venerdì 18 febbraio 2011
E' bellissimo innamorarsi ancora dell'Italia.
(ASCA) - Citta' del Vaticano, 18 feb - ''L'irresistibile forza della Bellezza'': e' questo il titolo dell'articolo che l'Osservatore Romano dedica alla performance di Roberto Benigni ieri sera al festival di Sanremo, dedicata all'inno di Mameli.
''A Sanremo - scrive il giornale vaticano - Benigni ha proposto una storia dell'Italia liofilizzata e scandita a partire dai versi dell'Inno nazionale, che sicuramente non sono di un livello paragonabile ai versi dei poeti sommi, ma sono belli in quanto veri, ispirati a un ventenne visionario da un ideale perseguito sinceramente fino alle estreme conseguenze''.
''Benigni - prosegue l'articolo - ha dimostrato che esiste ancora un popolo italiano capace di emozionarsi se i valori comuni sono presentati in maniera convincente'' e ''ha usato la retorica e anche le armi ironiche di cui dispone per accattivarsi la simpatia del pubblico, utilizzando poi la credibilita' acquisita per commuovere in senso etimologico, cioe' per muovere insieme verso qualcosa che unisce''.
''L'eccesso benignano di retorica e' ormai un cliche', ma in questo caso quasi necessario, e' difficile infatti immaginare un'altra strada quando si deve riassumere il Risorgimento in mezz'ora di fronte a milioni di telespettatori'', prosegue l'Osservatore; tanto piu' che ''se retorico puo' essere considerato il metodo, sicuramente autentica e' l'adesione emotiva al valore dell'unita' del Paese suscitata''. ''Mai come in quest'occasione - conclude il quotidiano pontificio - tantissimi si sono ritrovati a tifare per Cavour, per Garibaldi, per Pellico, o a parteggiare per quel palermitano che innesco' la rivolta dei Vespri siciliani uccidendo un soldato angioino che aveva offeso la moglie: in poche parole per la Bellezza della liberta' ''.
martedì 15 febbraio 2011
CASO RUBY: LE DECISIONI DEL GIP
A giudicare Berlusconi saranno tre giudici donne. Una “nemesi” secondo il settimanale cattolico Famiglia Cristiana. Che sul suo sito lancia un sondaggio, in cui più della metà dei lettori chiede le dimissioni del premier. Mentre il presidente della Cei Angelo Bagnasco parla “necessità di trasparenza a tutti i livelli”.
“Allora, la sentenza in mano a tre signore. Viene subito in mente la nemesi. Tu, Berlusconi, delle donne ti sei servito, e in malo modo; le stesse donne faranno giustizia”. E’ questo il commento alla notizia del rito immediato per Berlusconi, che Famiglia Cristiana affida a un editoriale on line. “Con l’aria che tira – si legge nel testo – la notizia non è il rinvio a giudizio immediato. E’ la composizione del collegio giudicante: tre donne. Che Berlusconi dovesse andare a processo era sontato”.
“Che poi – continua l’articolo firmato da Giorgio Vecchiato – la composizione del collegio giudicante sia un caso, o risponda a una intenzione punitiva, i Tg di oggi e la stampa di domani daranno fiato alle trombe della polemica. Se però dobbiamo esprimere un parere, ha torto chi pensa a un esito già scritto. Per questo, basta vedere come si sono espresse le stesse donne, illustri o ignote, competenti o solo volonterose, in articoli e interviste su tutti i giornali italiani”.
E sulle ultime vicende che coinvolgono il premier è intervenuto anche il presidente della Cei Bagnasco. Che, senza fare esplicito riferimento al rinvio a giudizio deciso dal gip di milano, ha detto: “La trasparenza è un bene da perseguire sempre a tutti i livelli per il bene del Paese. La trasparenza è un valore che tutti desiderano e che fa parte di una cultura dignitosa”.
Sulla homepage del sito Internet del settimanale cattolico è stato poi lanciato un sondaggio: “Berlusconi a processo: dovrebbe dimettersi?”. La risposta, per la maggioranza è sì. Quando hanno votato 4.160 lettori il 97,8% si è espresso perché il presidente del Consiglio lasci l’incarico. Poi la percentuale scende al 51% quando a votare sono stati in 11.848.
domenica 13 febbraio 2011
Tettamanzi : La politica e' lontana dalle persone
11:08 13 FEB 2011
(AGI) Roma - "La politica e' lontana dalle persone e "chi governa dia un esempio di sobrieta'". Cosi' l'arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi, in un'intervista al Corriere della Sera, commenta l'attuale situazione politica del paese. "Da tempo - dice il cardinale - la politica italiana appare piu' concentrata a far parlare di se' che non a occuparsi delle difficolta' che le persone concrete incontrano.
Gli amministratori e i politici in genere, non devono perdere il legame vitale con la gente, con il Paese. Solo cosi', se la gente si sentira' realmente ascoltata e rappresentata, il senso di sfiducia sempre piu' marcato si trasformera' nell'affidamento responsabile dei cittadini alle istituzioni e agli uomini che le animano, le rappresentano, le governano. Sta ai politici rispondere adeguatamente a questa fiducia con un'azione che abbia di mira la ricerca e la costruzione del bene comune". "Il dovere dell'esemplarita' - prosegue Tettamanzi - non riguarda solo i politici, bensi' tutte le persone che hanno incarichi pubblici" .
venerdì 11 febbraio 2011
Egitto, Mubarak si è dimesso: poteri passano in mano ai militari ElBaradei: non mi candiderò
ultimo aggiornamento: 11 febbraio, ore 17:47
Il Cairo - (Adnkronos/Aki) - Lo ha annunciato il vicepresidente Suleiman in tv. Vera e propria esplosione di gioia in piazza Tahrir. Il presidente egiziano ha lasciato Il Cairo per Sharm el-Sheik da dove potrebbe espatriare all'estero. Il premio Nobel e leader dell'opposizione: "Il più bel giorno della mia vita. Un manifestante ucciso nel Sinai.
mercoledì 9 febbraio 2011
SCIENTOLOGY : NUOVO SCANDALO
Sfruttamento della manodopera, schiavismo, campi di concentramento: sono le accuse al centro del nuovo scandalo che colpisce Scientology. E coinvolge il suo "fedele" più famoso: Tom Cruise. A muoversi è stata l´Fbi, dopo le rivelazioni sui lavoratori costretti a fatiche massacranti per delle paghe da Terzo mondo. Alcuni erano proprio al servizio della star hollywoodiana. Scientology avrebbe "prestato" a Cruise squadre di operai che per anni gli hanno ristrutturato la casa, riparato motoscafi e motociclette. Salario medio: 50 dollari a settimana. Quei manovali hanno sopportato il sacrificio in nome della "causa": Scientology esige dai propri seguaci obbedienza cieca.
È anche per questo che diversi paesi le hanno negato lo statuto di Chiesa, e la Germania ha tentato di metterla fuorilegge. Ma gli Stati Uniti no: difesa da molti potenti che ne sono seguaci (tra gli attori anche John Travolta), la setta ha ottenuto nel 1993 dal fisco americano tutte le esenzioni fiscali concesse alle chiese tradizionali.
I numerosi scandali non sono riusciti a danneggiarla penalmente, anche se sul numero degli aderenti le stime divergono: 3,5 milioni solo in America secondo i vertici di Scientology, appena 25.000 secondo una ricerca indipendente. Qualunque sia la cifra giusta, a quanto pare ci sono i fedeli-Vip e i sotto-uomini. Il capo dell´organizzazione, David Miscavige, non si è limitato a mandare per anni gli schiavi a casa del suo amico Cruise. Lui stesso fa una vita da nababbo, con jet privati, una collezione di auto di lusso, due chef a disposizione.
A gettare questo nuovo fascio di luce sulla misteriosa setta sono le rivelazioni di un "pentito". Anche lui è un nome noto a Hollywood: Paul Haggis, regista del film «Crash» e sceneggiatore di «Million Dollar Baby». Dopo 34 anni di obbedienza a Scientology, Haggis svuota il sacco in una intervista-confessione al settimanale New Yorker.
Oltre al traffico di schiavi, rivela l´esistenza di "campi di rieducazione" dove vengono confinati i fedeli «che non assolvono alle loro responsabilità ecclesiali». Chiamati Rehabilitation Project Force, i campi vengono descritti anche da un altro transfuga, Bruce Hines. Per sei anni, Hines racconta di essere stato in una di queste «proprietà altamente sorvegliate, dove qualsiasi tentativo di fuga veniva punito con trattamenti ancora più duri».
Nel 2000, «il numero di detenuti toccò una punta di 120». Il New Yorker fa luce anche sul fondatore di Scientology, Ron Hubbard. Nel costruire la propria leggenda, Hubbard sostenne di essere stato un eroe della II guerra mondiale, ferito fino alla cecità e invalido totale, poi guarito attraverso le cure miracolose della sua fede (Dianetics, ribattezzata Scientology nel 1953). Gli archivi dell´esercito consultati dal New Yorker smentiscono tutto: eroismo e ferite.
L´autore del reportage Lawrence Wright, insieme col direttore del New Yorker David Remnick, hanno avuto otto ore di confronto con il portavoce di Scientology Tommy Davis e la sua squadra di legali. Al termine, il New Yorker ha deciso di pubblicare tutta la storia, mentre Scientology ha smentito le accuse con un duro comunicato: «Il New Yorker ha deciso di introdurre i suoi lettori alla nostra chiesa attraverso gli occhi di un apostata, del tutto inaffidabile. L´articolo è un rigurgito di vecchie accuse che si sono già dimostrate false».Come in passato, anche stavolta sarà difficile andare fino in fondo: lo stesso Haggis nella sua confessione racconta come Scientology faccia «il vuoto attorno a chi lascia». John Travolta, rivela Haggis, ha reagito «orripilato» alle sue accuse.
Recuperare una dimensione di maggiore sacralità
Sarà pubblicato nelle prossime settimane un documento di Benedetto XVI che riorganizza le competenze della Congregazione del culto divino affidandole il compito di promuovere una liturgia più fedele alle intenzioni originarie del Concilio Vaticano II, con meno spazi per i cambiamenti arbitrari e per il recupero di una dimensione di maggiore sacralità.
Il documento, che avrà la forma di un motu proprio, è frutto di una lunga gestazione – lo hanno rivisto dal Pontificio consiglio per l’interpretazione dei testi legislativi e gli uffici della Segreteria di Stato – ed è motivato principalmente dal trasferimento della competenza sulle cause matrimoniali alla Rota Romana. Si tratta delle cause cosiddette del «rato ma non consumato», cioè riguardanti il matrimonio avvenuto in chiesa ma non compiutosi per la mancata unione carnale dei due sposi. Sono circa cinquecento casi all’anno, e interessano soprattutto alcuni Paesi asiatici dove ancora esistono i matrimoni combinati con ragazzine in età molto giovane, ma anche i Paesi occidentali per quei casi di impotenza psicologica a compiere l’atto coniugale.
Perdendo questa sezione, che passerà alla Rota, la Congregazione del culto divino di fatto non si occuperà più dei sacramenti e manterrà soltanto la competenza in materia liturgica. Secondo alcune autorevoli indiscrezioni un passaggio del motu proprio di Benedetto XVI potrebbe citare esplicitamente quel «nuovo movimento liturgico» del quale ha parlato in tempi recenti il cardinale Antonio Cañizares Llovera, intervenendo durante il concistoro dello scorso novembre.
Al Giornale, in un’intervista pubblicata alla vigilia dell’ultimo Natale, Cañizares aveva detto: «La riforma liturgica è stata realizzata con molta fretta. C’erano ottime intenzioni e il desiderio di applicare il Vaticano II. Ma c’è stata precipitazione… Il rinnovamento liturgico è stato visto come una ricerca di laboratorio, frutto dell’immaginazione e della creatività, la parola magica di allora». Il cardinale, che non si era sbilanciato nel parlare di «riforma della riforma», aveva aggiunto: «Quello che vedo assolutamente necessario e urgente, secondo ciò che desidera il Papa, è dar vita a un nuovo, chiaro e vigoroso movimento liturgico in tutta la Chiesa», per porre fine a «deformazioni arbitrarie» e al processo di «secolarizzazione che purtroppo colpisce pure all’interno della Chiesa».
È noto come Ratzinger abbia voluto introdurre nelle liturgie papali gesti significativi ed esemplari: la croce al centro dell’altare, la comunione in ginocchio, il canto gregoriano, lo spazio per il silenzio. Si sa quanto tenga alla bellezza nell’arte sacra e quando consideri importante promuovere l’adorazione eucaristica. La Congregazione del culto divino – che qualcuno vorrebbe anche ribattezzare della sacra liturgia o della divina liturgia – si dovrà quindi occupare di questo nuovo movimento liturgico, anche con l’inaugurazione di una nuova sezione del dicastero dedicata all’arte e alla musica sacra.
lunedì 7 febbraio 2011
CONFESSARSI CON Iphone
Quali sono i tuoi peccati, qual è la tua età, il sesso? Vuoi chiedere perdono a nostro Signore?
Le confessioni sbarcano su Iphone e Ipad grazie ad una applicazione che sta spopolando su iTunes e che permette di confessarsi ad un prete 'digitale'. Si chiama 'Confession: a Roman Catholic App'.
L'applicazione è stata creata dalla LittleiApps, una azienda americana che si è definita di ispirazione cattolica-romana. Nel software si può scegliere tra sette diverse preghiere di pentimento ed è stato 'approvato' dalla chiesa americana ossia dal vescovo Kevin C. Rhodes della diocesi di Fort Wayne.
L'applicazione non è gratuita, costa 1,99 dollari, ha sollevato diverse critiche proprio dopo le recenti dichiarazioni di papa Benedetto XVI e la sua apertura ai social media.
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