentare la fede solo nella Comunità, vivendo l’amore reciproco
che rende presente Gesù. A chi chiede informazioni dicono: “Vieni a vedere di persona
e poi capirai!”. Oppure: “Puoi capire il CN solo vivendolo!”. Fanno capire a
quanti accettano il CN che stanno iniziando una Comunità che salverà il mondo!
Perciò garantiscono l’ammissione solo agli ‘eletti che hanno lo Spirito Santo’ e chi
non ce l’ha non andrà avanti! Ma non succede niente perché la scelta non dipende
dai nostri sforzi. ‘Molti sono i chiamati ma pochi gli eletti’, perciò chi non è eletto
non ha lo Spirito Santo. Sarà il catechista che, a nome del Vescovo, opererà questo
processo di selezione.
L’autorità del Papa e del Vescovo è ostentata a copertura e a giustificazione di pratiche
non sempre ortodosse, ma che non abbiano avuto l’esplicita proibizione.
Lavaggio del cervello
Altra tecnica è quella della ‘pulizia della mente’ che comprende:
‘scongelamento’, dando libero sfogo a critiche e contestazioni;
‘modificazione’ proponendo belle catechesi, convivenze, canti...;
‘ricongelamento’, preannunciando difficoltà e persecuzioni.
Usano un linguaggio proprio, compreso solo dagli aderenti, che li fa sentire migliori
degli altri perché in possesso di idee nuove e che richiama sentimenti ed esperienze
forti. Nelle ‘Convivenze’ di tre/quattro giorni fanno fare esperienze di gruppo controllate
e, con tecniche sofisticate, impongono nuovi modi di pensare, distruggendo
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la persona e creando dipendenza. Con gli ‘Scrutini’ fanno partecipare ad esperienze
di gruppo durante le quali tutti vengono incoraggiati a parlare delle loro debolezze,
scendendo anche nei dettagli più intimi e vergognosi. Sono autentiche confessioni
pubbliche che, secondo loro, dovrebbero avere degli effetti positivi, ma che in realtà
rendono tutti ricattabili e dipendenti gli uni dagli altri, specie se dovessero lasciare
il Cammino. L’esperienza è talmente forte che lega e impegna a tal punto che
chi la fa non potrà più vivere se non nel gruppo o legato ad esso.
Ricatti psicologici
Sentendosi un ‘eletto’, ogni membro della Comunità avverte come un disastro la sua
uscita dal CN. Chi non riesce a ‘convertire’ il coniuge non viene mandato ad evangelizzare
nelle famiglie (se non nella sua) e, salvo rare occasioni, non può partecipare
alla vita della Comunità per un anno.
Lottare e soffrire per il Movimento è un merito.
TAPPE PROGRAMMATE
Tutto viene attuato secondo uno schema prefissato ed in tappe ben articolate:
ANNUNCIO DEL KERIGMA - Dura due mesi e serve per reclutare le nuove leve. Si
parla della Storia della Chiesa, dei suoi errori, dell’occultamento della Sacra Scrittura
che ora loro vengono a rivelare. Invitano a ricevere il Messia che viene a salvarli
se entreranno nella Comunità e inizieranno il Cammino.
Prima convivenza - Chi ha seguito le Catechesi dell’Annuncio, è chiamato a riconoscere
che fino ad allora non era un vero cristiano e a dichiarare il suo impegno definitivo,
sottomettendosi, alla guida dei catechisti. La Convivenza termina con la
consegna della Bibbia da parte del Vescovo. Questo trucco conferisce una pàtina
d’autorità e d’appartenenza alla Chiesa. Non saranno però né i Vescovi né i sacerdoti
a commentare quella Bibbia bensì i catechisti (insindacabili perché ispirati).
PRE-CATECUMENATO - Dura due anni durante i quali s’insegnerà a conoscere la
Parola, la Liturgia e la Comunità.
Ogni settimana avranno due incontri serali ed una volta al mese si ritroveranno in
‘Convivenza’ per una intera giornata. Quel che conta in questo periodo è di riconoscersi
peccatori, senza fede e incapaci di operare il bene.
Primo scrutinio - Dopo una ‘Convivenza’ di quattro giorni, dovranno dar prova di
fede autentica con la decisione e la promessa solenne di
Vendere i beni;
Distaccarsi dal coniuge, dai figli e dalla carriera;
Registrando il proprio nome nel ‘Libro della vita’.
La cerimonia dovrebbe svolgersi alla presenza del Vescovo che non può indagare.
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Nelle ‘confessioni di gruppo’, i catechisti chiederanno ai partecipanti (compresi i
sacerdoti), di rispondere sulla loro vita personale e familiare, con dettagli concreti anche
se scabrosi. Questi ‘Scrutini’ sono fatti con rigore, a tutti e davanti a tutti, per
settimane e costituiranno un legame indissolubile che legherà i vari membri fra di loro
e alla Comunità.
Al termine dovranno mettere la firma sulla Bibbia della Comunità, presentata come
“IL LIBRO DELLA VITA”: così si legheranno per sempre.
Chi abbandona non si salva!
IL CATECUMENATO - Dura dai diciotto mesi ai due anni.
Lo Shema - È la convivenza di tre giorni, a metà del Catecumenato.
In questi giorni viene ripetuto in modo ossessivo l’invito a:
- vendere i beni (casa, macchina, soldi, ori, quadri di valore, ecc.),
- distaccarsi dal lavoro, dalla famiglia, dai figli ... ritenuti idoli,
- attaccarsi alla Comunità, “Sacramento di Gesù Cristo,… la futura umanità”,
che sola potrà rispondere al bisogno di felicità.
Alla fine tutti dovranno dare conferma concreta della vendita dei beni gettando nel
sacco delle immondizie libretti di banca, soldi, ori, ed altri ‘tesori’.
Secondo scrutinio - In questa tappa del Cammino il Catecumeno viene esorcizzato
durante il rito di rinuncia agli idoli del mondo (successo, sessualità, danaro) e dovrà
cominciare a dimostrare concretamente di saper rinunciare ai beni buttando in
un cesto il ‘segno’ che ha portato (libretto di assegni, ori, pellicce, televisore, macchina,
ecc.).
I Catechisti scruteranno le persone secondo questi criteri principali:
- se hanno cambiato mentalità;
- se si sono provate con i beni;
- se hanno fatto il Cammino.
Alla fine dello scrutinio il catechista dice ad ognuno: “IL SIGNORE VUOLE FARE
UN’ALLEANZA CON TE, PER QUESTO TI DICE: ODIA TUO PADRE, TUAMADRE,
TUA MOGLIE, TUO MARITO, I TUOI FIGLI, I TUOI FRATELLI E SORELLE,
E LA TUA STESSA VITA. PRENDI LA TUA CROCE E VENDI TUTTI I TUOI
BENI. POI VIENI E SEGUIMI. PENSA UN SEGNO IN DENARO CHE MANIFESTI
(esprima, concretizzi) CHE SEI DISPOSTO A FARE QUESTO… PREGA MOLTO
IN QUESTI GIORNI, DIGIUNAE DOMANDAAL SIGNORE CHE TI AIUTI”.
INIZIAZIONE ALLA PREGHIERA - Insegnano a pregare ma solo dopo aver cancellato
ogni orazione e devozione, proprie della religiosità arcaica. Dura due anni.
All’inizio c’è la richiesta d’una grande elemosina.
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TRADITIO SYMBOLI - Dura due anni (salvo ripetizioni). Al termine si fanno gli
Scrutini e agli “idonei” viene consegnato il Credo da studiare e testimoniare.
REDDITIO SYMBOLI- Dura due anni (salvo ripetizioni). Si fanno severi Scrutini
e agli idonei vien concesso di fare la confessione pubblica (Redditio) e di cantare il
Credo.
PADRE NOSTRO - Dura due anni (salvo ripetizioni) e comprende tre tappe:
1) Consegna del Padre Nostro con temi di studio;
2) Pellegrinaggio a Roma e a Loreto;
3) Convivenza finale con Scrutini severi e ai promossi verrà concesso di cantare
il Padre Nostro.
ELEZIONE - Dura due anni. Contempla tre scrutini! Si conclude col pellegrinaggio
in Terra Santa visitando e ripercorrendo i luoghi di Abramo, di Mosè e di Gesù.
E finalmente si rinnovano le promesse battesimali !!!
CONTENUTI ‘SEGRETI’ DELLE CATECHESI
Kiko non è sempre sincero nelle sue affermazioni.
Mente quando dice: “questo Cammino non è mai stato precostituito” (OR, p. 8),
perché egli si è ispirato al Catechismo Olandese e a due testi (forniti ai catechisti come
sussidio) del teologo protestante Bonhöeffer: “Vita comune” e ‘Sequela”.
Mente quando afferma: “Noi abbiamo presentato questo Cammino ai Vescovi”.
Perché se è vero che essi, convocati a Roma (dall’Africa), a Santo Domingo (dalle
Americhe) e a Vienna (dall’Europa), han partecipato alla Liturgia penitenziale e alla
Eucarestia, è altrettanto vero che non hanno mai potuto avere i testi (tenuti segreti
a tutti, compresi i Vescovi e le Congregazioni romane).
Mente infine quando presenta il CN come Catecumenato della Chiesa Cattolica.
“Tutti allora abbiamo creduto che lui fosse inviato dal Papa e dai Vescovi con una
nuova catechesi. Se avessimo aderito, ci dicevano, avremmo ricevuto il Concilio Vaticano
II in modo più approfondito. Ancora oggi la gente crede tutto questo, che gli
unici a saperne di più sono i NC. Lo credono i catechisti e la gente ascolta” (Test. Ex-
Cat. p. 9). I Vescovi, non conoscendo i contenuti, hanno lasciato fare.
Ancor oggi, questi testi costituiscono la base d’ogni catechesi del Movimento; sono
stati ritoccati con qualche aggiunta (mai corretti fino a quattro anni fa, ed ora solo
parzialmente) sono consegnati ai catechisti più fidati, tenuti gelosamente ‘segreti’
con severa proibizione agli aderenti di leggerli e ancor più di commentarli con altri
(fossero pure sacerdoti) che non siano già dentro il Movimento.
Mi risulta che nel 1996 il Santo Padre Giovani Paolo II sia stato informato delle affermazioni
ereticali contenute negli “Orientamenti alle équipes di catechisti per la
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fase di conversione” e che da allora, pur senza forti prese di posizione ufficiali, abbia
mutato radicalmente il suo giudizio sul CN. La Congregazione per la Dottrina della
Fede, ha richiesto a Kiko tutti i suoi testi; lo ha convocato più volte; gli ha segnalato
diversi errori da correggere e lo tiene costantemente sotto controllo. ‘Los mamotretos’
(le bozze) da oltre tre anni continuano a fare la spola tra il Vaticano e la Villa
romana dove risiedono Kiko, Carmen e P. Mario, senza ottenere la sospirata e più
volte annunciata approvazione. Pare che i testi siano stati ristampati per il 70 - 80%
ma nessuno può averli e consultarli se non i catechisti più affidabili. Tutti gli altri
(compresi sacerdoti ed ex catechisti) devono fidarsi ed accettare ciecamente quel che
viene detto, senza possibilità di confronto. Come sperare che alla correzione formale
corrisponda davvero quella reale delle catachesi dettate nel chiuso della comunità?
Mentre a Roma si discute, nel mondo cattolico si diffondono queste dottrine e
questi metodi che segnano negativamente le menti di tanta gente.
Riporto qui alcune delle affermazioni che sono l’anima segreta della formazione teologica
e dell’attività pastorale dei catechisti, che con abili tecniche riescono a plagiare
i fedeli sprovveduti, disinformati e passivi.
Ecco degli esempi:
L’UOMO NON PUO’ FARE IL BENE E SE PECCA NON NE HA COLPA
E’ SCHIAVO DI SATANA: E’ LUI CHE PECCA IN NOI
NON E’ LIBERO E QUINDI NON PUO’ PECCARE
“Tu sei schiavo del male: sei schiavo del maligno e obbedisci alle sue
concupiscenze e ai suoi comandi” (OR, p. 129).
“Questa è la realtà dell’uomo: vuol fare il bene e non può. Il marxismo
dirà che non può perché alienato dalle strutture…; la psicologia… a causa
dei suoi complessi psicologici. Tutto questo non mi convince. Il cristianesimo
dice un’altra cosa. Dio ha rivelato la realtà dell’uomo così: L’UOMO NON
PUO’ FARE IL BENE PERCHE’ SI E’ SEPARATO DA DIO, PERCHE’HA PECCATO,
ED E’ RIMASTO RADICALMENTE IMPOTENTE E INCAPACE IN BALIA
DEI DEMONI. E’ RIMASTO SCHIAVO DEL MALIGNO. IL MALIGNO E’ IL
SUO SIGNORE. (Per questo non valgono né consigli né sermoni esigenti.
L’uomo non può fare il bene).
“Domani t’imbatterai in questa realtà:…vuoi e non puoi. Tutto va molto
bene, ma appena ti scontri con un evento di morte e ti ribelli, non ce la fai,
affondi e servi il demonio. Non puoi camminare sulla morte, non puoi passare
la barriera, perché sei schiavo del maligno che ti manipola come vuole,
perché è molto più potente di te. Non puoi compiere la legge, perché la legge
di dice di amare, di non resistere al male, ma tu non puoi: tu fai quello
che vuole il maligno” (OR, p. 130).
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Ho potuto constatare che queste incredibili affermazioni hanno suscitato stupore
e sorpresa anche in persone ‘abituate a peccare liberamente’. Ma per Kiko, l’uomo
sarebbe costretto a peccare: la sua natura non gli permetterebbe di compiere
il bene. Sarebbe quindi vano ogni suo sforzo per correggersi.
Qualche esperto in materia potrebbe trovare in queste espressioni (come in quelle
di Lutero) un riflesso della sua personale situazione esistenziale.
“Non serve a nulla dire alla gente che si deve amare. Nessuno può amare
l’altro… chi può perdere la vita per il nemico… E’ assurdo.
“E chi ha colpa di questo? Nessuno. Per questo non servono i discorsi.
Non serve dire sacrificatevi, vogliatevi bene, amatevi. E se qualcuno ci
prova si convertirà nel più gran fariseo, perché farà tutto per la sua perfezione
personale” (OR, p. 136).
“Uno guarda se stesso e si rende conto di essere un comodo cui costa perfino
andare in chiesa la domenica e che è triste di non essere capace di cambiare.
Al massimo cercherà di fare qualcosina per guadagnarsi il cielo nell’altra vita
con qualche opera buona. Non può fare di più perché è profondamente tarato.
E’ carnale. Non può fare a meno di rubare, di litigare, d’essere geloso,
di invidiare, ecc. Non può fare altrimenti e non ne ha colpa” (OR, p. 138).
“Lo Spirito che Gesù invierà non è affatto uno Spirito di buone opere
e di fedeltà al Cristo morto” (Or, p.151).
“L’uomo che pecca vive nella morte. Ma non perché lui sia cattivo, perché
vuol fare del male. Perché questo è religiosità naturale, che crede che la
vita è una prova, che tu puoi peccare oppure no. No, no, l’uomo pecca perché
non può fare altro, perché è schiavo del peccato” (1°SCR, p. 93).
Sorprende che affermazioni così assurde non destino alcuna reazione nei
‘presbiteri’ delle CN. Non è possibile negare la libertà e la responsabilità dell’uomo
nel peccato e continuare a credere a quanto la Chiesa insegna in proposito.
Il C.C.C. parla di ‘libero arbitrio’; di libertà di scelta tra bene e male; di disobbedienza;
di responsabilità dell’uomo; di imputabilità e di responsabilità d’ogni atto… da
imputarsi a chi lo compie (nn. 1731-1736).
Lutero diceva: “Acconsenti dunque a ciò che tu sei, angelo mancato, creatura
abortita. Il tuo compito è di mal fare, perché il tuo essere è malvagio!”.
“La responsabilità personale viene eliminata e nessun NC si sentirà più di promettere…
che cambierà, visto che Kiko ha convinto tutti che per quanto si sforzino
non ce la faranno mai, se non quando Dio vorrà” (Test. Ex-Cat., p. 49). “La confusione
che Kiko ha, di conseguenza si ripercuote sui NC e si sta diffondendo sempre più nella
Chiesa e lascia intendere che non c’è nessuna responsabilità per i peccati perché è
solo questione di circostanze e potenzialmente siamo tutti assassini, stupratori, ladri,
ecc... Questa predicazione… convince la gente d’essere vittima degli eventi.
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Queste idee entrano nella mente e fanno sentire dentro malvagi e peccatori senza via
d’uscita” (ivi, p. 18). “Conseguenza di questo insegnamento, è la scomparsa nell’intimo
dei NC, di qualsiasi pentimento; visto che non è lui responsabile per il
male che fa, di che cosa si deve pentire?”(ivi, p. 22). “E’ terribile quello che Kiko dice:
‘Lo Spirito che Gesù invierà non è affatto uno Spirito di buone opere…’. Non spinge
forse a credere che non occorrono le opere, ma basta la fede? E’ proprio così,
e così credono i NC: ‘poiché non siamo capaci di opere buone, non restano
che quelle cattive’. Questo ragionamento non avviene a livello cosciente ma inconscio.
Senza rendersene conto, molti infatti convinti che Dio permetta i peccati,…
si sentono quasi giustificati a farli” (Test. Ex-Cat. p. 44).
“Quando un uomo è stato gestato passo a passo e gli è stato dato lo Spirito
Santo… peccare…, odiare…, assassinare, è difficilissimo. Dice la teologia
antica che per poter fare questo bisognava commettere prima molti peccati,
perché se realmente dentro di te c’è lo Spirito di Dio, come potrai desiderare
di fare del male, peccare?… Per questo dice: che nessuno si inganni: quello
che pecca è il demonio. Quindi, se qualcuno pecca è perché il demonio è in
lui” (SH, p. 14).
TRANSIGNIFICAZIONE, NON TRANSUSTANZIAZIONE
“Gesù Cristo gli dà ancora un altro nuovo significato, un nuovo contenuto
al segno: questo pane è il mio corpo che si consegna alla morte per
voi. Gesù Cristo non si inventa il segno che era antichissimo; dà pienezza al
segno, un nuovo significato. Perché lui compie la Pasqua, lui compie il
passaggio dalla schiavitù della morte alla terra promessa che è l’arrivo al Padre,…
la vera Gerusalemme” (OR, p. 306).
“Con il Concilio di Trento, nel XVI secolo, si fissa tutto rigidamente. “In
quest’epoca nascono tutte le filosofie sull’Eucarestia.
“Quando non si capisce quello che è il sacramento, a causa della svalorizzazione
enorme dei segni come sacramenti, e quando non si capisce quello
che è il memoriale, si comincia a razionalizzare, a voler dare spiegazioni del
mistero che c’è dentro. Precisamente perché, il mistero trascende la sua unica
spiegazione, c’è il sacramento. Il sacramento parla più dei ragionamenti. Ma a
quel tempo, poiché non si capisce…, si cerca di dare spiegazioni filosofiche
del mistero. E così incominciano i dibattiti su: “come è presente?” Lutero non
negò mai la presenza reale, negò solo la parolina ‘transustanziazione’ che è
una parola filosofia (sic) che vuole spiegare il mistero.
“La Chiesa primitiva non ha mai avuto problemi circa la presenza reale…
Ma la cosa più importante non sta nella presenza di Gesù Cristo. Egli dice:
“Per questo sono venuto: per p a s s a r e da questo mondo al Padre”. Ossia,
la presenza fisica nel mondo ha uno scopo che è il rescuscitare dalla
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morte. Questa è la cosa importante. La presenza è un mezzo per il fine che
è la Sua opera: il mistero di Pasqua. La presenza è in funzione dell’Eucarestia,
della Pasqua” (OR, p. 325).
“E’ quando non si capisce più ormai questa presenza della Pasqua, di
questo sacramento che si vuole spiegare filosoficamente, che si cominciano i
dibattiti di come è presente, con gli occhi o senza occhi, fisicamente ecc. Tutte
queste spiegazioni partono da un punto falso, consistente nel voler spiegare
razionalmente qualcosa di diverso. Perciò checché gli olandesi ora si
inventino cose come la transfinalizzazione, o altro, il risultato è lo stesso:
sono tutte filosofie che non portano a nulla.
“Non si tratta di spiegare con la ragione i sacramenti…altrimenti Dio ci
avrebbe dato la filosofia per spiegarci quello che è Lui” (OR, p. 326).
“Il pane è per il banchetto,… La presenza reale è sempre un mezzo per
condurci al fine, che è la Pasqua. Non è un assoluto, Gesù Cristo è presente
in funzione del Mistero Pasquale. ... Invece da Trento in poi si celebrerà
l’Eucarestia per consacrare e avere presente Gesù Cristo e metterlo nel tabernacolo.
… Ma più di questo è l’intera celebrazione eucaristica in funzione
della quale sono le specie” (OR, pp. 329-331).
“…In un certo momento, per esempio, fu necessario insistere contro i
protestanti sulla presenza reale. Ma una volta che questo non è più necessario,
non bisogna insistervi più. Perché quel momento storico è passato.
Perché se mette qualcosa come contrappeso sulla bilancia, perché non si sbilanci,
una volta che il peso opposto è scomparso, non bisogna conservare il
contrappeso perché se no si sbilancia dall’altro lato. Se le cose stanno come
devono essere, non bisogna insistervi più” (OR, pp. 333-4).
SOLO NELLA CELEBRAZIONE C’E’ PRESENZA REALE
QUINDI NIENTE ADORAZIONE FUORI DELLA MESSA
“In quest’epoca comincia il Corpus Christi, le eposizioni solennissime
del Santissimo, le processioni con il Santissimo, le Messe sempre più private,
le visite al Santissimo e tutte le devozioni eucaristiche...
“L’Eucarestia è molto dinamica, ci mette in cammino. Noi l’abbiamo trasformata
in qualcosa di statico e manipolabile per noi. Pensate che … facciamo
il ringraziamento dopo aver comunicato, mentre tutta l’Eucarestia,
come abbiamo visto, è azione di grazie” (OR, p. 330).
“Come cosa separata dalla celebrazione cominciano le famose devozioni
eucaristiche: l’adorazione, le genuflessioni durante la messa ad ogni momento,
l’elevazione perché tutti adorino… Tutto questo è già molto lontano
dal senso della Pasqua. L’adorazione e la contemplazione sono specifiche
della Pasqua, ma dentro la celebrazione, non come cose staccate” (OR, p. 331).
12
BISOGNA SAPER ODIARE
“Chi non rinunzia a suo figlio, a suo padre, a sua madre, a sua moglie, alla
sua stessa vita, non può essere mio discepolo”. “Chi non odia suo padre
non è degno di me”. Questa traduzione ‘odiare’ è letterale. Gesù ha parlato
paradossalmente con questa espressione. Chiunque ponga qualcosa al di sopra
di Gesù Cristo e della sua volontà, riconosce un idolo come massimo dio,
come unica verità. E quindi porrà sempre in primo piano l’amore che ha per
se stesso o per sua moglie. E se Dio dice: Va lì, e tu dici: ma mia moglie dice
di no… e siccome l’amore alla moglie è superiore, non obbedirai a Dio. Quindi
Dio è tua moglie” (Or, pp. 224-225).
“Questa parola dice: ‘Se qualcuno viene dietro a me e non odia suo padre,
sua madre, sua moglie, suo marito, i suoi fratelli, i suoi figli, non può essere
mio discepolo’. Con questa parola corriamo il pericolo di dire: io non la comprendo.
Che Dio è questo che è buono e parla di odiare? Sapete che alcuni traduttori
hanno cambiato ‘odiare’ per ‘posporre, amare di meno’, ma una
esegesi più approfondita ha detto che la parola è ‘odiare’, che altre traduzioni
non sono esatte. Questa è la traduzione della Bibbia di Gerusalemme…
Io vi invito, fratelli, perché questa Parola cada su di voi, vergine, pura,
come esce dalla bocca di Dio, senza ritagliarla, senza farla passare per il tubo
della nostra ragione” (1° SCR, pp. 73-74).
“Come si deve interpretare? Bene, fratelli, così com’è. SE NON ODIA.
Ma come si può se Dio è amore? Noi lo diciamo sentimentalmente. Bene chi
ha orecchi per intendere, intenda. Non lo capisci tu? ...Gesù dice che chi non
odia suo padre, sua madre non può venire a me. ...Non lo capisci. Ed io non
te lo spiego. Ma la Parola dice: ‘odiare’. Lo puoi capire benissimo. Ma chi
non sta ascoltando Dio con cuore retto significa che Dio non glielo ha permesso
o che lui non vuole perché ascolta il demonio. Dice: Vedi che qui si
dicono pazzie. Puoi dirlo! Vai a denunciarci ai Vescovi; qui si dicono pazzie,
qui si dice odiare, non amare. Chi lo vuole interpretare male lo faccia.
Noi diciamo solo quello che dice il Vangelo. Gesù Cristo quando sta predicando
arriva la madre con i fratelli… Gesù Cristo neanche scende a vederli e
dice: “Chi è che mi sta aspettando lì sotto?” Tua madre e tutti i tuoi fratelli! “Mia
madre? Io nemmeno la conosco. Ecco mia madre (rivolgendosi a coloro che ascoltavano).
Miei fratelli, ecco i miei fratelli.” Supponete che la madre stia ascoltando,
che dolore! Direbbe una signora tutta sentimentale, ha sconfessato la
Vergine Maria! Che figlio snaturato! Ma questo dice il Vangelo o no? E i parenti
pensavano che era fuori di senno, pazzo; un tipo che abbandona la madre
vedova, poveraccia, un fannullone che abbandona la madre!” (2°SCR, p. 78).
“Nemici dell’uomo saranno quelli che stanno nella famiglia, dice Dio e
questa Parola si deve adempiere. Ditemi un po’, Gesù Cristo in quel mo-
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mento ha odiato sì o no sua madre? Lo volevano allontanare dalla missione
del suo Padre. E ancora, che ha detto a Pietro? Pietro che era il suo migliore
amico? “Vattene Satana”, lo ha insultato.
“Ritorniamo alla parola odiare. Dico che questo è autentico. Noi abbiamo
visto che tanta gente non ha continuato nel cammino perché non ha odiato
la moglie. Bisogna imparare a odiare quando gli altri sono un ostacolo,
sono la nostra rovina. Ma questo non lo dice Gesù Cristo, lo dice già l’Antico
Testamento, il Deuteronomio, cose tremende. La Parola dice:
Sì, tua moglie ti vuole insegnare gli idoli, la ucciderai. Anche oggi se una
famiglia ha un figlio che si sposa con un pagano dice che per te sarà come un
gentile, un pubblicano. E tu non parlerai mai con lui. Per te sarà come una
persona morta” (2°SCR, p. 79).
Non è facile capire come un cristiano possa accettare per ‘buone’ espressioni così
in contrasto col Vangelo, ma è assurdo che dei sacerdoti (ministri della Parola) le
condividano e le insegnino ai fedeli fino al punto da indurli a maledire i figli
e… anche il loro parroco, perché si opponeva decisamente alla proclamazione di questi
e di altri errori. Solo una persona plagiata può non capire la gravità e l’assurdità
di questi insegnamenti.
“Tra tutte le parole tremende che dice nella scrittura ce ne è una particolarmente
salvatrice per noi. Ed è quella che dice ‘chi non odia suo padre, suo marito,
sua moglie e sua madre e suo figlio e sua figlia...’ che qualcuno ha voluto tradurre
con ‘chi non pospone’, cioè chi non mette dopo. Questa è stata la traduzione
di alcune antiche bibbie, però oggi la Bibbia di Gerusalemme, che
è andata alle fonti con molti studi... dice che la parola ‘odiare’ è detta di proposito
da Gesù Cristo” (SH, p. 38).
La versione italiana della Bibbia di Gerusalemme riporta il testo della CEI con introduzioni
e commenti della BJ. A pag. 2233 di questa Bibbia, nella nota di commento
a Lc 14,26, si legge: “e non odia: ebraismo. Gesù non domanda l’odio,
ma il distacco completo e immediato”.
L’interpretazione di Kiko, è basata tutta su questo FALSO!!!
“Chi non rinunzia a tutti i suoi beni, chi non odia suo padre e sua madre,
i suoi figli, sua moglie.... Malgrado tutto è molto importante che noi impariamo
a odiare, a odiare noi stessi, a odiare nostra moglie, odiare il nostro
marito, a odiare i nostri genitori. Per noi è veramente impressionante ascoltare
quello che dicono le persone al 2° Passaggio”.
“Ma…, ‘odiare’? Ma no, bisogna interpretare! Mi diceva un uomo di
Azione Cattolica…: ma questo fatto che Dio dice ad Abramo di uccidere il figlio,
non è così, bisogna interpretarlo; come potete pensare che Dio sia un as-
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sassino, bisogna interpretarlo. Voi esagerate, così per la non resistenza al
male, cosa significa? Che se chiedono la giacca, io debbo dare anche i pantaloni?
Ma guarda un po’! Quello va interpretato. Se quanto dice questo uomo
fosse vero, io apostaterei immediatamente il cristianesimo, me ne andrei
via, perché quello che mi ha convertito è un Gesù Cristo che io ho trovato
dentro di me, che è stato rispecchiato qui, in questa parola, non come
una cosa da preti, un po’ melensa” (SH, p. 45).
Quanta scienza, quale serietà, quale rispetto per il ministero dei sacerdoti!
Più avanti nello stesso testo, Kiko si contraddice e ritorna alla spiegazione classica:
“Pensa che dovrai provare te stesso perché è vero dobbiamo odiare la
moglie ed i figli per amore a Gesù Cristo, nel senso che dobbiamo mettere
veramente Gesù Cristo al primo posto. ... quello che vuole dire il Signore
è che se tu non hai veramente l’amore di Cristo dentro di te, tu stai veramente
odiando gli altri perché li vai distruggendo” (SH, p. 51).
“Chi non rinuncia a tutti i suoi beni per amore di me…, chi non odia il
padre e la madre…” cioè chi non mette Dio al primo posto nella sua esistenza,
al di sopra di suo figlio, di sua figlia, di suo marito, etc.
“Le donne che non hanno il proprio marito in comunità oppure le figlie
che non hanno i genitori, ecc., questo lo sanno molto bene” (SH, p. 102).
FORZATI A DONARE I PROPRI BENI
Kiko e i NC fanno una lettura tendenziosa di Mt 19,21; Mc 10,21; Lc 18,22.
“L’uomo cerca la vita nei beni. Per questo nelle comunità venderete i
beni. Questo non ditelo alla gente perché se ne andrebbero tutti di corsa”
(OR, p. 50). “Dovete accettare infatti che amerete Dio più del denaro. Nel primo
scrutinio battesimale, tra alcuni anni, vi si dirà di vendere i beni. E dovete
venderli tutti perché se non li venderete non potete entrare nel Regno,
non potete entrare neanche nel catecumenato. Adesso non avete forze, ma
allora le avrete, perché vi si darà lo Spirito Santo, perché lo facciate. Perché
prenderemo il Vangelo sul serio… Fino adesso lo abbiamo preso come per
gioco, lo abbiamo ridotto ad andare a messa...” (OR, p. 340).
L’invito a disfarsi dei propri beni è per tutti, senza distinzione di categoria…
o di situazione di vita: “altrimenti non entreranno nel Regno!”, “Non si salveranno!”.
“Questi soldi si utilizzeranno per l’evangelizzazione, per i viaggi degli
itineranti, perché per la formazione degli itineranti è necessario fare dei viaggi…
pensa quanti milioni ci vogliono per far venire trecento itineranti dall’America,
dal Giappone, etc.!” (1°SCR, p. 4).
“Noi spendiamo i soldi itinerando qua e là. Ma questo significa che
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bisogna mettere grasso perché la macchina possa muoversi… Quando una
comunità non vi ascolta sapete già dove sta il pasticcio: la comunità è attaccata
ai soldi e non si vuole convertire. Se ti ascoltano si convertono e se si
convertono devono mollare il malloppo” (1°SCR, p. 5). “Perciò devi rinunciare
a tutti i tuoi beni. Perché Dio non ammette due padroni. No. No. Ami Dio? E
allora dimostralo coi fatti… Noi non ci fidiamo di quello che tu dici con la
bocca, perché non serve a niente. Qua bisogna dimostrarlo” (1°SCR, p. 79).
La Chiesa distingue tra precetti (racchiusi nel comandamento d’amare Dio e i
fratelli) e i consigli (indicazioni per vivere meglio la carità (C.C.C. nn. 1973-1974).
Kiko e Carmen affermano, che questa distinzione è falsa! Chi avrà ragione?
“Allora noi che fin adesso ci siamo mossi in quest’altro contesto di Chiesa
ufficiale massiva, abbiamo sentito la seguente falsa interpretazione della
parola che abbiamo ascoltato: ci sono due vie nella vita: una quella dei comandamenti,
per la truppa, per quelli che nella vita non vogliono fare di più,
l’altra quella dei consigli evangelici, per coloro che generosamente li vogliono
adempiere, perché desiderano qualcosa di più e si fanno religiosi. Quante
volte avete sentito questo? L’interpretazione che abbiamo sentito è questa: il
giovane gli domanda che cosa deve fare e Gesù gli offre il cammino della
truppa: adempi i comandamenti. E Gesù lo guardò con amore perché finalmente
aveva trovato uno che adempiva i comandamenti, un giovane generoso
che vuole di più. Allora Gesù gli offre la seconda possibilità, più esigente,
più perfetta: vendi tutto quello che possiedi e seguimi. Allora la gente dice: benissimo,
se tutto il mondo fa questo, sono finite le fabbriche, sono finite le industrie,
è finito tutto. Per questo ciò è utopico, è un assurdo. Allora si era interpretato
questo come consigli evangelici per quelli che vogliono qualcosa di
più, per gli eletti che si danno generosamente e se ne vanno in un convento.
“Sapete che questa spiegazione è falsa? Prima perché nell’epoca in cui fu
scritto questo vangelo non esistevano i religiosi. Non era nato ancora né San
Francesco né Sant’Ignazio di Loyola, né il fondatore dei Sacri Cuori… Ma se
i Vangeli sono i riassunti della pastorale della primitiva Chiesa, quello che ha
raccolto la Chiesa come sunto di catechesi, a chi glielo diceva? Per chi era diretta
questa catechesi? Ebbene alla gente sposata con figli, come voi, perché
ancora non c’erano i religiosi, era diretta a tutti quelli che ascoltavano
queste catechesi” (1°SCR, pp. 101-102).
“Gesù fissando lo sguardo su di lui lo amò. Alcuni dicevano: Ecco qui che
Gesù si è trovato un giovane generoso, un giovane meraviglioso che vuole di
più. Per questo Gesù lo guarda e lo ama, perché ha trovato un’anima pura e
santa che ha adempiuto tutto e vuole però qualcosa di più. Ebbene, sapete
perché Gesù lo guardò e lo amò? Perché si è trovato con uno che inganna
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se stesso: è tanto alienato e ingannato che è capace di dire davanti a Dio che
ha adempiuto i comandamenti. Così lo guarda e lo ama, Gesù Cristo: come
ha guardato Giuda quando lo tradiva, come ha guardato Pietro quando lo ha
rinnegato. Guarda a questo giovane amandolo perché ci ha trovato uno che
tenta di conciliare le sue ricchezze con l’adempimento dei comandamenti.
Si è messo in un pasticcio, ma continua a ingannarsi…” (1SCR, pp.103-104).
“Non potete servire due padroni: a Dio e al denaro.
E per liberarti di questo idolo nel catecumenato ti diranno una cosa una
volta e non te la diranno più… Vai e vendi i tuoi beni” (1°SCR, p. 108).
“In molte convivenze la gente si ribella e non intende vendere i propri
beni e pensa che deve fare una elemosinuccia… non capite” (SH, p. 96).
“Non volete provarvi con il denaro?... E’ meglio che ve ne andiate dalla
comunità, perché non è possibile fare la pantomima” (SH, p. 97).
“Chi non rinuncia a tutti i suoi beni per amore di me non può essere
mio discepolo”, ovvero è molto importante in questo tempo il provarsi con
i beni (perché qui non stiamo a perdere tempo né voi né io) per sapere se tutto
questo è una alienazione in più nella tua vita… Se tu questo non l’hai sperimentato
noi non ti lasceremo passare al catecumenato. Perché? Qui lo si
dice: “perché buono è il sale, ma se il sale perde il suo sapore con che cosa
glielo si renderà?”.
“Allora… Cominciamo a provarci con i beni, perché provarsi con l’affetto
per tua moglie, figli, ecc., è un po’ più difficile” (SH, p. 103).
“Il denaro è simbolo dell’IO. Per questo è tanto importante che provi te
stesso senza che la tua mano sinistra sappia quello che fa la tua destra. Questo
vi è stato detto nel primo scrutinio e abbiamo fatto una Celebrazione della
Parola sui beni e abbiamo domandato se qualcuno si sentiva disposto ad
accettare questa Parola. Molti di voi vi siete alzati dicendo che eravate disposti
a vendere i vostri beni. Bene. Dunque io adesso vi domanderò se avete
fatto qualche cosa. Non vi spaventate. Siate sinceri… Forse non avevate capito
che dovevate provarvi seriamente col danaro. Io vengo per ricordarvi
di non aver paura perché se tu dai uno il Signore ti darà 100, qui. Questo te
lo possiamo garantire. Se il Signore ti inganna… te la prendi con me se
vuoi (non ho niente io ma, bene!). Ti assicuro che il Signore non mente.
“La Parola dice che chi dà una casa, una macchina, ecc. a causa del Vangelo,
avrà cento in case, in macchine, o quello che sia. Qui, ora, in questa vita.
E’ un commercio al cento per uno, qui. Non lo credi perché mai hai fatto
la prova, perché mai hai dato nemmeno uno. O forse credi che dare cento lire
a un povero significa provarsi?” (SH, p. 104).
“Mi ricordo che noi abbiamo avuto in una comunità un uomo molto ricco
che non è passato ad uno scrutinio perché incapace di vendere i propri
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beni: però faceva molta elemosina, aveva molti miliardi, è un industriale.
L’abbiamo lasciato persino tre anni nel secondo scrutinio; dopo tre anni
gli abbiamo detto: non puoi continuare, adesso è andato all’Opus Dei,
un’organizzazione religiosa composta di laici che pretendono di conquistare
i posti nella società” (2°SCR, p. 83).
“Pensa un segno in denaro che manifesti (esprima, concretizzi) che sei
disposto a fare questo” (2°SCR, p. 92).
“Se in un paese corre voce che per entrare in questa comunità bisogna
vendere i beni, nessuno viene più alle catechesi” (2°SCR, p. 97).
“I parroci e i responsabili fanno l’inventario del segno raccolto redigendo
un documento e firmandolo congiuntamente. Questo si deve fare con moltissima
serietà e assoluto segreto, specificando nell’atto tutto quello che si
è raccolto” (2°SCR, p. 137).
MALEDIZIONI PER CHI LASCIA O CRITICA IL CAMMINO
“… Fratello mio, tu puoi tornare indietro: però attento! Attenti fratelli,
perché Dio vi ha inviato dei catechisti concreti, che vi hanno detto che hanno
visto Gesù Cristo.
“C’è molta gente a cui dà fastidio andare in comunità, ma non la possono
lasciare perché la Parola gli ha scoperto la verità e la realtà del mondo e
ormai non si possono più alienare perché… dove andrebbero? Se il sale perde
il suo sapore ormai non serve a niente altro se non ad essere calpestato dagli
uomini. Diventerai un uomo disgraziato, non servirai a niente, perché se
fossi come uno di quelli che non hanno conosciuto il catecumenato e non sanno
nulla, allora ti alieneresti con la TV o diventeresti socio della Roma e te ne
andresti con grande illusione a vederla giocare ogni domenica. Ma sei stato
marchiato a fuoco e questo non te lo può togliere nessuno” (SH, p. 103).
“Se andate via il Sangue di Gesù Cristo per la nostra testimonianza
ricadrà su di voi” (PR, p. 412).
I SEGRETI
L’opuscolo ha un titolo accattivante, ma sembra non aver mantenute le
promesse. Dove sono quei segreti che si volevano svelare?
Per poter svelare tutti i segreti di questo Movimento bisognerebbe avervi
fatto parte ed aver percorso tutto il Cammino in un ruolo dirigenziale o almeno
di catechista. Io ho avuto solo una esperienza marginale, ma anche
una lunga frequentazione indiretta, dovuta al mio ministero sacerdotale.
Molte persone uscite dal Cammino vorrebbero parlare perché si sono sentite
ingannate, turlupinate, umiliate e svuotate d’ogni dignità, ma non osano
ancora. Non sono pochi, però, i “segreti” finora svelati.
Ci si domanda innanzitutto: chi è mai questo Kiko Argüello che in 35 anni,
con basi dottrinali così fragili e contraddittorie, in contrasto con la Dottrina
della Chiesa, ha potuto dar vita ad un Movimento così grande e diffuso
nel mondo intero, con milioni di seguaci? E’ senz’altro una persona intelligente
e con buone attitudini critiche, portato alla ricerca archeologica e filologica,
ma senza un’adeguata preparazione culturale. Apparentemente dimesso
e disposto al dialogo, finora si è mostrato deciso e fermo in ogni sua
affermazione e non ha modificato minimamente la sua dottrina. Pigro per
natura e indifferente per le cose che non gli interessano, si mostra straordinariamente
attivo e ambizioso nel dare tutto per la propria affermazione.
Uscito di casa a 19 anni, andò a vivere tra i poveri baraccati di Palomeras Altas
di Madrid, mantenendosi con lo stipendio di insegnante di disegno. Per
sei mesi visse solo, cantando accompagnato dalla chitarra e leggendo la Bibbia,
circondato da cani randagi, da mendicanti, da ubriachi e da zingari. Un
giorno un ragazzo, che faceva l’accattone per le stazioni del metrò, gli chiese
di andare a vivere insieme. A lui si aggiunsero altri giovani che vivevano
di furti e si drogavano. Con essi leggeva e commentava la Bibbia. Si aggiunsero
altri poveracci ed una prostituta e con loro incominciò la prima famiglia
di kikiani che poi avrebbero formato le CN.
Carmen Hernàdez era, invece, una religiosa missionaria che da giovane
sognava di andare in India; ha fatto studi di teologia, ma non è stata ammessa
ai voti solenni. Rifiutatasi di uscire dalla Congregazione, venne destinata
alle Missioni della Bolivia e incaricata di formare delle équipes di persone
collaboratrici. A Barcellona, vivendo nelle baracche, è riuscita a formare
una équipe e a inviarla tra gli Indios. Poi si è trasferita a Madrid con lo
stesso intento. Andò a vivere a 500 metri dalla baracca di Kiko e si manteneva
lavorando come operaia in fabbrica e come donna di servizio. Tramite la
sorella Pilar, conobbe Kiko e restò sorpresa nel veder pregare quella comunità
di straccioni. Entrò subito in crisi e non pensò più di partire per la Bolivia,
tanto che le consorelle andarono a trovarla per chiederle come mai non
partisse. Aveva scoperto che la promozione umana e il vero sviluppo dei popoli
si trovava “in Cristo che si fa presente nello Spirito Santo”, e si unì a Kiko.
Senza idee precostituite hanno maturato la loro esperienza. In seguito
hanno letto dei libri di studiosi francesi, trovandovi conferma di tutto quanto
Dio aveva manifestato in mezzo a loro.
Dopo trentacinque anni il ‘Cammino’, strutturato in modo piramidale,
guidato da queste due persone intelligenti e di forte carattere, che dettavano
le loro catechesi e le consegnavano solo a catechisti ‘preparati’ e fidati perché
le imparassero a memoria e le ripetessero nelle varie comunità, ora ha milioni
di seguaci, ben motivati e indottrinati, in ogni parte del mondo. Viene
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spontaneo chiedersi il motivo di tanto successo. Il CN è scoperta, grazia: offre
serietà e coerenza, gusto della Parola di Dio e gioia di vita comunitaria,
conoscenza dei canti e delle funzioni liturgiche. Nei primi due anni non si
chiede alcun impegno, se non la partecipazione alle catechesi e all’Eucarestia
(anche senza confessarsi) e ciò rende tutti illusoriamente felici.
Kiko ha il merito di aver coniato il termine ‘Neocatecumenale’ per indicare
l’iniziativa di rinnovamento ispirato alla grande idea di un Catecumenato
per adulti che finora non hanno capito né accettato il senso e le conseguenze
del loro battesimo.
Ma se chi aveva responsabilità avesse riflettuto con un po’ di prudenza
umana, avrebbe capito che le due colonne portanti del Movimento non potevano
dare seria garanzia. Infatti, Carmen, era stata giudicata inadatta alla
vita di comunità perché incapace d’obbedire; e Kiko, stando alle testimonianze
date in varie città d’Italia, ha alle spalle una giovinezza tutt’altro che
edificante dal punto di vista morale. L’indemoniato Geraseno, liberato da
‘una legione’ di spiriti immondi, chiese a Gesù di permettergli di stare con
Lui. Gesù non glielo permise, ma gli disse: “Va nella tua casa, dai tuoi, annunzia
loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato” (Mc
5,18-20). Pure Kiko (a suo dire) stava in una situazione molto simile a quella del
povero uomo di Gerasa. Ma non è certo se sia andato da qualche sacerdote o
da qualche psichiatra. Si sa, invece, che ha trovato buona accoglienza presso
l’anziano Arcivescovo di Madrid, Mons. Casimiro Morçillo, e presso numerosissimi
Vescovi e Arcivescovi che gli hanno permesso di andare nel mondo
intero ad annunciare quanto qui ho esposto. Come è potuto avvenire questo?
Innanzitutto, ciò è stato possibile perché Kiko ha sempre tenuti nascosti i
suoi intenti ed il contenuto delle sue catechesi ed ha sempre ostentato una
forte religiosità ed un apparente ossequio alla Chiesa. Con astuzia ha saputo
nascondere alla Gerarchia la dottrina ereticale delle sue catechesi e si è presentato
come efficace propugnatore di valori tradizionali del cristianesimo;
ha parlato di Dio e della sua misericordia, di Gesù Cristo e del peccato; ha
fatto leggere la Bibbia; ha riproposto il valore della vita e della fedeltà coniugale;
ha saputo creare un clima di affetti fraterni, rallegrati da canti e da
‘danze bibliche’; ha saputo coinvolgere tutti nella liturgia e nella predicazione.
Soprattutto ha saputo imporre una struttura piramidale in cima alla quale
c’è la sua figura carismatica che dà sicurezza e merita d’essere creduto, venerato,
seguito e obbedito. Alui fanno capo le Equipes Nazionali degli itineranti
e i super-catechisti interregionali che trasmettono ordini e messaggi ai
capi-catechisti delle singole Comunità, rette da norme ferree e indiscutibili, e
guidate, una per una, da ‘responsabili’. Le persone deboli ed emarginate si sentono
circondate dall’affetto dei fratelli e seguite dai catechisti, come da padri,
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anche economicamente (se bisognosi). La figura del catechista laico, che senza
cultura teologica si propone come maestro di spirito, dotato di carismi
(spesso negati ai presbiteri), che nei suoi richiami, con tono autoritario nomina
in modo ossessionante il peccato ed il demonio, fa pensare ad un’autorità
e ad una gerarchia più alta di quella dell’Ordine ecclesiastico. I più deboli,
soggiogati dalle minacce di maledizioni, sentono il bisogno di tanto rigore.
Ogni catechista si deve presentare come ispirato da Dio (di cui è l’angelo)
e responsabile della vita eterna d’ogni membro della Comunità. Egli
viene obbedito ciecamente anche quando i suoi ordini sono in contrasto con
le disposizioni della Chiesa o provocano separazioni coniugali o contrasti insanabili
fra genitori e figli.
Amotivo dello scarso livello intellettuale e teologico di molti fedeli, Kiko,
pur essendo un maestro improvvisato e presuntuoso, ha trovato un buon terreno
nella confusione generale delle idee e nella moda (strana) che è andata
affermandosi in questi ultimi tempi, d’indifferenza per tutte le religioni, di
‘apertura’ ad ogni idea, anche la più stravagante.
A ciò si aggiunga l’enorme possibilità di mezzi e di propaganda costituiti
dalle ‘decime’ degli stipendi, delle pensioni e d’ogni altro introito; ed il
ricavato delle vendite dei beni (case, terreni, ori, macchine, ecc.); senza contare
‘lo sterco del diavolo’ (danaro, gioielli, libretti di banca, ecc.) che, con
tanta insistente sollecitudine, viene raccolto ad ogni ‘Convivenza’ nei sacchi
della spazzatura, e distribuito poi ai Vescovi, ai poveri e ai catechisti senza
che debbano rendere conto ad alcuno dell’uso che ne faranno. Le cifre raccolte
sono dell’ordine di svariati miliardi che hanno consentito al Movimento
di accattivarsi la benevolenza delle alte gerarchie ecclesiastiche, di tanti Vescovi
(specialmente di quelli che si mostravano contrari al Movimento) e di
acquistare (tra l’altro) una ‘Villa’ per Kiko e Carmen a Frascati e di costruire
sul Monte Tabor la ‘Domus Galileae’ per ultimare la quale, a maggio c. a., sono
stati richiesti perentoriamente e con urgenza 10 milioni ad ogni comunità che
aveva fatto i 2° Passaggio (anni fa nella sola Italia, erano più di 6.000!).
Ma i veri ‘segreti’ sono i testi (oltre 2.800 pagine) che abbiamo cercato di
illustrare, sia pur parzialmente, e che rivelano un’accozzaglia d’errori e
d’imprecisioni. Fino a poco tempo fa i loro responsabili ne negavano l’esistenza
(e se ne capisce bene il perché). Ora che, in modo rocambolesco, siamo
riusciti ad averli e a consultarli, non possono più negarli ma minacciano
di denunciare chi li pubblicasse e si rifiutano di leggerli insieme ad altri (fossero
pure sacerdoti, come è capitato a me). Non potendo commentarli e tanto
meno criticarli con qualche sacerdote NC, ho pensato bene di mettere per
iscritto queste mie ricerche (ancora incomplete) e affidarle ai responsabili
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della Dottrina della Fede Cattolica, agli Eccellentissimi Vescovi e ai sacerdoti
non ancora conquistati dal ‘Cammino’ perché inducano i responsabili del
Movimento a ritirare tutti i ciclostilati finora in uso e a sostituirli con un
‘Testo autenticato’ conforme al C.C.C.
Nella Convivenza per sacerdoti del Cammino, tenutasi il 24/26 maggio
1999, a Porto San Giorgio, Kiko ha comunicato che la prima bozza dello statuto
era stata ‘bocciata’ e che le catechesi (solo metà!), presentate alla Congregazione
per la Dottrina della Fede erano state esaminate ed avevano ricevuto
osservazioni per le quali avevano “corretto le espressioni considerate
imprecise o non proprio ortodosse ed introdotto in nota i testi del C.C.C.”.
“Io dico che è stato provvidenziale tutto questo perché ci ha fatto pensare
e ripensare, consultare tante persone per preparare una seconda bozza
che è qui pronta (l’anno scorso), preparata con la commissione per giorni e
giorni di discussione e sofferenze, che presenta il Cammino per quello che è,
cioè un metodo di iniziazione cristiana per adulti, senza nessun’altra etichetta…”
(Relazione sugli Statuti del CN, P. Javier Sotil).
Nelle Convivenze d’apertura del nuovo anno di lavoro (ottobre 1999) si
era sparsa notizia che gli Statuti erano stati approvati e che presto ne sarebbe
stata data notizia ufficiale, ma ancora non arriva! Come mai? Mistero!
Una giovane signora, di ritorno dalle GMG, mi diceva ‘con forza’ che a
Roma “Centocinquantamila tra Vescovi e Cardinali erano andati da loro, e che miliardi
di persone s’erano convertite grazie al CN”. E aggiungeva: “Quei maledetti
Statuti!” e… “Ci stanno scrutinando riga per riga!”. Nel suo stato confusionale
era evidente anche l’imbarazzo perché gli Statuti, che erano stati dati per approvati
già nell’ottobre del 1999, approvati non lo erano affatto, e perché la
Chiesa pretendeva la correzione delle catechesi che ai loro occhi sembrano
ispirate! Dietro pressante invito del Papa, pare sia stata presentata la terza
bozza. Respinta pure questa, definitivamente?!?.
Ora sono in attesa del ‘momento propizio’, che sperano giunga entro il 2002.
Segrete sono le tecniche che rivelano grande intelligenza ed astuzia nel
proporre la dottrina con stile marziale. Fin dal ‘Primo Annuncio’ non si dà alcuna
possibilità di discutere le affermazioni e le decisioni dei capi. Programmano
ogni cosa ed ogni gesto fin nei minimi particolari, in modo da impedire
e supplire alle decisioni personali e ogni spontaneità nei gesti. In ogni
Comunità si deve usare la stessa disposizione della sala con tappeti, lo stesso
tipo di indumenti e di suppellettili, gli stessi colori, gli stessi schemi, gli
stessi canti, gli stessi gesti, le stesse immagini... La più frequente delle quali
è la Madonna di Kiko. L’immagine (espressione alquanto infantile dell’arte
greca-ortodossa) rappresenta la Vergine che, al posto di Gesù, ha in braccio
22
il bambino Kiko. La cosa è evidente, ma per chi non capisse c’è scritto ben
chiaro sopra le teste: “MARIA, KIKO”. La sostituzione di Gesù con Kiko è intenzionale,
in modo che chi venera la Grande Madre di Dio, associ e veneri
anche Kiko che nell’immaginario diviene l’incarnazione concreta di Gesù ai
nostri giorni. Tutto ciò crea spirito di corpo in modo che tutti si sentano membri
d’una stessa famiglia ed abbiano la convinzione che ‘chi non è con loro è contro
di loro’. Così s’inibisce il libero arbitrio e si annulla ogni individualismo.
Aciò si aggiunga l’astuta ripetizione, ad intervalli più o meno regolari, di
concetti apparentemente non importanti, perché vengano gradualmente recepiti
come propri, tanto divengono familiari, ma sempre in maniera indiretta
e mai attraverso dibattito aperto e logico. Ciò crea negli aderenti l’auto
convinzione della verità e dell’importanza di questo o di quel concetto.
La vita del Movimento è strutturata in modo perfettamente organico, con
dirigenti generali che programmano tempi, modi e contenuti delle catechesi
e le trasmettono ai super catechisti regionali, che devono farle proprie e trasmetterle
integralmente alle équipes dei catechisti che guidano le Comunità
locali, dando disposizioni ai ‘responsabili’ delle singole comunità, scelti inizialmente
sotto ispirazione dello Spirito Santo e poi sostituiti d’autorità dall’équipe.
Essi guidano, con encomiabile fedeltà, le singole Comunità con
due/tre incontri settimanali, in ora tarda (dalle 21 alle 24 e oltre), con argomenti
gratificanti (specie nei primi due anni) e con la richiesta (ben preparata
e ad effetto) di rinunce ed impegni che li facciano sentire come degli eroi
rispetto agli altri. Infine, li legano fra di loro e alla Comunità, con giuramenti
e con tanto di firme sulla Bibbia. La pressione psicologica (rafforzata da minacce
di maledizioni e di dannazione eterna) è tale che nessuno osa venire
meno agli impegni assunti o, per lo meno, cerca di mettersi al sicuro, non rivelando
niente a nessuno di quanto ha visto o vissuto nella Comunità. Ne segue
un controllo completo di tutti gli aderenti che, anche usciti dal Movimento,
si sentono sempre legati ad esso e avvertono la mancanza degli incontri
settimanali, delle feste, della guida spirituale, al punto che molti sentono
il bisogno di ritornarvi.
Sarebbe un peccato ed una iattura insanabile se le energie di tante persone
ben intenzionate e assetate di Dio, venissero sprecate da gente furbastra,
o perdute per sempre in una scissione dalla Chiesa.
Se anche tu sei a conoscenza di abusi, plagi, ricatti, dissidi in famiglia, disordini
in Parrocchia, intromissioni indebite nella gestione della Diocesi, ecc., scrivi:
A Sua Santità Giovanni Paolo II - Città del Vaticano - 00120 Roma.
So per certo che la posta viene smistata alle Congregazioni competenti e che ogni
segnalazione viene presa nella dovuta considerazione.
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TESTIMONIANZE
- Interpretazione arbitraria della Sacra Scrittura
- Non ci si deve fidare dei sacerdoti che non capiscono un ‘tubo’
- Il parroco è annullato o ridotto a figura secondaria
- Kiko interviene anche sul ministero dei presbiteri
- Chi esce dal Cammino esce dalla Chiesa e si allontana da Dio
- Forzati a donare i propri beni
- Confessione pubblica dei peccati
- Il gruppo diviene una prigione
- La convivenza viene prima d’ogni altra cosa
- Non si parla mai dell’adorazione al Santissimo
- In pratica la domenica non esiste
- Visione pessimistica dell’uomo
- Catechesi ossessionante sul peccato
- Non si può parlare del Cammino se non se ne fa parte
- Solo la fede ci salva
- Nel Cammino non c’è bisogno di fare niente
- Le persone vengono sequestrate
- Non recitano il ‘Credo’ nella celebrazione eucaristica
- I segni sono sempre invariabili
- Mentalità chiusa - Non si dà il primato alla persona
- Scrutini ripetuti
- Gli aderenti sono tenuti all’oscuro di ciò che li attende
- Le espressioni ereticali sarebbero solo sottolineature
- Maledizioni per chi esce o critica il Cammino
- Anche Kiko ha ammesso errori nel testo base
- Formazione d’un clero parallelo
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UNA NUOVA EVANGELIZZAZIONE?
Da qualche tempo il Papa invita Vescovi, Sacerdoti, Religiosi e laici impegnati,
ad operare una Nuova Evangelizzazione. Egli chiede loro di rievangelizzare il popolo
cristiano che in larghi strati ha perso la fede, il senso del peccato e dell’appartenenza
alla Chiesa. Invita tutti a cercare nuovi metodi, nuove tecniche per proporre
in modo nuovo i contenuti della fede.
Col consenso della Chiesa, da oltre 30 anni, i NC stanno sperimentando questo
nuovo modo di evangelizzare che sembra aver dato ottimi risultati di conversione e
portato buoni frutti nelle famiglie, nei seminari, nella vita comunitaria ed ecclesiale.
Se davvero sono frutti buoni, perché non proporre a tutta la cristianità le loro scoperte
e i loro metodi per avere gli stessi risultati? Perché non creare dappertutto queste
Comunità di fratelli che si vogliono bene e che mettono insieme i loro beni? Si parla
tanto di perdita del senso del peccato, perché insistere ancora sulla Confessione
prima della Comunione? Perché mantenere l’obbligo della Messa domenicale quando
questa è soltanto una liturgia di lode che può essere espressa anche in altri modi?
Perché celebrare la Messa al mattino quando Gesù ha santificato l’Ultima Cena?
Perché accontentarsi del semplice Gloria, quando tutta l’Eucarestia è un inno di lode.
Perché costruire ancora altari che ricordano gli antichi riti pagani, quando invece
Gesù ha chiesto di fare un banchetto in sua memoria? Perché non evidenziare
maggiormente i segni del pane e del vino offerti a tutti come in un banchetto? Perché
non manifestare la gioia dell’incontro domenicale con abbracci, canti e danze bibliche?
Perché insistere nel proporre ancora i vecchi dogmi e pretenderne l’accettazione
con la proclamazione del Credo? Perché non ridimensionare l’opera dei Vescovi
e dei sacerdoti riportandola alla funzione sacramentaria e non lasciare ai laici il
ministero della Parola come quello delle mense? Perché conservare tante suppellettili
e strutture obsolete che tengono lontani i fedeli dal Cristo vivo nei fratelli? Perché
continuare a costruire chiese monumentali riempendole di banchi ‘schierati a battaglione’,
con quelle piccole casette che sono i confessionali, se è sufficiente una bella
sala dove riunirsi per discutere e fare festa attorno ad una tavola imbandita per il
banchetto? Togliamo finalmente dalle chiese i quadri delle ‘Via Crucis’ e dei Misteri
del Rosario, i quadri di Santi e di Madonne, che anziché avvicinare l’uomo moderno
a Cristo, lo allontanano ancor più: lasciamoci soltanto l’immagine del Crocifisso e
della Vergine Madre, perché è ora di finirla con tante devozioni sdolcinate al Sacro
Cuore e alla Madonna delle lacrime, a San Rocco e Santa Lucia! Eliminiamo anche
i tabernacoli perché se il Signore avesse voluto restare presente dopo la celebrazione
avrebbe scelto “un sasso e non un pane che va a male”. Ed infine, sarebbe ora di abolire
le parrocchie territoriali ed i parroci in sottana che fanno tanto folklore. Sono maturi
i tempi in cui tutti possono scegliersi la propria guida spirituale senza dover legare
per forza la propria fede alla registrazione del nome nei registri parrocchiali!
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Quando si entra nella fede vera e si scopre d’essere tutti ‘fratelli’, non ha più senso
chiamare ‘Monsignore’, ‘Reverendo’, ‘Padre’. Non c’è più bisogno dei Vescovi o del
Papa, se l’ultima e l’unica Parola è quella di Kiko e di Carmen.
Veramente, finora l’ultima Parola è sempre stata quella del Papa! Ed è
questa Sua Parola che noi aspettiamo. Forse, nel suo immenso desiderio di unire il
mondo intero in un’unica fede, spera ancora (dopo trentasei anni) che Kiko si converta.
In ciò è fedele discepolo del Divino Maestro. Forse teme di interrompere il gran
bene che si dice di loro? Finalmente il Papa conosce i contenuti ereticali delle
catechesi di Kiko e di Carmen. Si può ben pensare, allora, che Egli abbia tutti
i motivi per essere preoccupato nei loro confronti.
Nonostante tante promesse, non hanno ancora corretto e adeguato al Catechismo
della Chiesa Cattolica le loro Catechesi ed i loro Statuti. Forse confidavano nei forti
appoggi in ambienti vaticani, nelle copiose elargizioni a favore dei bisogni della Chiesa
e nelle numerose e plebiscitarie partecipazioni agli incontri organizzati dal Papa
in ogni parte del mondo. Certo tutto questo è servito per mascherare e illudere a lungo,
ma ora la verità e i veri intenti stanno per venire allo scoperto. Kiko ha certo sottovalutato
la cristallina rettitudine del Santo Padre. Ultimo fra i Vicari di Cristo,
non è da meno del primo che, lusingato con danaro da Simone il Mago, ha saputo respingere
con forza la tentazione, tanto da spaventare e convertire il poveretto. “Il tuo
denaro vada con te in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare con denaro
il dono di Dio. Non v’è parte né sorte alcuna per te in questa cosa, perché il tuo cuore
non è retto davanti a Dio. Pentiti, dunque, di questa tua iniquità e prega il Signore
che ti sia perdonato questo pensiero…” (At, 8,20-22). Anche l’Apostolo delle genti, di
cui il Santo Padre è fedele imitatore, ebbe a rispondere al Mago Elimas: “O uomo pieno
di frode e d’ogni malizia, figlio del diavolo, nemico d’ogni giustizia, quando cesserai
di sconvolgere le vie dritte del Signore? Ecco la mano del Signore è sopra di te:
sarai cieco e per un certo tempo non vedrai più il sole sopra di te” (At, 13,10-11).
Non succeda a Kiko e ai suoi fedeli discepoli quanto è successo ai sette figli del
sommo sacerdote Sceva che provarono anch’essi, come Paolo, ad invocare il nome del
Signore sopra quanti erano posseduti dagli spiriti. “Ma lo spirito cattivo rispose loro:
‘conosco Gesù e so chi è Paolo, ma voi chi siete?’. E l’uomo che aveva lo spirito
cattivo slanciatosi su di loro, li afferrò e li trattò con tale violenza che essi fuggirono
da quella casa nudi e coperti di ferite” (At 19, 15-16).
Mentre stendevo queste riflessioni su Kiko e sul CN da lui avviato, più volte m’è
venuta in mente la favola del ‘Il re nudo’ e mi vedevo in quel ragazzino che fuori dal
coro di quanti tessevano le lodi dell’ultima veste che il re andava esibendo, continuava
a gridare: “Il re è nudo! Il re è nudo!”. Io non sono che un bambino! un povero
e ignorante prete di campagna e non ho la pretesa di insegnare niente a nessuno,
ma ingenuamente grido a tutti quel che vedo. Tanti hanno cercato di scoraggiarmi
a scrivere, dicendomi: “ Chi te lo fa fare? Che ci guadagni? Lascia che ci pensi la
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Chiesa! Se sai che il Papa sa, perché t’impicci? Ci pensino i teologi! Questo è compito
dei Vescovi, delle Conferenze Episcopali, delle Congregazioni Vaticane!”. Tutto
vero e giusto. Eppure nella mia ingenuità ho sentito il bisogno di gridare a tutti
quanto vedevo, senza aspettarmi nulla di diverso da rimproveri e ‘bastonate’. A dire
il vero mi è giunto già anche qualche incoraggiamento da parte di noti teologi gesuiti
e domenicani che avendo letto questo studio l’hanno giudicato un ‘ottimo lavoro!’,
‘addirittura degno d’essere stampato!’, ‘sconvolgente!’. Questi giudizi, espressi da
persone di dottrina e che in passato avevano anche parlato bene del Movimento, mi
hanno incoraggiato e convinto a non recedere dal mio lavoro. Comprendo le loro difficoltà
ad esporsi in prima persona e, pertanto, mi sacrifico io che non ho nulla da
perdere e che non comprometto nessuno. Spero che anche tanti Vescovi e sacerdoti
siano ‘sconvolti’ da questo grido solitario che ha la sola forza della verità e che, anche
senza darmene riscontro, lo tengano in considerazione.
Mi scuso con quanti, riconoscendosi nelle mie allusioni, si son sentiti rimproverati.
Chiedo a tutti una preghiera che contraccambio di cuore per la comune edificazione.
CONCLUSIONE
Qualche anno fa, chiesi a P. Enrico Zoffoli di non scrivere in maniera polemica
contro le eresie dei NC ma di riportare semplicemente i testi delle loro catechesi che
da sole avrebbero mostrato la pericolosità della dottrina in esse contenuta. Dopo un suo
giustificato sfogo, mi promise che non appena avesse finito di confezionare la ‘bomba’
che aveva tra mano (“VERITA’ SUL CAMMINO NEOCATECUMENALE”)
avrebbe senz’altro ascoltato il mio consiglio, ma purtroppo non poté mantenere la parola,
perché chiamato dal Padre a ricevere il premio delle sue fatiche. Allora non pensai
di mettermi subito al lavoro al suo posto perché non mi sentivo all’altezza. Per
giunta avevo avuto la bella notizia che il Papa aveva finalmente letto le critiche di P.
Zoffoli alle Catechesi dei NC e che, in seguito a ciò, aveva completamente (anche se
non ufficialmente) cambiato atteggiamento nei loro confronti. Quando però, ad ottobre
del 1999, ebbi la falsa notizia che era stato approvato lo Statuto del Movimento,
subito, preso dal panico, anche se malfermo in salute mi sono messo all’opera ed
ho steso questi appunti che, pur incompleti, possono offrire una ‘buona testimonianza’
dei pericoli nei quali incorrono quanti ingenuamente si affidano al CN guidato
da Kiko Argüello e da Carmen Hernadez. Quasi nessuno fino ad ora sospettava la pericolosità
del ‘Cammino’. Tutti, compreso il Santo Padre, pensavano che fosse un
Movimento meraviglioso suscitato dallo Spirito Santo per riformare la Chiesa e solo
pochi cercavano di documentarsi adeguatamente, anche perché questi scritti erano
introvabili. Ora si sa che ci sono e si possono avere: basta chiederli (non certo ai NC)
ma all’ASSOCIAZIONE “ROMA SUD” – Patente n° RM 4381738D - c/o Fermo
Posta ROMA OSTIENSE - 00154 ROMA.
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Ma ancor più interessanti e compromettenti sono le direttive segrete che
ricevono coloro che guidano le Comunità. Ho avuto modo di conoscere due catechisti
‘di lungo corso’ che pur avendo plagiato a lungo tanti loro fratelli, sono tentati di
denunciare per plagio i dirigenti del Movimento, perché essi stessi si sono sentiti i
primi plagiati. Uno di loro mi diceva, però, di sentirsi in imbarazzo già a rispondere
alle mie domande, a motivo delle minacce di maledizione e di dannazione che riecheggiavano
ancora alle sue orecchie. Le direttive e le cose segrete sono quelle comuni
a tutti e che ho cercato di riferire nelle ‘Testimonianze’. Entrambi m’hanno riferito
che queste direttive sono venute a mancare loro non appena hanno fatto qualche
obiezione e manifestato qualche critica. E quanto doveva essere loro comunicato,
e attraverso loro al gruppo, veniva comunicato ad altri e per mezzo di altri, cosicché
si sono sentiti effettivamente (anche se non formalmente) esclusi e umiliati.
Molti fra coloro che partecipano al CN sono in buona fede e incapaci di controbattere
gli errori contenuti nella catechesi loro impartita. Ma che pensare dei
sacerdoti che si sono fatti intrappolare e imbavagliare dal Movimento, complici degli
errori e degli abusi che avvengono in queste Comunità? Com’è possibile che abbiano
partecipato per anni alla vita del Cammino e non abbiano visto né si siano accorti
di niente? Com’è possibile che abbiano giustificato sempre tutto, abdicando alla
loro missione di maestri della fede, avallando questi errori di Kiko e di Carmen? Come
hanno potuto permettere che dei catechisti laici creassero una Chiesa parallela?
Quale responsabilità! Molti fra loro hanno un grande desiderio di santità: possibile
che come hanno avuto il coraggio di confessare in pubblico ogni loro colpa, anche
la più umiliante, ora non abbiano anche l’umiltà di ammettere d’essersi sbagliati.
Come possono sentirsi legati ad un giuramento assurdo che li ha portati a disobbedire
alla Chiesa, e non sentano invece il bisogno di ritornare alle proprie responsabilità
secondo la promessa fatta nel momento dell’ordinazione sacerdotale? Non possono,
certo, aspettarsi i complimenti che ebbero dai fratelli del Movimento. Perderanno,
anzi, parte di quel prestigio che s’erano acquistato. Ma quale merito non
avranno davanti a Dio e alla Chiesa se, da esperti quali sono, in collaborazione con
altri sacerdoti di sicura dottrina e santità, sapranno dare un ordine logico a questi
insegnamenti rifacendo ‘ab imis’ tutte queste catechesi in modo da renderle conformi
alla retta Dottrina della Chiesa Cattolica e salvando così un Movimento che
ha già portato (in parte) e che certo porterà a sicura conversione milioni di persone.
Basterà ristabilire ruoli e responsabilità, creando un vero collegamento con
la Madre Chiesa. Diversi laici, usciti dal Cammino, sono tornati a vivere nella Chiesa
e per la Chiesa, inserendosi bene nell’apostolato. “Si isti et illae, cur non ego?”.
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S O M M A R I O
INTRODUZIONE 5
PREMESSA 7
STRUTTURA – TECNICHE – TAPPE
Struttura Gerarchica 11
Tecniche segrete 11
Tappe programmate 15
CONTENUTI SEGRETI DELLE CATECHESI NEOCATECUMENALI 23
STORIA E MISSIONE DELLA CHIESA 25
Evento per gli altri, non per la propria santificazione 25
La Chiesa non è una cosa giuridica ma sacramentale 28
Gesù Cristo non si è visto da nessuna parte
- La Chiesa Cattolica è piena di paganesimo 29
Curiosa interpretazione della storia della Chiesa 32
Tempi bui da Costantino al Vaticano II 33
Frattura con il passato 34
Identificazione fra Chiesa e Comunità Neocatecumenali 37
Non esiste Chiesa gerarchica, tutti i fedeli sono sacerdoti 38
Usurpazione di autorità: Kiko profeta inviato da Dio 40
Rapporti coi parroci ed i Vescovi
- Ridicolizzate le spiritualità raccomandate dai Vescovi 42
RELIGIOSITA’ NATURALE 45
Natura 45
Offerte e sacrifici sono segno della dipendenza da Dio 46
Religiosità naturale nella Chiesa, che è piena di idolatrie 47
Nel cristianesimo non c’è tempio, né altare, né sacerdoti
- Il ministro rappresenta l’assemblea: Siamo tutti sacerdoti 50
La Chiesa ha creato tante presenze di Gesù
- necessitano segni che potenzino la Parola 53
VERITA’ DI FEDE 56
Non c’è stata iniziazione alla fede 58
Concetto di Dio 59
Fede = conoscenza sperimentale di Gesù Risorto 60
Il Cristianesimo non è una dottrina ma una Buona Notizia 61
Kerigma 62
La Bibbia interpreta se stessa attraverso i parallelismi 63
Noi non siamo uomini di dottrina 64
Non c’è fede perché non si danno i segni della fede 66
29
Il cristiano riceve tutto gratis
- La vita non è una prova per meritare
- Il cristianesimo non esige niente da nessuno 67
Gesù è venuto a soffrire perché tu non soffra 69
I tre cerchi 70
L’uomo è profondamente tarato ma c’è il perdono per tutti 72
La Legge 73
La Salvezza frutto della Risurrezione, non della Morte di Gesù 74
Grazia santificante significa ricevere gratis la salvezza 76
LA PENITENZA 80
Storia falsificata 80
E’ un sacramento in crisi
- non risponde al senso che l’umanità ha del peccato 80
La conversione è solo dono, chiamata, iniziativa di Dio 80
La conversione non è un pentirsi del passato 83
La Chiesa primitiva non conosce Penitenza ma solo il Battesimo 83
Prima esplicitazione del sacramento della Penitenza è la scomunica 83
L’Istituzione penitenziale è del III secolo 84
Remissione dei peccati anche senza la assoluzione
- La confessione di devozione 85
Non la assoluzione dava il perdono
- ma la riconciliazione con la comunità 88
La Confessione acquista un senso magico
- Un uomo ti perdona i peccati - Non c’è bisogno di assoluzione
- Basta che ti senta in comunione con i fratelli 91
Presupposti negativi 93
Il peccato non offende Dio 93
Il peccato ha sempre una dimensione sociale, mai individuale 95
L’uomo non può fare il bene e se pecca non ne ha colpa
- È schiavo di Satana: è lui che pecca in noi 95
Peccato e Conversione 99
L’uomo pecca perché ha paura della morte 99
La conversione dipende dalla preghiera della Chiesa 103
Non dite nulla alla gente di tutte queste cose
- Dio perdona per mezzo della Comunità 104
Dio non vuole che certuni si convertano 107
L’EUCARESTIA 111
Storia dell’Eucarestia 111
Una cosa totalmente statica 111
La Notte Pasquale è il Sacramento autentico
istituito da Gesù come suo Memoriale 112
Nella Liturgia entrano idee religiose naturali 113
Essenza dell’Eucarestia 115
La Messa è pagana per la sua natura sacrificale 115
L’Eucarestia è una grande esultazione 118
Non ci può essere Eucarestia senza Assemblea 119
Proposte di rinnovamento dell’Eucarestia 121
Rinnovamento: ripulire e recuperare 121
Niente ‘Gloria’ e ‘Credo’ 121
Niente offertorio: è un rito pagano che entra nell’Eucarestia 121
Niente ‘Orate fratres’ 123
Nuove affermazioni di fede sull’Eucarestia 125
Transignificazione, non transustanziazione! 125
Nell’Eucarestia lo Spirito risuscita i morti
che mangiano di questo pane 127
Solo nella celebrazione c’è presenza reale
- Niente adorazione fuori della Messa 128
Comunione sotto le specie del pane e del vino 130
Non si può prescindere dai segni perché la Grazia si realizzi 130
Sacramento dei sacramenti è la Notte Pasquale
- La notte del Sabato è festa – Domenica, la festa è finita 131
PROPOSTE DI VITA 133
Gesù non è un ideale di vita 133
Ti devi violentare 134
Bisogna saper odiare 134
Forzati a donare i propri beni 137
Orientamento per l’Atto 141
Maledizioni per chi lascia o critica il Cammino 144
AFFERMAZIONI GRATUITE 145
C’è bisogno di segni che potenzino la Parola 145
La ‘missione’ di Giuda 145
Le opere buone non servono 146
Relativismo sull’omosessualità 147
Nella Chiesa primitiva non si stava in ginocchio
- La preghiera dev’essere lode e si fa sempre in piedi 148
C’è intervento di Dio se la Parola si realizza 149
La mistica è una cosa irreale 150
CONSEGUENZE 151
Distruzione della Gerarchia 151
Abusi liturgici 153
I SEGRETI 155
TESTIMONIANZE 162
31
INTERVENTI DEL MAGISTERO 174
Documenti della Santa Sede 174
Istruzione “Actio pastoralis” 174
Ai Sacerdoti delle Comunità Neocatecumenali 175
Indicazioni di Giovanni Paolo II ai Neocatecumenali 176
Discorsi di Papa Giovanni Paolo II e di Paolo VI 177
Notificazione sulle celebrazioni nei gruppi del CN 177
Lettera di S. S. Giovanni Paolo II a Mons. Paul Josef Cordes 178
Lettera di S. S. Giovanni Paolo II al Card. James Francis Stafford 181
Interventi dei Vescovi italiani 185
A) Nota Pastorale della C.E.I. – ‘Criteri di Ecclesialità
dei gruppi, movimenti e associazioni’ 186
B) Gli Arcivescovi e Vescovi dell’Umbria 187
C) Mons. Bruno Foresti – Vescovo di Brescia 188
D) Mons. Virgilio Mario Olmi, Vescovo Ausiliare di Brescia
- Rapporto sulle Comunità Neocatecumenali 191
E) Mons. Lorenzo Bellomi – Vescovo di Trieste 194
F) Decreto della Diocesi di Orvieto 195
G) Commissione Episcopale per il Laicato
- ‘Le aggregazioni laicali nella Chiesa’ 195
H) Card. Silvano Piovanelli 197
I) Mons. Bertoldo - Vescovo di Foligno 198
J) Conferenza Episcopale Pugliese 199
K) Card. Salvatore Pappalardo 202
L) Mons. Pietro Nonis – Vescovo di Vicenza 203
M) Decreto del Vescovo di Foggia-Bovino - Mons. Giuseppe Casale 206
N) Comm. Liturgica Regionale della Conf. Episcopale della Basilicata 207
O) Card. Salvatore De Giorgi
Discorso alle Comunità Neocatecumenali di Sicilia-Calabria 208
UNA NUOVA EVANGELIZZAZIONE? 211
CONCLUSIONE 215
Se vuoi documentarti ulteriormente su questo fenomeno inquietante, richiedimi il testo
“SEGRETI DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE”,
inviandomi un’offerta, anche minima.
Don Elio Marighetto, via G. Rossa, 24 - 65014 Loreto Aprutino (Pe)
e-mail: eliomarighetto@inwind.it - xtel. 085.8290322.
Per ulteriori aggiornarti collegati ai siti Internet:
http://www.geocities.com/athens/delphi/6919
http://members.xoom.it/alterinfo
http://www.psychologueclinicien.com/chemin.htm (in più lingue).
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LE 20 FALSITA' DEI MAMOTRETI SECONDO PADRE ZOFFOLI
Ho estratto dalla lettera di Padre Zoffoli a Padre Livio filo- neocatecumenale 20 punti che il compianto teologo Padre Zoffoli ha enucleato analizzando gli "Orientamenti alle equipes dei catechisti ncn". Spero che questa breve disamina, peraltro incompleta, sia di giovamento per chi vuole conoscere i punti "discussi" delle famose catechesi non ancora pubblicate. I 20 punti , infatti, hanno il pregio dell'essenzialità e della sintesi. Per chi volesse analizzare quanto discusso ricordo che i testi delle catechesi sono presenti sul blog (basta avere un po' di pazienza e cercare) come pure è presente il testo integrale della lettera a Padre Livio di Radio Maria.
1° È falso che l’uomo, pur subendo le conseguenze del peccato originale, non sia più capace di resistere al male e di fare il bene: la sua libertà e responsabilità morale è indiscutibile, contro il pessimismo luterano.
2° È falso che il demonio, per quanto malvagio e insidioso, possa dominare la volontà umana al punto da costringerla al peccato, per cui la colpa non ricadrebbe principalmente sull’uomo.
3° È falso che l’uomo, col soccorso della grazia, non possa ne debba lottare contro le proprie passioni, ossia sforzarsi di correggersi e tendere positivamente alla santità del suo stato.
4° È falso che una vera conversione comporti solo il riconoscimento e l’accusa dei propri peccati con la speranza del perdono di Dio; e non esiga quindi anche la contrizione e il fermo proposito di non peccare più.
5° È falso che il ricupero della grazia non implichi quella «giustificazione» che, insieme, è espiazione del peccato, riconciliazione con Dio e reale rigenerazione dell’anima, che torna a godere la sua amicizia e meritare la vita eterna.
6° È falso che l’uomo, peccando, non offenda veramente Dio e non sia perciò tenuto ad espiare la sua colpa, soddisfacendo un grave dovere di giustizia.
7° È falso che Dio, esigendo tale soddisfazione mediante il sacrificio, sia «crudele»: Egli non intende ricuperare qualcosa che l’uomo, peccando, Gli ha sottratto; e l’uomo può solo danneggiare se stesso, rifiutando il suo unico Bene. La «soddisfazione» a cui è obbligato consiste nel ri-affermare l’assoluto primato di Dio e la radicale dipendenza della creatura da Lui. Soltanto così essa dà a Dio quel che è di Dio, e a sé quel che è suo. Il dovere della giustizia coincide con quello del rispetto dovuto alla verità ontologica di Dio e dell’uomo.
8° È falso che la «religiosità», fondata sulla natura e la ragione, non sia un vero e degno culto dovuto a Dio quale Creatore e Provvidenza; e non sia perciò la legittima e doverosa tappa da raggiungere, necessaria perché l’uomo arrivi ad adorare il «Dio vivente» della Rivelazione ebraico-cristiana.
9° È falso che, nella Chiesa Cattolica, il sacrificio sia un residuo della mentalità pagana. Lo sarebbe soltanto se Dio, a cui si offre, fosse un idolo qual era concepito dalla mitologia classica: geloso e vendicativo... La legge mosaica prescriveva un «sacrificio di espiazione» ed altri, per celebrare i quali istituì il «sacerdozio». Perché la Chiesa non dovrebbe averlo come supremo atto di culto?
10° È falso e blasfemo affermare che Gesù, Verbo Incarnato, non abbia redento l’umanità peccatrice, espiando le sue colpe col Sacrificio della Croce.
11° È falso e offensivo negare che Egli si sia presentato come unico e supremo Modello di vita, e che la salvezza sia possibile soltanto a coloro che si sforzano di imitare il suo esempio.
12° È falso insegnare che Gesù, per continuare sulla terra la sua mediazione salvifica e applicare alle future generazioni i meriti del suo Sacrificio di espiazione e redenzione, non abbia istituito la Chiesa come società anche gerarchica, ossia visibile e giuridicamente organizzata.
13° È falso ritenere che i poteri da Lui conferiti alla Chiesa non siano fondati unicamente sul sacramento dell’Ordine Sacro, ossia sul sacerdozio ministeriale, essenzialmente distinto da quello comune a tutti i battezzati.
14° È falso soprattutto pensare che il più sublime e caratteristico atto del culto cattolico non sia la celebrazione del sacrificio eucaristico quale ri-presentazione incruenta dell’unico, perfetto e irripetibile Sacrificio della Croce. Soltanto morendo Cristo ha redento il mondo, non risorgendo, come soltanto per la partecipazione alla sua morte l’uomo può meritare la vita dell’anima (= la grazia) oggi, e domani la risurrezione della carne.
15° È falso che la Messa non sia «il» sacrificio per eccellenza, ma solo un «convito fraterno»; è innegabile invece che questo — ossia la Comunione eucaristica — deriva il proprio significato e l’efficacia santificante dalla partecipazione dei fedeli al Sacrificio di Cristo, ripresentata nella distinta consacrazione del pane e del vino, fatta all’altare dal sacerdote-ministro, non dalla comunità, la cui eventuale assenza non rende invalida la celebrazione eucaristica.
16° È falso che la consacrazione del pane e del vino si limiti a conferire a questi elementi un nuovo significato, lasciandoli essenzialmente immutati; essa infatti fa diventare l’uno e l’altro il Corpo e il Sangue di Cristo in virtù del prodigio assolutamente unico della transustanziazione.
17° È falso che, in seguito alla consacrazione, sull’altare abbiamo soltanto dei segni del Corpo e del Sangue di Cristo, e non l’uno e l’altro veramente, realmente e sostanzialmente presenti, ossia la stessa Umanità integrale assunta dal Verbo. Non adoriamo «il segno», ma il Significato; non «il simbolo» di Cristo, ma la sua stessa Persona divina.
18° È falso che la Comunione eucaristica non esiga la Confessione sacramentale dei peccati mortali o che, al più, sia sufficiente un atto di contrizione perfetta per riceverla degnamente...; ed è altrettanto falso che non il sacerdote-confessore, ma la comunità riconcili il peccatore con Dio.
19° È falso che Dio perdoni e salvi tutti: perdona soltanto chi si pente di averlo offeso; e si salva unicamente chi, corrispondendo alla sua grazia, muore in pace con Lui. L’inferno è realissimo come e quanto è possibile l’ostinazione del peccatore che muore nello stato d’impenitenza finale.
20° È falso che non siamo tenuti ad imitare le virtù di Cristo e tendere alla santità, possibile mediante l’esercizio di un’ascesi ch’è volontaria pratica dei consigli evangelici. La purificazione interiore che ne segue è indispensabile per evitare il purgatorio.
venerdì 23 dicembre 2011
giovedì 15 dicembre 2011
Dissonanza Cognitiva (il cammino neocat come setta)
Le sette sono gruppi fondati su illusioni condivise. I membri della setta nella loro esperienza trovano occasione di vedere "cose che non vanno" ma razionalizzano pensando che "dopotutto è la soluzione migliore che abbiamo", "ho imparato molte cose", "l'organizzazione funziona male ma la dottrina è corretta e porta alla salvezza", "il mondo là fuori è molto peggio" etc...
Questo fenomeno viene definito come "dissonanza cognitiva". La dissonanza cognitiva è una teoria che si basa sull'assunto che "l'individuo mira alla coerenza con se stesso. Le sue opinioni e i suoi comportamenti, per esempio, tendono a comporsi in complessi intimamente coerenti." [Festinger, A theory of cognitive dissonance, Standford University, 1957]. In altri termini quando si presenta un conflitto tra pensieri, emozioni o comportamento, quelli in conflitto tenderanno a cambiare per minimizzare la contraddizione e il disagio che ne deriva. La persona può infatti tollerare solo un certo numero di discrepanze tra questi componenti che formano la sua identità. Tenderà perciò a diminuire le cognizioni dissonanti, a rafforzare e aumentare quelle consonanti con una particolare scelta, visione del mondo o condotta.
Gli adepti di un culto infatti, sono legati a modelli del mondo condivisi dal gruppo di cui fanno parte e ogni pensiero nuovo va inquadrato all'interno di queste strutture concettuali per non dover passsare attraverso un doloroso cambiamento personale. Ciò dimostra che “il gruppo sociale è, per l’individuo, una delle maggiori fonti di dissonanza cognitiva e, contemporaneamente, il mezzo principale per ridurre la dissonanza che può sorgere in lui. (Leon Festinger, Teoria della dissonanza cognitiva, Franco Angeli, Milano 1997, p. 161). È proprio attraverso l’appoggio sociale che l’individuo reperisce tutta una serie di elementi cognitivi consonanti con l’opinione condivisa.
Festinger riassume dicendo che "Se cambiate il comportamento di una persona, i suoi pensieri e sentimenti cambieranno per minimizzare la dissonanza", si spiega perché le sette operino su tutti i livelli con il controllo del comportamento (vita di gruppo con la conseguente eliminazione della privacy, sistema di premi/punizioni, maratone di corsi e attività, scarso riposo, cambiamenti improvvisi e compiti irrealizzabili, codificazione di ogni attività, leggi e regolamenti rigidi, ingerenza anche nelle attività private che devono essere subordinate allo scopo del gruppo in quanto superiore a ogni altro progetto personale, etc.), dell'informazione (è negato e scoraggiato l'accesso alle informazioni critiche, ampio spazio per la propaganda di regime), del pensiero (tecniche di blocco del pensiero come meditazione, canti di mantras, ipnosi, etc., creazione di un senso di colpa per ogni pensiero critico rivolto verso il gruppo o verso il leader) e delle emozioni (far leva sul senso di colpa, spoliazione dell'Io tramite confessioni pubbliche, indottrinamento fobico: si cerca di istallare un vero e proprio terrore alla sola idea di lasciare il gruppo, abile uso delle emozioni portate scientemente al massimo, come la paura, la vergogna, la tensione nervosa, l'esaltazione, etc...).
La sola accettazione di regole comportamentali rigide (controllo del comportamento) a cui non si può opporre obiezione è il primo passo verso l'indottrinamento e comporta tra l'altro una certa regressione dallo stato di condizione adulta e autonoma a quello di dipendenza infantile che si sottomette all'autorità genitoriale.
| La persuasione a partire dall’induzione di un nuovo comportamento o a partire dall’emotività può essere molto efficace piuttosto che una laboriosa disquisizione sul piano razionale. Blaise Pascal, che non era certo l'ultimo della lista in quanto a capacità persuasorie, consigliava a coloro che decidevano di credere — ma che avevano difficoltà a suscitare interiormente la fede — di comportarsi come se credessero già: < |
L'adepto finirà col soffermare la sua attenzione su tutto ciò che può distoglierlo dalla situazione di disagio evitando accuratamente ogni tipo di informazione e di pensieri negativi nei confronti della setta e focalizzando la sua attenzione sugli inputs (informazioni) consonanti rispetto alle sue scelte e al suo credo.
| A tutto ciò (la dissonanza cognitiva) si affianca "l'effetto dotazione" (che poi non è altro che un effetto della dissonanza cognitiva). In altre parole, molti degli adepti hanno iniziato il loro viaggio basandosi su questo ragionamento: "Perché non provare, tanto non hai niente da perdere" ("Qu'avez-vous à perdre?"). Quello che scoprono nel corso del loro cammino è che hanno moltissimo da perdere anche se si tratta di privilegi (immortalità) e di status immaginari. Per loro questi privilegi sono molto reali e hanno faticato tanto per arrivare fino a quel punto. Hanno forse lasciato il loro lavoro e la famiglia. Hanno fatto dei grandi progetti. A quel punto "perdere" la prospettiva dell'immortalità descritta nelle riviste patinate appare come una privazione insopportabile. Il solo fatto di prendere una decisione di particolare importanza produce una dissonanza rispetto a tutte le alternative non prescelte. L’individuo, per ridurre la dissonanza creatosi, eviterà, per esempio, di prendere in considerazione qualsiasi informazione rispetto ad altri sistemi terapeutici, oppure, se ha scelto di dedicarsi completamente al gruppo, criticherà la società attuale e naturalmente dovrà evitare accuratamente ogni contesto nel quale potrebbe inbattersi in informazioni contrarie al suo credo e alla sua scelta di vita. In tutti questi casi si parla anche di “effetto congelante” della decisione, in altre parole l’individuo si attacca con tenacia alla propria decisione rendendola definitiva col risultato che le alternative che prima potevano sembrare egualmente attraenti finiscono per sembrare prive di interesse (Kurt Lewin, Field theory in social science, New York, Harper, 1951, p. 233) La tendenza a eliminare gli elementi dissonanti e a rafforzare quelli consonanti con la decisione prescelta risiede in una esigenza di risparmio cognitivo — oltre alla ben nota esigenza di abbassare ai minimi termini la dissonanza post-decisionale. Una volta presa una decisione abbiamo in pratica risolto un conflitto, tendiamo perciò a evitare di ritornare continuamente sui nostri passi, con l’effetto di fissare definitivamente la decisione presa (secondo anche un principio di coerenza con noi stessi). |
Nella fattispecie dell’esperienza settaria, man mano che l'indottrinamento prosegue l'individuo rimane sempre più vincolato alla propria immagine secondo il meccanismo definito da Cialdini "Coerenza-impegno". E accanto all'iniziale effetto sollievo — che continua per tutto il periodo della affiliazione e nel momento della disaffiliazione si trasforma nel suo opposto in disagio e senso di colpa — sorgono tutta una serie di giustificazioni nuove rispetto alla motivazione originale che spinsero l'adepto ad aderire al gruppo (Robert Cialdini, Le armi della persuasione. Come e perché si finisce col dire di sì, Firenze, Giunti/Barbera, 1989, p. 86). L'individuo si considera parte di un gruppo detentrice di una gnosi salvifica sconosciuta al mondo circostante. Ciò vuol dire che nella sua immaginazione ha creato e rivissuto più volte una serie di scenari ideali e di vittorie future a cui tiene moltissimo.
In effetti, come spiega Massimo Palmarini (L'arte di persuadere, Mondadori, 1996, Cles (TN), p. 53), siamo spesso "irrazionalmente troppo attaccati a ciò che possediamo o riteniamo di possedere. Per cederlo, chiediamo un prezzo più alto di quello che saremmo disposti a pagare per acquisirlo, se già non lo avessimo." (Id. ibid.,p. 53)
E ciò può accadere anche quando giungiamo tramite esperienze emozionali "a una soluzione per il successo della quale abbiamo pagato un prezzo piuttosto caro in termini di angoscia e aspettative, investiamo così tanto in questa soluzione che preferiremmo deformare la realtà per adattarla alla nostra visione del mondo piuttosto che sacrificarla a favore di quanto non può essere ragionevolmente ignorato." (Paul Watzlawick, La realtà della realtà, Astrolabio, 1976 Roma, p. 57)
Ma forse il modo migliore per spiegare come l’effetto dotazione possa portarci a rimanere vincolati alle nostre decisioni è il racconto di una storia che traggo da un libro di Watzlawick:
"Da qualche parte nei tropici le scimmie vengono catturate in questo modo: si lega strettamente al suolo una calabaza (zucca oblunga svuotata e lavorata in modo da servire come boccale) e vi si mette dentro un frutto di cui le scimmie sono particolarmente golose. L'apertura della calabaza è larga esattamente quanto basta perché la scimmia possa raggiungerne l'interno. Ma quando ha preso il frutto, non può più ritirare attraverso l'apertura la sua mano con il frutto. Per essere di nuovo libera basterebbe che lasciasse andare l'esca e tirasse fuori la mano; ma la sua avidità non glielo permette. Così diventa prigioniera di se stessa perché, mentre lei è incapace di lasciare il bottino e di scappare, arrivano i cacciatori e le gettano sopra una rete." (Paul Watzlawick, Il linguaggio del cambiamento, Feltrinelli, 1997 Milano, p. 70)
Un esempio di dissonanza cognitiva è la "Grande Delusione" millerita del 22 ottobre 1844. Miller aveva indicato come data per la fine del mondo il 22 ottobre del 1844. Nell'imminenza di tale data molti milleriti avevano distribuito i loro beni ai poveri, rimandato matrimoni e interrotto cure mediche. Quando alla fatidica data non accadde nulla di rilevante, furono ridicolizzati. (Massimo Introvigne, Mille e non più mille, Gribaudi Editore, Mialno 1995, p. 105)
Malgrado ciò il millenarismo avventista si espanse; si disse che si era attesa la cosa sbagliata per la data giusta, qualcosa era comunque accaduto nel regno invisibile, in Cielo. Gesù era entrato nella parte più santa del Santuario celeste (è il caso degli avventisti del Settimo Giorno). Altri hanno considerato tale data sbagliata e con l'ausilio della numerologia e lo studio delle sacre scritture stabilirono un'altra data (è il caso dei Testimoni i Geova che continuano a spostare la data della fine del mondo).
| Secondo Festinger se la previsione profetica fallisce, il gruppo, nella maggioranza dei casi, si rafforza per superare la situazione di dissonanza. Gli sforzi proselitistici si moltiplicano: se un maggior numero di persone possono essere persuase che il sistema di credenze è corretto, questo confermerà la veridicità della mia visione del mondo. Un discorso identico è avvenuto anche nella setta Heaven's Gate (la setta presente su Internet i cui adepti si suicidarono durante il passaggio della comete Hale-Bopp) Si nota una continua negazione della realtà: quando la compagna di Applewhite morì per cancro, si comunicò agli adepti che questo era avvenuto perché il suo corpo umano non poteva reggere il potenziale superiore di un'anima extraterrestre. Non si vuole accettare la condizione di esseri umani, con le proprie debolezze. Non si accetta di essere fatti ad immagine di Dio, ma si vuole essere Dio. Si presenta così un aut-aut, o tu trascendi la tua condizione umana o tanto vale morire, la vita "normale" è senza significato, gli "uomini normali" sono solo dei "vegetali". Come se esistessero degli uomini normalizzati, forse esistono solo nelle sette e nei gruppi ideologici. Quanto detto finora vale anche per il New Age. Se il mondo esterno ci dice che la nuova era non sta arrivando, ecco che allora intervengono i nostri fratelli maggiori (esseri spirituali contattati per via medianica) che, forti della loro saggezza e della loro visione più acuta, ci garantiscono che tutto sta andando per il meglio e che presto la nuova era sarà una realtà. Per questo sembrerebbe che, una volta venuta meno la fede nel channelling (termine usato per definire i contatti con spiriti evoluti), il New Age non potesse fare altro che declinare. Ma i New Agers stanno rielaborando (come fecero i Milleriti) il tutto e stanno entrando in una fase "microcarismatica", o "micromillenarista". Il New Age non viene per l'umanità, ma per te, singolarmente, se ti impegni... |
Si potrebbe concludere, per il momento, dicendo che le sette, come ogni altro sistema complesso, una volta "costruiti" tendono alla stabilità. Per questo all'insorgere di una qualsiasi perturbazione si autoregolano attraverso un complesso sistema di feedback negativo. In altre parole l'introduzione di una variabile che dovrebbe appportare incertezza e confusione produce all'interno del sistema una reazione, che ne determina al contrario il rafforzamento, cioé il ristabilimento dell'equilibrio iniziale, il ritorno all'omeostasi. Questo fenomeno è conosciuto come autoorganizzazione o autopoiesi dei sistemi umani, in altre parole come "la tendenza di ogni sistema a difendersi dall'introduzione di cambiamenti nella propria organizzazione o nelle proprie regole. L'esperienza insegna che anche — o precisamente — in presenza di disturbi di grande entità i sistemi tendono ad applicare la controproducente ricetta che prescrive "quantità maggiori dello stesso rimedio", e quindi inevitabilmente in misura sempre maggiore la stessa problematica." (Paul Watzlawick, Il codino del Barone di Münchhausen, Feltrinelli, Milano 1989, p. 128)
Ciò vuol dire che il sistema tende al mantenimento della costanza interna grazie anche al controllo dell'informazione, riducendo cioè qualsiasi perturbazione prodotta dall'introduzione di informazioni nuove e discordanti (retroazione negativa).
mercoledì 14 dicembre 2011
APPROVAZIONI E SALUTI
prima di tutto grazie per aver partecipato al sondaggio che è finito ieri ( i risultati saranno visibili ancora per un mese sul blog) e grazie per darmi ancora la voglia di scrivere (le vostre presenze superano le 13.000 unità). Come richiestomi da alcuni assidui frequentatori ho cercato di dare una impronta di apertura ai problemi di cronaca e di politica generali. Ho cercato di dare un taglio un po' più giornalistico che non sia per forza sempre rivolto alle vicende neocatecumenali ed ecclesiastiche. Mi scuso per non avere scritto quanto avrei voluto e con continuità ma io sono solo un blogger e per vivere faccio tutt'altro mestiere come sa chi mi conosce.
Fatti i necessari saluti e ringraziamenti eccomi anche io a parlare della notizia “calda” sul cammino neocatecumenale. Pare che sia prossimo un decreto di approvazione dei riti e/o della liturgia del cammino. Non sono specifico nell'annunciare questa notizia perchè mi pare che sia stata fornita in modo ancora non verificabile.
La domanda piuttosto è un'altra: perchè la chiesa cattolica approva il cammino neocatecumenale?
Gli attenti osservatori sanno che il Papa sembra orientato alla tradizione ma la traiettoria della chiesa è una parabola inclinata: in essa pullulano una pletora di movimenti (chiamiamoli post-conciliari-anche se questo termine non mi piace) che si distinguono l'uno dall'altro nei rituali e nelle abitudini. Facciamo come esempio: RNS (rinnovamento nello spirito) e CNC (cammino neocatecumenale). Siete mai stati ad una “convention” di RNS? Io si. Sembra di stare a vedere un concerto: c'è il palco con dei musicisti che suonano le musiche e le canzoni di RNS e poi la grande platea che segue ora la musica ora un predicatore (che ricorda pericolosamente un predicatore televisivo americano...). Altra cosa rimarchevole è il “canto in lingue” : in tal caso la platea si agita e rimbomba di un frastuono variegato che pare un misto di muggiti, ringhi e tiritere incomprensibili. Lo spirito santo pare si manifesti in codesto modo (anche se non ho mai visto le fiammelle e non si capisce un tubo...)..
Una convivenza neocatecumenale: generalmente si svolge in un albergo in cui si affittano camere, una grande sala tipo “aula magna” e varie salette piu' piccole dove ogni comunita' fa la celebrazione. Il rito si consuma , come già detto, in luoghi separati. Non c'è dunque un palco. Non ci sono musicisti di professione ma dei “cantori” che generalmente suonano chitarre e bonghi. Le musiche anche qui sono del movimento in questione, nella fattispecie tutte di Kiko Arguello (l'iniziatore). In ogni saletta c'è un tappeto, una croce astile smontabile, una mensa guarnita di fiori e candele e sedie per i fratelli. Le catechesi importanti avvengono in seduta plenaria nell'”aula magna”.
Tutti e due questi movimenti sono fra quelli più in auge al momento. Hanno poco o nulla in comune. Tutti e due esaltano pratiche comunque presenti nella tradizione della chiesa, a volte, con una iperbole che sfiora e, talvolta, raggiunge la caricatura....
Poi c'è la messa in latino, sponsorizzata dall'attuale pontefice, con il celebrante che da le spalle ai fedeli e che ha certamente un fascino antico e misterioso (per i più) e non è da tutti fruibile.
Insomma : una gran confusione. Dagli esempi appena fatti, risulta, che non c'è una leadership chiara, univoca. Il Papa è per il VO (Vetus Ordo) ma non è seguito da tutto l'orbe cattolico, tutt'altro....
D'altronde preoccupazione della Santa Sede e dei dicasteri vaticani è di non perdere tante anime, tanto fermento, tanta passione e tanti riti rutilanti di colori e dalle melodie così diverse dal canto gregoriano...
Risultato: si dice SI a TUTTI e (probabilmente) si spera che Dio la mandi buona, col tempo si vedrà... Ecco il perchè di tante (forse troppe) approvazioni.
Pensate, che dopo lo scandalo dei preti pedofili, la chiesa cattolica in America è stata letteralmente abbandonata. Il sacerdozio sia maschile che femminile in Italia è disertato e si devono importare preti dall'Africa. Le chiese dove non si fa quel tal baccano descritto sopra sono frequentate prevalentemente da anziani.
Ecco perchè si approva (sconsideratamente) un cammino nc che pur di fare proseliti usa metodi poco ortodossi , pur di arrivare all'agognato fine di produrre risultati, numeri e che invece di proporsi con un'approccio realmente collegato alla vita attuale artatamente fa subire al malcapitato aderente un viaggio nella “macchina del tempo” fino a riconquistare una chiesa “primitiva” che è tale soprattutto nella mente degli iniziatori.
venerdì 18 novembre 2011
A TUTTI I NAVIGANTI.....del cammino neocatecumenale....
Hey tu! Tu,che navighi nel web in cerca di conferme o in preda ad una profonda crisi esistenziale.... Tu, che stai ancora nel cammino neocatecumenale o ne sei appena uscito.... Caro fratello, innanzitutto, sappi che leggi le righe vergate da un tuo pari. Sono infatti un ex-appartenente al cnc, per la precisione, cantore, per diversi anni, della mia ex-comunità. Dunque, so bene di cosa parlo e la mia esperienza, come si dice nel cammino, costa di "fatti concreti".....
Dunque, caro fratello, eccomi quì a dare testimonianza della mia esperienza nel cnc, e , soprattutto (spero) a dare testimonianza di Cristo.
Non so a quale "tappa" tu sia arrivato ma di certo ti sarai accorto della strana segretezza, quasi ridicola, cui si viene sottoposti nel cammino.... Del ricorso ad ogni piè sospinto, all'obbedienza ai catechisti, pena l'essere tacciati di essere indemoniati..... Dello schematismo dogmatico di cui si viene fatti oggetto...... Della presentazione del cammino come esperienza elitaria rispetto agli altri movimenti: anzi, gli altri sono movimenti, ma solamente il cnc è IL CAMMINO. Avrai notato un certo feticismo nei confronti di tutto ciò che riguardi Kiko Arguello: dalle sue canzoni (che solo ed esclusivamente possono essere usate) alle suppellettili di fascino ebraico, così come le famose catechesi e le discusse opere pittoriche...Ma se leggi queste righe e ti interessi a questo thread , sono sicuro che sei ormai "addentro alle segrete cose" e ti stai interrogando sulla validità dell'esperienza proposta....
Dunque fratello, con ogni misericordia, mi preme di dissuaderti dal mettere decisioni importanti della tua vita nelle mani dei catechisti il cui solo merito è quello di ripetere a pappagallo i mamotreti di Kiko....Ti accorgerai che se Tu non rientri nella limitata casistica contemplata in questi canovacci, vi sarai ricondotto comunque pena la possibilità che in te parli il demonio: ovverosia o sei con noi o sei fuori e sei anche un malvagio....
Non credi che questo tipo di agire sia assai lontano dagli insegnamenti evangelici???
Gesù ha sempre detto che non ci sarebbe stato nulla di nascosto nei suoi precetti ed insegnamenti...
Inoltre, dopo il secondo passaggio, ti sarà richiesto di versare il 10% del tuo stipendio (cosa che non è contemplata nello STATUTO approvato dai dicasteri vaticani)....Questo giro di boa ti portera' a legarti a doppio filo con il cammino da un punto di vista economico perchè nello stesso tempo ti sara' richiesto di procreare abbondantemente senza tenere conto dell'esterno, del mondo (tanto poi ci pensa il cammino ad aiutarti).....
Sei single? Fatti prete o monaca...oppure sposati con qualcuno del cammino.....
Insomma sei candidato a diventare un soldatino di stagno agli ordini di Kiko Arguello sarai privato della tua liberta' di pensiero e di azione....
In questo blog ci sono esempi strazianti di testimonianze. Vi sono testi di sacerdoti che hanno studiato il fenomeno cnc.....insomma c'è tutto il materiale per poterti fare un'opinione che non sia "ingessata" da un'ideologia preconcetta....
Viva la libertà !
(Versione corretta con STATUTO al posto di direttorio )
FREEDOM
domenica 30 ottobre 2011
LA PERICOLOSITA' DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE : UN CONSIGLIO DA UN EX....
La grande pericolosità del cnc è che mette, ad un certo punto del cammino, il malcapitato aderente di fronte a delle scelte radicali che investono la sua vita privata e familiare. Tali scelte, compiute nel senso di una sorta di "radicalismo cristiano" (notate le virgolette, prego)mettono il camminante in una trappola psicologica ed economica. Dopo tali scelte, non si sarà più liberi, di fatto, di cambiare idea... pena gravi conseguenze personali. E' di fronte a tali scelte, accettate spesso, non per reale convincimento, ma per una forma di coercizione psicologica, che s'imbocca una strada senza ritorno di fanatismo ideologico di convenienza o un'atto di estrema consapevolezza e libertà, dal prezzo,spesso, durissimo. Finchè ci si trova alla base della "piramide" non ci si avvede di questi pericoli. L'arcano, il segreto, serve anche a dissimulare la reale entità dei pericoli che s'incontrano continuando il cammino nc. La pericolosità di scelte radicali, nel contesto dell'ideologia neocat , e nel seno della comunita' letteralmente "fuori dal mondo", mondo concepito come male e al quale si tende sempre più a sfuggire, determinano di fatto scelte che non tengono conto delle dinamiche sociali esistenti. Le dinamiche a cui, malauguratamente, ci si aggrappa, sono quelle falsamente rassicuranti del cammino....
Ma se poi ci si volesse rendere liberi da tali legacci e dinamiche, cosa accadrebbe?
Molti, tantissimi, hanno affrontato , nella loro coscienza, questo spinoso dilemma.... e ne sono usciti spesso con le ossa rotte, se non peggio. E' assurdo, ora più che mai, che in questa penosa congiuntura economica, in questa situazione disperante per l'economia dell'Italia, ci si affidi alle promesse dei famosi "catechisti" (nella migliore delle ipotesi: ciechi che guidano altri ciechi)per prendere le decisioni importanti della nostra vita.
(Copia di questo post è reperibile anche sul blog "Osservatorio sul cammino neocatecumenale secondo verità")
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