giovedì 27 maggio 2010
IL CAMMINO NEOCAT RACCOGLIE SOLDI SOLO PER SE' STESSO
se è vero ciò che dice wikipedia : ci sono circa 40.000 comunità neocatecumenali in tutto mondo
Poniamo che ciascuna sia costituita da 15 elementi : ne vengono fuori un totale di
600.000 adepti ; ci sono comunità con 40 elementi , ma teniamoci bassi....
se ciascuno paga la decima ipotizzando... mettiamo di 80 euro mensili
Questo significa che in un mese le entrate fisse del CN sono uguali a 48.000.000 di euro
moltiplicate per 12 ( un anno) si arriva ad un totale di 576.000.000 + le varie collette extra, ecc il tutto esentasse.
Qui le cifre sono calcolate per difetto, ovviamente, perché si parla di un milione di adepti nel mondo, dice Arguello.
Ma immaginate queste cifre a 6 zeri moltiplicate per 40 anni. E' pur vero che le comunità all'inizio erano poche, ma ne risulta, comunque la si voglia mettere, una cifra iperbolica, allucinante! Nei neri sacchi del CN sono finiti soldi per un ipotetico ammontare di cifre a 7 zeri....
Si poteva risolvere il problema dell’Aids in Africa e la fame nel mondo.
Invece, sono stati costruiti 75 seminari redemptoris mater, la Domus Galilaeae, sono state mandate famiglie in missione, ecc…
Tutto questo, PRIMA dell'approvazione degli STATUTI......
E il cibo ai poveri e
i farmaci ai piccoli africani ammalati di AIDS?
IL CAMMINO NEOCATECUMENALE RACCOGLIE SOLDI SOLO PER SE' STESSO.
La struttura gerarchica del Cammino Neocatecumenale è pressappoco così composta:
Equipe internazionale: Kiko – Carmen – Padre Mario
Cerchia dei Dodici: (Apostoli) Inteneranti più anziani, Responsabili nazionali
Cerchia dei settantadue: (Discepoli) Responsabili Nazionali di zone e Resp. Regionali
Equipe Nazionali: Resp. Nazionale, con moglie, un presbitero, socio
Equipe Regionali: Resp. Regionale, con moglie, un presbitero, un seminarista
Equipe Provinciale (di zona): Resp. Provinciale, con moglie, altre coppie anziane nel CN
Equipe Parrocchiali: Resp. Equipe, con moglie, un presbitero, altre coppie
Comunità: circa 40.000 in tutto il mondo
oltre settanta seminari “Redemptoris Mater” sotto il loro controllo
Per far funzionare tutto questo apparato ci vogliono soldi ,tanti soldi. Ci vogliono soldi per mandare le famiglie in missione . Ci vogliono soldi da dare ai vescovi, si peve propagandare il cammino, invitando alla Domus Galilaeae vescovi e cardinali a centinaia e addirittura, come di recente, parroci , tutto a spese del cammino. Qualcuno ha detto che il cammino parla con i fatti. Ammettiamo che sia vero, ma non è lo Spirito Santo ad aprire tutte le porte al CN, ma lo sterco di Satana, i soldi, per l'appunto. Il cn è divenuto una gigantesca macchina fabbrica soldi che corrompe , blandisce, propaganda, organizza, costruisce e, obbligando i propri adepti a procreare in modo sconsiderato, ecco altri soldi da dare ai poveri papa' di queste mega-famiglie, agli "itineranti", a chi ha fatto "l'alzata" e poi è rimasto, come disse un mio amico (che s'era alzato per diventare presbitero, e alla fine ,dopo 7 anni, era stato giudicato inadatto), era rimasto con una mano davanti e l'altra didietro. Il cammino aiuta i suoi poveri per poter sopravvivere , vivere e crescere sempre di più. Pensate come sono ricattabili queste persone, dal cammino : dei veri automi! E questa sarebbe la felicità familiare!? Ma per favore!!!
Avete capito il perchè di queste "missio ad gentes" sempre pagate dal cammino? Magari di intere famiglie? Non fanno altro che annunciare il vangelo, ma, il vangelo di Kiko, naturalmente.
E gli altri poveri?
A quei poveri cristi ci deve pensare il Signore Gesù, perchè Kiko è tutto intento a crearsi la sua nuova chiesa ,una chiesa parallela, che con Gesù ha poco a che fare.
mercoledì 26 maggio 2010
ERESIE NEOCATECUMENALI
NEOCATECUMENALI
di Padre Enrico Zoffoli

DOMUS GALILAEAE (CHIESA NEOCAT.)
ESEMPIO DI TABERNACOLO A DUE POSTI
UNO PER LA BIBBIA L'ALTRO PER LE 2 SACRE SPECIE
I CATTOLICI HANNO UN UNICO TABERNACOLO
I - CHI SONO
— Sono fedeli che intendono ricondurre la società contemporanea al Cristianesimo compiendo e indicando un Cammino di fede volto a riscoprire il senso e il valore del Battesimo.
— Pur non formando un Istituto religioso né avendo delle Regole, i Neocatecumenali compongono piccole "comunità" particolarmente attive, inserite nelle parrocchie di molte diocesi del mondo cattolico.
— Innegabile la sincerità ed il fervore di molti di loro, alcuni dei quali convertiti dal peccato ad una esemplare vita cristiana.
— Sapiente l'ideale di un cammino che, alla luce di una maggiore comprensione del rito battesimale, stimola a vivere il dogma centrale del Cristianesimo nella partecipazione alla morte e risurrezione di Cristo.
— Lo si deve - quanto alla sua organizzazione - a Kiko Argüello, che ha ripreso un motivo di fede ed un metodo di vita derivati dalla millenaria tradizione della spiritualità paolina, ben nota - anche se sotto altre forme e nomenclature - a tutti i Santi e le istituzioni religiose del passato.
— Ciò spiega il favore di cui il Movimento Neocatecumenale gode presso la Gerarchia, in contrasto con la diffidenza, i sospetti e l'aperta accusa di eresia lanciata da alcuni, informati dei presupposti dottrinali del cammino.
— Tale opposizione non riguarda quei fedeli che, nella migliore buona fede, hanno aderito all'iniziativa attribuendo ad essa il proprio ravvedimento. Non mancano però molti che, durante il cammino, sono rimasti duramente scossi dalla penosa esperienza di alcuni modi di pensare e di agire osservati nel Movimento, incompatibili con le convinzioni dovute all'educazione cristiana ereditata dalla famiglia e ricevuta in parrocchia.
— Esperienze di questo genere - a noi confidate - ci hanno indotto ad un attento studio delle "catechesi" attribuite a Kiko, diligentemente registrate, trascritte e adottate - nel più geloso riserbo - come testo formativo dei Catechisti, unici maestri e responsabili del cammino.
— I risultati del loro esame critico hanno confermato la fondatezza delle accuse accennate, le quali ricadono principalmente su Kiko, i Catechisti e quanti condividono e propagano gli errori contenuti nei copiosi dattiloscritti delle catechesi.
— Di questi errori la stragrande maggioranza dei Neocatecumenali non sembra consapevole, traendo dal cammino soltanto il bene depurato dalla scoria di evidenti e gravi aberrazioni dogmatiche.
— Ciò tuttavia non dispensa dal dovere di informare di tutto il grande pubblico per impedire un'ulteriore diffusione dell'eresia e di una mentalità che insensibilmente dispone ingenui ed ignari ad accettarla.
II - ERRATI PRESUPPOSTI DOTTRINALI
Abbiamo potuto individuarli nei testi dattiloscritti suddetti riservati ai Catechisti e tenuti segreti non solo al pubblico, ma anche ai fedeli impegnati nel cammino.
Si tratta di idee che possono non essere condivise da molti Neocatecumenali e sembrano del tutto ignorate specialmente da coloro che, digiuni di teologia, non sono in grado di giudicarne l'ortodossia con la necessaria competenza.
L'accusa di eresia colpisce le posizioni dottrinali, non le persone, che riteniamo sempre degne di rispetto, potendo essere animate dalle migliori intenzioni.
* * *
1 - Il peccato: l'uomo non può non commetterlo, come non può compiere il bene né acquistarsi dei meriti;
— la conversione è possibile soltanto come riconoscimento, da parte di ciascuno, della propria miseria morale, non come decisa volontà di emendarsi che tenda a realizzare la santità;
— il peccato non può offendere Dio, e l'uomo non contrae il dovere di espiarlo soddisfacendo le esigenze della sua giustizia.
2 - La Redenzione: Gesù non l'ha operata riscattando l'uomo dalle sue colpe e riconciliandolo con Dio;
— la passione e morte di Cristo non è stata un vero sacrificio offerto al Padre per riparare il peccato e redimere l'uomo;
— Gesù ha salvato il mondo in virtù della sua Risurrezione: per godere i frutti della sua opera basta riconoscersi peccatori e credere nella potenza del Cristo risorto.
3 - La Chiesa non è stata fondata da Cristo come suo unico Ovile: anche seguendo altre religioni è possibile salvarsi;
— la Chiesa non è una società giuridica e gerarchica, ma spirituale, carismatica;
— in essa non si dà un sacerdozio derivato dal sacramento dell'Ordine, bastando il Battesimo che, incorporando tutti i fedeli nel Cristo, li rende partecipi della sua dignità sacerdotale.
4 - La Messa non è un "sacrificio": la Chiesa, all'altare, non offre a Dio alcuna Vittima;
— in luogo dell'altare, non c'è che la mensa, che nell'Eucaristia consente di celebrare un convito di festa fra fratelli uniti dalla medesima fede nella Risurrezione;
— il pane e il vino consacrati sono soltanto il simbolo della presenza del Cristo risorto che unisce i commensali comunicando loro il proprio spirito, sì da renderli partecipi del suo trionfo sulla morte;
— la Messa, così concepita, non è celebrata dal sacerdote, ma dall'Assemblea, da cui "sgorga l'Eucaristia".
5 - Il culto eucaristico non ha senso, negata la vera, reale e sostanziale presenza di Cristo sotto le specie sacramentali. Non si giustificano quindi atti di fede come: genuflessioni davanti al Tabernacolo, Comunioni frequenti, ore di adorazione, benedizioni, processioni, congressi, ecc.
6 - La Penitenza si riduce al sacramento del Battesimo: la loro distinzione non risale alla Chiesa primitiva:
— La Chiesa "gesta e conduce alla conversione". "L'importante non è l'assoluzione" del sacerdote, perché il valore della penitenza è essenzialmente comunitario ed ecclesiale;
— nei "passaggi" e negli "scrutini" l'accusa delle colpe anche gravi è pubblica, come può esserlo pure durante la "redditio".
7 - La vita cristiana, come volontario sforzo di autodisciplina, e quindi esercizio e progresso nella virtù, è un'illusione;
— ciascuno resta intrinsecamente peccatore, incapace di conseguire la vera giustizia come perfezione dell'amore di Dio e del prossimo;
— d'altra parte, Gesù non si è presentato a nessuno come "modello" da imitarsi;
— Egli ha comandato di odiare realmente genitori, fratelli, parenti, ecc., non solo, se necessario, di essere disposti a preferirlo ai medesimi;
— per seguire Cristo, bisogna vendere i propri beni; ma, una volta compiuta tale rinunzia, è lecito acquistarne altri e godersi tutte le soddisfazioni della vita. La "povertà" - compresa quella di S. Francesco - è ispirata alla " religione naturale", e fu praticata anche dai pagani: non è una virtù cristiana;
— Gesù, avendo sofferto per noi, ha reso superflue le nostre sofferenze, quindi non giustificabili le austerità degli asceti, il lento martirio dei Santi e la stessa vita religiosa implicante la pratica effettiva dei consigli evangelici;
— la salvezza eterna è a tutti offerta gratuitamente dalla misericordia di Dio, che perdona tutto. L'inferno non dovrebbe esistere, né si parla di Purgatorio, di suffragi e d'indulgenze per i defunti.
8 - La storia della vera Chiesa fondata da Cristo si chiude con la Pace costantiniana e riprende il suo corso non prima del secolo XX col Concilio Vaticano II, restando bloccata per la durata di circa 1600 anni...,
— in questo lungo intervallo, l'esercizio del triplice potere della Chiesa gerarchica (magistero, santificazione, governo) sarebbe stato abusivo, illegittimo...; e specialmente il Concilio di Trento sarebbe responsabile della paralisi della Chiesa, ostinata nel fissare formule di fede, riti liturgici, norme disciplinari...;
— l'interpretazione della Parola di Dio non è riservata alla Gerarchia, essendo possibile a tutti i fedeli: "la Bibbia s’interpreta da se stessa". Questa libertà di esame nell'esegesi prescinde dal Magistero ecclesiastico, dalla tradizione dei Padri, dalla dottrina dei teologi.
Gli STATUTI del cammino neocatecumenale senza le famose catechesi di kikio pur essendo approvati, sono un involucro vuoto e le catechesi sono impubblicabili perchè eretiche.
— Abbiamo tutte le ragioni di credere che il Papa non è stato informato degli errori contenuti nelle "catechesi" di Kiko...; oppure, intervenendo, teme di danneggiare spiritualmente molti fedeli in buona fede.
— Sono numerosi e gravi i punti di coincidenza della dottrina di Kiko con la teologia protestante, in antitesi col magistero del Concilio di Trento e la precedente unanime Tradizione cattolica.
— La dottrina sottesa al cammino, le singolarità della prassi liturgica, la legge del segreto e la severa disciplina imposta ai fedeli hanno motivato l'accusa che i Neocatecumenali ritengono che la propria Chiesa sia parallela ed anche superiore a quella Cattolica, sollevando malumori, contese e aperti conflitti, ben noti specialmente a vescovi e parroci.
— L'accentuato proselitismo e forme intimidatorie usate dai Catechisti perché i fedeli non abbandonino il cammino hanno indotto a supporre erroneamente che questo apra l'unica possibile via della salvezza.
— Le cerimonie spettacolari, l'entusiasmo sollevato attraverso la stampa, la radio, la televisione e l'atteggiamento favorevole di membri del Clero, ecc. vanno facendo credere falsamente che nella Chiesa Cattolica non ci siano altre istituzioni, iniziative, forme e metodi di vita e di apostolato altamente benemerite nella difesa della fede e nella propagazione del messaggio evangelico.
— Livellato il sacerdozio dei "presbiteri" a quello dei fedeli semplicemente battezzati, i Catechisti - in pratica - si attribuiscono un'autorità pari e superiore a quella propria dei membri della Gerarchia, scompaginando la struttura della Chiesa Cattolica.
— La pratica della pubblica accusa dei peccati gravi, oltre a ripugnare al naturale istinto del pudore e al diritto di salvare la propria fama, provoca rancori e pettegolezzi, disgregando le famiglie e mettendo in subbuglio le comunità parrocchiali.
— L'autorità che i Catechisti si arrogano nel commentare la Bibbia e dirigere le coscienze, creando un vero clima di terrore, demolisce la già fragile personalità di alcuni fedeli e provoca reazioni che talvolta spingono fino all'apostasia dalla fede.
— L'obbligo di vendere i propri beni e di versare la "decima" procura l'accumulo di ingenti somme di denaro, la cui amministrazione è affidata in modo incontrollabile ai Catechisti, come non si verifica in nessuna associazione sapientemente ordinata.
— Sostenere che l'uomo non può fare il bene e non gli è possibile evitare il male significa negare la libertà umana e la potenza redentrice della Grazia, rendendo impossibile una vera "conversione" e giustificando ogni licenza morale.
— Se, nella conversione del peccatore, la grazia non rigenera l'anima, sì da trasformarla radicalmente rendendola partecipe della natura e della vita di Dio, non si comprende in qual senso Maria Ss.ma sia proclamata dalla Chiesa universale come "la piena di grazia". Quale culto potrebbe meritare se, soprattutto Lei, non fosse stata elevata ad un livello altissimo di amicizia (= affinità) con Dio, sì da poterne diventare la "MADRE " generando Gesù?...
— Per la medesima ragione, non si spiega come anche i Santi possano essere venerati e invocati, se non sono stati profondamente pervasi dalla grazia, e al punto da celebrare - proprio per essa - l'unione trasformante con Dio.
— Rifiutare il Sacrificio eucaristico significa negare alla Chiesa il dovere del supremo atto di culto, quindi sopprimerla come Società eminentemente religiosa.
— Respingere la transustanziazione equivale sottrarre ai fedeli "il Pane vivo disceso dal cielo"; negar loro il conforto e la gioia dell’Amico assolutamente ideale, il più necessario "viatico" per l'eternità; nascondere alla Chiesa l'unico Sole che la riscalda, creando il clima indispensabile per la sua vita.
— La Messa, declassata a semplice "banchetto", espone il Santissimo alle inevitabili profanazioni dovute alla noncuranza dei frammenti del "pane consacrato" e dei suoi avanzi(*). Purtroppo, anche all'abusiva prassi liturgica dei Neocatecumenali deve attribuirsi la responsabilità della "comunione sulla mano", la cui concessione è stata come estorta alla S. Sede, perché contraria alla volontà di Paolo VI, che ne aveva previsto e deplorato le inevitabili conseguenze, negative sotto ogni aspetto.
— Se, oltre alla Chiesa, altre religioni aprissero alle anime vie ordinarie e oggettivamente valide per salvarsi, le Missioni Cattoliche non sarebbero affatto necessarie né meriterebbero la collaborazione spesso eroica dei fedeli.
— L'attività dei Neocatecumenali itineranti, per quanto possa sembrare lodevole, non è neppure paragonabile all'opera dei missionari cattolici che da secoli, avendo rinunziato a tutto, si dedicano all'evangelizzazione del mondo; mentre i discepoli di Kiko si recano all'estero non solo ben provvisti dalle comunità d'origine, ma anche sostenuti dall'amore e dal conforto morale delle rispettive famiglie, contro l'esempio degli Apostoli, che abbandonarono parenti, averi, comodi, ecc., seguendo il Maestro fino al martirio.
— L'erezione di Seminari, ove si preparano candidati al sacerdozio educati secondo gli errori dottrinali di Kiko, potrebbe essere una delle peggiori minacce per la Chiesa di domani.
(*)
Ancora una volta, recentissimamente, nella basilica di S. Giovanni in Laterano, cattedrale del Papa, la sera del 21 ottrobre ’92, durante il rito dell’ordinazione di alcuni diaconi, i Neocatecumenali hanno dimostrato di non curarsi dei frammenti del «pane consacrato» lasciati sparsi sul tavolo, facendo logicamente supporre di non credere nella «presenza reale» di Cristo derivata dalla «presenza reale» di Cristo derivata dalla «transustanziazione».
Conclusione
Sono "eretici" i Neocatecumenali? — Lo sono soltanto coloro che sanno di esserlo e si ostinano a sostenere gli errori sopra elencati. Ma siccome identificarli singolarmente sfugge ad ogni nostra verifica, resta da riprovare soltanto l’eresia in sé quale risulta dalle "catechesi" di Kiko. In concreto, essa costituisce una delle più temibili insidie per la fede, data la potenza organizzativa ed economica del Movimento.
Spetta alla Chiesa il delicato e arduo compito di discernere il "buon grano" dalla "zizzania"; e ciò non solo encomiando il fervore di alcuni, ma altresì liberando l'essenza del "cammino" da tutto l'ingombrante fardello dei pregiudizi d'indole biblica e teologica, storica e liturgica, impliciti nel "cammino" qual è proposto da Kiko e collaboratori.
L'operazione "chirurgica" è necessaria ed urgente perché la Chiesa conservi la propria credibilità e impedisca il moltiplicarsi dei casi di apostasia di quanti, - anche traumatizzati dalla condotta di certi responsabili del Movimento - attendono con impazienza un autorevole intervento della S. Sede.
Ciò è particolarmente necessario per difendere la dignità del Papa, a cui i Neocatecumenali - in buona o cattiva fede - attribuiscono le proprie idee, peggiorando la posizione della Chiesa davanti al mondo.
Per ampliare l'orizzonte, si consiglia di consultare:
E. ZOFFOLI, Eresie del movimento neocatecumenale, V ed. migliorata e arricchita di sconcertanti testimonianze, Saggio critico, Ed. Segno, Udine, 1992, pp. 168;
ID., Magistero del Papa e catechesi di Kiko. Confronto a proposito del "Cammino neocatecumenale", Ed. Segno, Udine, 1992, pp. 150;
ID., Catechesi neocatecumenale e ortodossia del Papa, Ed. Segno, Udine, 1995, pp. 80;
ID., Verità sul Cammino neocatecumenale – Documenti e testimonianze di presbiteri e laici, Ed. Segno, Udine, 1996, pp. 424;
* * *
I CATTOLICI ESIGONO CHE I NEOCATECUMENALI, ROMPENDO IL LORO SILENZIO, DICHIARINO ESPRESSAMENTE E INEQUIVOCABILMENTE DI:
1° credere nella Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana, non solo carismatica, ma anche gerarchica. Chiesa dei Papi succedutisi da Pietro a Giovanni Paolo Il, e dei Concili ecumenici celebrati, da quello di Nicea al Vaticano Il, rimasto fedele al magistero infallibile del grande Concilio di Trento;
2° credere che in essa il potere - e quindi la gerarchia - si fonda sull'Ordine sacro, che conferisce il sacerdozio ministeriale, essenzialmente distinto da quello comune a tutti i battezzati;
3° credere che il supremo atto del sacerdozio gerarchico è l'offerta del Sacrificio eucaristico, ossia del " Sacrificio del Calvario reso sacramentalmente presente sui nostri altari " (PAOLO VI, Prof. di fede);
4° credere che il Sacrificio eucaristico è condizionato essenzialmente alla transustanziazione, che rende veramente, realmente e sostanzialmente presente Cristo sotto le apparenze del pane e del vino, distintamente consacrati;
5° credere che Gesù s'immola sulla croce e sull'altare per soddisfare la giustizia di Dio, offeso dai nostri peccati, e così redimere il mondo da ogni male, temporale ed eterno;
6° credere che la grazia da Lui meritata rigenera realmente le anime e, mediante l'esercizio delle virtù morali e teologali, dispone alla santità e alla salvezza eterna;
7° credere che la rigenerazione delle anime dipende non soltanto dal battesimo, ma anche dal sacramento della penitenza, nel quale il Sacerdote-Confessore, "nella persona e nel nome di Cristo", rimette i peccati, previa la sincera contrizione del penitente, che promette - e si sforzerà - di emendarsi nella partecipazione alla morte espiatrice e redentrice del Salvatore;
8° credere nell'esistenza del Purgatorio quale condizione necessaria per le anime dei fedeli morti in stato di grazia, ma non ancora pienamente purificati...; e nell'eterna realtà dell'Inferno, morti nell'impenitenza finale.
La misericordia di Dio non esclude, ma suppone il rispetto dell'ordine richiesto dalla sua giustizia.
I NEOCATECUMENALI POSSONO RITENERSI MEMBRI DELLA CHIESA CATTOLICA SOLO A CONDIZIONE DI CONDIVIDERE LA SUA FEDE IN TUTTE E SINGOLE LE VERITÀ ELENCATE; ALTRIMENTI DEVONO RASSEGNARSI AD ESSERNE RESPINTI COME ERETICI, PARTICOLARMENTE PERICOLOSI PERCHÉ SCALTRAMENTE INSERITI E NASCOSTI NEL SUO SENO.
"LO SPIRITO DICHIARA APERTAMENTE CHE NEGLI ULTIMI TEMPI ALCUNI SI ALLONTANERANNO DALLA FEDE, DANDO RETTA A SPIRITI MENZOGNERI E DOTTRINE DIABOLICHE, SEDOTTI DALL'IPOCRISIA DI IMPOSTORI, GIÀ BOLLATI A FUOCO NELLA LORO COSCIENZA..." (1Tm 4, 1-2).
fonte: www.salpan.org
di Padre Enrico Zoffoli

DOMUS GALILAEAE (CHIESA NEOCAT.)
ESEMPIO DI TABERNACOLO A DUE POSTI
UNO PER LA BIBBIA L'ALTRO PER LE 2 SACRE SPECIE
I CATTOLICI HANNO UN UNICO TABERNACOLO
I - CHI SONO
— Sono fedeli che intendono ricondurre la società contemporanea al Cristianesimo compiendo e indicando un Cammino di fede volto a riscoprire il senso e il valore del Battesimo.
— Pur non formando un Istituto religioso né avendo delle Regole, i Neocatecumenali compongono piccole "comunità" particolarmente attive, inserite nelle parrocchie di molte diocesi del mondo cattolico.
— Innegabile la sincerità ed il fervore di molti di loro, alcuni dei quali convertiti dal peccato ad una esemplare vita cristiana.
— Sapiente l'ideale di un cammino che, alla luce di una maggiore comprensione del rito battesimale, stimola a vivere il dogma centrale del Cristianesimo nella partecipazione alla morte e risurrezione di Cristo.
— Lo si deve - quanto alla sua organizzazione - a Kiko Argüello, che ha ripreso un motivo di fede ed un metodo di vita derivati dalla millenaria tradizione della spiritualità paolina, ben nota - anche se sotto altre forme e nomenclature - a tutti i Santi e le istituzioni religiose del passato.
— Ciò spiega il favore di cui il Movimento Neocatecumenale gode presso la Gerarchia, in contrasto con la diffidenza, i sospetti e l'aperta accusa di eresia lanciata da alcuni, informati dei presupposti dottrinali del cammino.
— Tale opposizione non riguarda quei fedeli che, nella migliore buona fede, hanno aderito all'iniziativa attribuendo ad essa il proprio ravvedimento. Non mancano però molti che, durante il cammino, sono rimasti duramente scossi dalla penosa esperienza di alcuni modi di pensare e di agire osservati nel Movimento, incompatibili con le convinzioni dovute all'educazione cristiana ereditata dalla famiglia e ricevuta in parrocchia.
— Esperienze di questo genere - a noi confidate - ci hanno indotto ad un attento studio delle "catechesi" attribuite a Kiko, diligentemente registrate, trascritte e adottate - nel più geloso riserbo - come testo formativo dei Catechisti, unici maestri e responsabili del cammino.
— I risultati del loro esame critico hanno confermato la fondatezza delle accuse accennate, le quali ricadono principalmente su Kiko, i Catechisti e quanti condividono e propagano gli errori contenuti nei copiosi dattiloscritti delle catechesi.
— Di questi errori la stragrande maggioranza dei Neocatecumenali non sembra consapevole, traendo dal cammino soltanto il bene depurato dalla scoria di evidenti e gravi aberrazioni dogmatiche.
— Ciò tuttavia non dispensa dal dovere di informare di tutto il grande pubblico per impedire un'ulteriore diffusione dell'eresia e di una mentalità che insensibilmente dispone ingenui ed ignari ad accettarla.
II - ERRATI PRESUPPOSTI DOTTRINALI
Abbiamo potuto individuarli nei testi dattiloscritti suddetti riservati ai Catechisti e tenuti segreti non solo al pubblico, ma anche ai fedeli impegnati nel cammino.
Si tratta di idee che possono non essere condivise da molti Neocatecumenali e sembrano del tutto ignorate specialmente da coloro che, digiuni di teologia, non sono in grado di giudicarne l'ortodossia con la necessaria competenza.
L'accusa di eresia colpisce le posizioni dottrinali, non le persone, che riteniamo sempre degne di rispetto, potendo essere animate dalle migliori intenzioni.
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1 - Il peccato: l'uomo non può non commetterlo, come non può compiere il bene né acquistarsi dei meriti;
— la conversione è possibile soltanto come riconoscimento, da parte di ciascuno, della propria miseria morale, non come decisa volontà di emendarsi che tenda a realizzare la santità;
— il peccato non può offendere Dio, e l'uomo non contrae il dovere di espiarlo soddisfacendo le esigenze della sua giustizia.
2 - La Redenzione: Gesù non l'ha operata riscattando l'uomo dalle sue colpe e riconciliandolo con Dio;
— la passione e morte di Cristo non è stata un vero sacrificio offerto al Padre per riparare il peccato e redimere l'uomo;
— Gesù ha salvato il mondo in virtù della sua Risurrezione: per godere i frutti della sua opera basta riconoscersi peccatori e credere nella potenza del Cristo risorto.
3 - La Chiesa non è stata fondata da Cristo come suo unico Ovile: anche seguendo altre religioni è possibile salvarsi;
— la Chiesa non è una società giuridica e gerarchica, ma spirituale, carismatica;
— in essa non si dà un sacerdozio derivato dal sacramento dell'Ordine, bastando il Battesimo che, incorporando tutti i fedeli nel Cristo, li rende partecipi della sua dignità sacerdotale.
4 - La Messa non è un "sacrificio": la Chiesa, all'altare, non offre a Dio alcuna Vittima;
— in luogo dell'altare, non c'è che la mensa, che nell'Eucaristia consente di celebrare un convito di festa fra fratelli uniti dalla medesima fede nella Risurrezione;
— il pane e il vino consacrati sono soltanto il simbolo della presenza del Cristo risorto che unisce i commensali comunicando loro il proprio spirito, sì da renderli partecipi del suo trionfo sulla morte;
— la Messa, così concepita, non è celebrata dal sacerdote, ma dall'Assemblea, da cui "sgorga l'Eucaristia".
5 - Il culto eucaristico non ha senso, negata la vera, reale e sostanziale presenza di Cristo sotto le specie sacramentali. Non si giustificano quindi atti di fede come: genuflessioni davanti al Tabernacolo, Comunioni frequenti, ore di adorazione, benedizioni, processioni, congressi, ecc.
6 - La Penitenza si riduce al sacramento del Battesimo: la loro distinzione non risale alla Chiesa primitiva:
— La Chiesa "gesta e conduce alla conversione". "L'importante non è l'assoluzione" del sacerdote, perché il valore della penitenza è essenzialmente comunitario ed ecclesiale;
— nei "passaggi" e negli "scrutini" l'accusa delle colpe anche gravi è pubblica, come può esserlo pure durante la "redditio".
7 - La vita cristiana, come volontario sforzo di autodisciplina, e quindi esercizio e progresso nella virtù, è un'illusione;
— ciascuno resta intrinsecamente peccatore, incapace di conseguire la vera giustizia come perfezione dell'amore di Dio e del prossimo;
— d'altra parte, Gesù non si è presentato a nessuno come "modello" da imitarsi;
— Egli ha comandato di odiare realmente genitori, fratelli, parenti, ecc., non solo, se necessario, di essere disposti a preferirlo ai medesimi;
— per seguire Cristo, bisogna vendere i propri beni; ma, una volta compiuta tale rinunzia, è lecito acquistarne altri e godersi tutte le soddisfazioni della vita. La "povertà" - compresa quella di S. Francesco - è ispirata alla " religione naturale", e fu praticata anche dai pagani: non è una virtù cristiana;
— Gesù, avendo sofferto per noi, ha reso superflue le nostre sofferenze, quindi non giustificabili le austerità degli asceti, il lento martirio dei Santi e la stessa vita religiosa implicante la pratica effettiva dei consigli evangelici;
— la salvezza eterna è a tutti offerta gratuitamente dalla misericordia di Dio, che perdona tutto. L'inferno non dovrebbe esistere, né si parla di Purgatorio, di suffragi e d'indulgenze per i defunti.
8 - La storia della vera Chiesa fondata da Cristo si chiude con la Pace costantiniana e riprende il suo corso non prima del secolo XX col Concilio Vaticano II, restando bloccata per la durata di circa 1600 anni...,
— in questo lungo intervallo, l'esercizio del triplice potere della Chiesa gerarchica (magistero, santificazione, governo) sarebbe stato abusivo, illegittimo...; e specialmente il Concilio di Trento sarebbe responsabile della paralisi della Chiesa, ostinata nel fissare formule di fede, riti liturgici, norme disciplinari...;
— l'interpretazione della Parola di Dio non è riservata alla Gerarchia, essendo possibile a tutti i fedeli: "la Bibbia s’interpreta da se stessa". Questa libertà di esame nell'esegesi prescinde dal Magistero ecclesiastico, dalla tradizione dei Padri, dalla dottrina dei teologi.
Gli STATUTI del cammino neocatecumenale senza le famose catechesi di kikio pur essendo approvati, sono un involucro vuoto e le catechesi sono impubblicabili perchè eretiche.
— Abbiamo tutte le ragioni di credere che il Papa non è stato informato degli errori contenuti nelle "catechesi" di Kiko...; oppure, intervenendo, teme di danneggiare spiritualmente molti fedeli in buona fede.
— Sono numerosi e gravi i punti di coincidenza della dottrina di Kiko con la teologia protestante, in antitesi col magistero del Concilio di Trento e la precedente unanime Tradizione cattolica.
— La dottrina sottesa al cammino, le singolarità della prassi liturgica, la legge del segreto e la severa disciplina imposta ai fedeli hanno motivato l'accusa che i Neocatecumenali ritengono che la propria Chiesa sia parallela ed anche superiore a quella Cattolica, sollevando malumori, contese e aperti conflitti, ben noti specialmente a vescovi e parroci.
— L'accentuato proselitismo e forme intimidatorie usate dai Catechisti perché i fedeli non abbandonino il cammino hanno indotto a supporre erroneamente che questo apra l'unica possibile via della salvezza.
— Le cerimonie spettacolari, l'entusiasmo sollevato attraverso la stampa, la radio, la televisione e l'atteggiamento favorevole di membri del Clero, ecc. vanno facendo credere falsamente che nella Chiesa Cattolica non ci siano altre istituzioni, iniziative, forme e metodi di vita e di apostolato altamente benemerite nella difesa della fede e nella propagazione del messaggio evangelico.
— Livellato il sacerdozio dei "presbiteri" a quello dei fedeli semplicemente battezzati, i Catechisti - in pratica - si attribuiscono un'autorità pari e superiore a quella propria dei membri della Gerarchia, scompaginando la struttura della Chiesa Cattolica.
— La pratica della pubblica accusa dei peccati gravi, oltre a ripugnare al naturale istinto del pudore e al diritto di salvare la propria fama, provoca rancori e pettegolezzi, disgregando le famiglie e mettendo in subbuglio le comunità parrocchiali.
— L'autorità che i Catechisti si arrogano nel commentare la Bibbia e dirigere le coscienze, creando un vero clima di terrore, demolisce la già fragile personalità di alcuni fedeli e provoca reazioni che talvolta spingono fino all'apostasia dalla fede.
— L'obbligo di vendere i propri beni e di versare la "decima" procura l'accumulo di ingenti somme di denaro, la cui amministrazione è affidata in modo incontrollabile ai Catechisti, come non si verifica in nessuna associazione sapientemente ordinata.
— Sostenere che l'uomo non può fare il bene e non gli è possibile evitare il male significa negare la libertà umana e la potenza redentrice della Grazia, rendendo impossibile una vera "conversione" e giustificando ogni licenza morale.
— Se, nella conversione del peccatore, la grazia non rigenera l'anima, sì da trasformarla radicalmente rendendola partecipe della natura e della vita di Dio, non si comprende in qual senso Maria Ss.ma sia proclamata dalla Chiesa universale come "la piena di grazia". Quale culto potrebbe meritare se, soprattutto Lei, non fosse stata elevata ad un livello altissimo di amicizia (= affinità) con Dio, sì da poterne diventare la "MADRE " generando Gesù?...
— Per la medesima ragione, non si spiega come anche i Santi possano essere venerati e invocati, se non sono stati profondamente pervasi dalla grazia, e al punto da celebrare - proprio per essa - l'unione trasformante con Dio.
— Rifiutare il Sacrificio eucaristico significa negare alla Chiesa il dovere del supremo atto di culto, quindi sopprimerla come Società eminentemente religiosa.
— Respingere la transustanziazione equivale sottrarre ai fedeli "il Pane vivo disceso dal cielo"; negar loro il conforto e la gioia dell’Amico assolutamente ideale, il più necessario "viatico" per l'eternità; nascondere alla Chiesa l'unico Sole che la riscalda, creando il clima indispensabile per la sua vita.
— La Messa, declassata a semplice "banchetto", espone il Santissimo alle inevitabili profanazioni dovute alla noncuranza dei frammenti del "pane consacrato" e dei suoi avanzi(*). Purtroppo, anche all'abusiva prassi liturgica dei Neocatecumenali deve attribuirsi la responsabilità della "comunione sulla mano", la cui concessione è stata come estorta alla S. Sede, perché contraria alla volontà di Paolo VI, che ne aveva previsto e deplorato le inevitabili conseguenze, negative sotto ogni aspetto.
— Se, oltre alla Chiesa, altre religioni aprissero alle anime vie ordinarie e oggettivamente valide per salvarsi, le Missioni Cattoliche non sarebbero affatto necessarie né meriterebbero la collaborazione spesso eroica dei fedeli.
— L'attività dei Neocatecumenali itineranti, per quanto possa sembrare lodevole, non è neppure paragonabile all'opera dei missionari cattolici che da secoli, avendo rinunziato a tutto, si dedicano all'evangelizzazione del mondo; mentre i discepoli di Kiko si recano all'estero non solo ben provvisti dalle comunità d'origine, ma anche sostenuti dall'amore e dal conforto morale delle rispettive famiglie, contro l'esempio degli Apostoli, che abbandonarono parenti, averi, comodi, ecc., seguendo il Maestro fino al martirio.
— L'erezione di Seminari, ove si preparano candidati al sacerdozio educati secondo gli errori dottrinali di Kiko, potrebbe essere una delle peggiori minacce per la Chiesa di domani.
(*)
Ancora una volta, recentissimamente, nella basilica di S. Giovanni in Laterano, cattedrale del Papa, la sera del 21 ottrobre ’92, durante il rito dell’ordinazione di alcuni diaconi, i Neocatecumenali hanno dimostrato di non curarsi dei frammenti del «pane consacrato» lasciati sparsi sul tavolo, facendo logicamente supporre di non credere nella «presenza reale» di Cristo derivata dalla «presenza reale» di Cristo derivata dalla «transustanziazione».
Conclusione
Sono "eretici" i Neocatecumenali? — Lo sono soltanto coloro che sanno di esserlo e si ostinano a sostenere gli errori sopra elencati. Ma siccome identificarli singolarmente sfugge ad ogni nostra verifica, resta da riprovare soltanto l’eresia in sé quale risulta dalle "catechesi" di Kiko. In concreto, essa costituisce una delle più temibili insidie per la fede, data la potenza organizzativa ed economica del Movimento.
Spetta alla Chiesa il delicato e arduo compito di discernere il "buon grano" dalla "zizzania"; e ciò non solo encomiando il fervore di alcuni, ma altresì liberando l'essenza del "cammino" da tutto l'ingombrante fardello dei pregiudizi d'indole biblica e teologica, storica e liturgica, impliciti nel "cammino" qual è proposto da Kiko e collaboratori.
L'operazione "chirurgica" è necessaria ed urgente perché la Chiesa conservi la propria credibilità e impedisca il moltiplicarsi dei casi di apostasia di quanti, - anche traumatizzati dalla condotta di certi responsabili del Movimento - attendono con impazienza un autorevole intervento della S. Sede.
Ciò è particolarmente necessario per difendere la dignità del Papa, a cui i Neocatecumenali - in buona o cattiva fede - attribuiscono le proprie idee, peggiorando la posizione della Chiesa davanti al mondo.
Per ampliare l'orizzonte, si consiglia di consultare:
E. ZOFFOLI, Eresie del movimento neocatecumenale, V ed. migliorata e arricchita di sconcertanti testimonianze, Saggio critico, Ed. Segno, Udine, 1992, pp. 168;
ID., Magistero del Papa e catechesi di Kiko. Confronto a proposito del "Cammino neocatecumenale", Ed. Segno, Udine, 1992, pp. 150;
ID., Catechesi neocatecumenale e ortodossia del Papa, Ed. Segno, Udine, 1995, pp. 80;
ID., Verità sul Cammino neocatecumenale – Documenti e testimonianze di presbiteri e laici, Ed. Segno, Udine, 1996, pp. 424;
* * *
I CATTOLICI ESIGONO CHE I NEOCATECUMENALI, ROMPENDO IL LORO SILENZIO, DICHIARINO ESPRESSAMENTE E INEQUIVOCABILMENTE DI:
1° credere nella Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana, non solo carismatica, ma anche gerarchica. Chiesa dei Papi succedutisi da Pietro a Giovanni Paolo Il, e dei Concili ecumenici celebrati, da quello di Nicea al Vaticano Il, rimasto fedele al magistero infallibile del grande Concilio di Trento;
2° credere che in essa il potere - e quindi la gerarchia - si fonda sull'Ordine sacro, che conferisce il sacerdozio ministeriale, essenzialmente distinto da quello comune a tutti i battezzati;
3° credere che il supremo atto del sacerdozio gerarchico è l'offerta del Sacrificio eucaristico, ossia del " Sacrificio del Calvario reso sacramentalmente presente sui nostri altari " (PAOLO VI, Prof. di fede);
4° credere che il Sacrificio eucaristico è condizionato essenzialmente alla transustanziazione, che rende veramente, realmente e sostanzialmente presente Cristo sotto le apparenze del pane e del vino, distintamente consacrati;
5° credere che Gesù s'immola sulla croce e sull'altare per soddisfare la giustizia di Dio, offeso dai nostri peccati, e così redimere il mondo da ogni male, temporale ed eterno;
6° credere che la grazia da Lui meritata rigenera realmente le anime e, mediante l'esercizio delle virtù morali e teologali, dispone alla santità e alla salvezza eterna;
7° credere che la rigenerazione delle anime dipende non soltanto dal battesimo, ma anche dal sacramento della penitenza, nel quale il Sacerdote-Confessore, "nella persona e nel nome di Cristo", rimette i peccati, previa la sincera contrizione del penitente, che promette - e si sforzerà - di emendarsi nella partecipazione alla morte espiatrice e redentrice del Salvatore;
8° credere nell'esistenza del Purgatorio quale condizione necessaria per le anime dei fedeli morti in stato di grazia, ma non ancora pienamente purificati...; e nell'eterna realtà dell'Inferno, morti nell'impenitenza finale.
La misericordia di Dio non esclude, ma suppone il rispetto dell'ordine richiesto dalla sua giustizia.
I NEOCATECUMENALI POSSONO RITENERSI MEMBRI DELLA CHIESA CATTOLICA SOLO A CONDIZIONE DI CONDIVIDERE LA SUA FEDE IN TUTTE E SINGOLE LE VERITÀ ELENCATE; ALTRIMENTI DEVONO RASSEGNARSI AD ESSERNE RESPINTI COME ERETICI, PARTICOLARMENTE PERICOLOSI PERCHÉ SCALTRAMENTE INSERITI E NASCOSTI NEL SUO SENO.
"LO SPIRITO DICHIARA APERTAMENTE CHE NEGLI ULTIMI TEMPI ALCUNI SI ALLONTANERANNO DALLA FEDE, DANDO RETTA A SPIRITI MENZOGNERI E DOTTRINE DIABOLICHE, SEDOTTI DALL'IPOCRISIA DI IMPOSTORI, GIÀ BOLLATI A FUOCO NELLA LORO COSCIENZA..." (1Tm 4, 1-2).
fonte: www.salpan.org
domenica 23 maggio 2010
CIARLATANI

Cari fratelli,
il nostro blog è uno dei più letti su internet riguardo il cammino neocatecumenale. A noi non resta che, rendere opera di testimonianza.La verità come acqua viva scaturirà dalla roccia percossa da Mosè. Per quei ribaldi che ancora qui interloquiscono, pronunciando frasi preconfezionate, propongo di stilare un mini-vocabolario delle espressioni neocat .
Questo si che sarebbe un thread utile! Anche per renderci conto del livello di zombificazione raggiunto dall'interlocutore. Cari neofiti rivolgetevi al CESAP ( centro contro gli abusi psicologici) perchè ne siete vittime. Ricordate che il capo degli "arancioni", altra setta USA, che costruì addirittura una intera città in America e il cui cassiere scappo' con il malloppo (si parla di miliardi)adesso si fa chiamare OsHo
e ha il suo hashram ( ovviamente non in America , in India), la sua musica new age, la sua casa editrice. Nonostante l'evidente fregatura data ai suoi devoti..... altri riesce a radunarne ( è proprio vero che la mamma degli st....è sempre incinta) . Così è Cari fratelli,
per l'Arguello che ha voluto fare questa domus da circo Barnum ,sul monte delle beatitudini, per la felicità di grandi e piccini, Vescovi parroci e teologi , tanto paga il soldatino "Mel" di turno....per la nuova evangelizzazione... è chiaro.
Svegliatevi voi che dormite! Perchè
siete voi , che non potete far domande, che pagate il caravanserraglio di Kiko. A proposito dell'Arguello: A Roma si dice : "Ma ce fai o ce sei?" La risposta poco importa, il danno è fatto.
mercoledì 28 aprile 2010
L'ANGELO CUSTODE
Possiamo dire senza esagerazioni che il ministero visibile dell’Angelo Custode nei tempi moderni non fu mai più ammirabile e meglio attestato che nella vita di Santa Gemma Galgani (1878-1903).
. Gemma vedeva costantemente il suo Angelo con i suoi occhi; essi si parlavano, come da amica ad amico; pregavano insieme. Egli vegliava su di lei mentre riposava. In una delle sue lettere ella scrive: “Gesù non mi ha lasciata sola, egli permette al mio Angelo Custode di rimanere sempre con me.” Nel suo Diario, al 21 giugno 1900, così scrive: “Questo pomeriggio dopo la mia Confessione con Padre Vallini, mi sono sentita improvvisamente agitata e disturbata; era un segnale che il diavolo era vicino…. Il nemico, che si era ben nascosto per alcune ore, apparve nella forma di un minuscolo tizio, ma così orribile che io fui quasi sopraffatta dalla paura. Continuando a pregare, immediatamente cominciai a sentire dei colpi sulla mia spalla che durarono per circa mezz’ora. Poi il mio Angelo Custode venne a dirmi ciò che stava succedendo; lo supplicai di restare con me tutta la notte, ed egli disse: “Ma io devo dormire”. “No”, gli risposi “Gli Angeli di Gesù non dormono!” “Ciò nonostante”, egli disse sorridendo, “Io devo riposare. Dove mi sistemi?” Io lo pregai di rimanere vicino a me. Andai a letto;dopodiché egli distese le sue ali e si sistemò sulla mia testa. Al mattino egli era ancora lì”. Quando ella fece questa annotazione nel suo Diario – come le aveva detto di fare il suo padre spirituale –Santa Gemma aveva ventidue anni, non era una bambina. Innocente e ingenua come una bambina, ancora non comprendeva bene. Ella credeva che ogni cristiano vedesse il suo Angelo Custode, come capitava a lei, e rimase molto sorpresa quando le dissero che non era così. Prendiamo ancora dal suo Diario una citazione del 23 luglio 1900: “Quali orribili tentazioni! Disprezzo tutte le tentazioni ma quelle contro la santa purezza mi fanno arrabbiare maggiormente. Successivamente (il diavolo) mi lasciò in pace e il mio Angelo Custode venne a rassicurarmi che io non avevo fatto nulla di sbagliato. Io mi lamentai per qualche cosa (con l’Angelo), perché in quel momento desideravo il suo aiuto, ed egli disse che se lo avessi visto o meno, egli sarebbe stato sempre sopra la mia testa; anche ieri egli promise che in serata Gesù sarebbe venuto a trovarmi.”
Per fare sì che nessuna parola venisse perduta delle sue istruzioni spirituali a Santa Gemma, l’Angelo le chiese un giorno di scrivere sotto sua dettatura le norme e le regole basilari della sua condotta. Fra le altre cose, l’angelo le disse, “Ricorda, figlia, che colui che ama realmente Gesù, parla poco e sopporta tutto. Io ti comando in nome di Gesù di non esprimere mai la tua opinione se non viene richiesta…. Se commetti uno sbaglio, accusa te stessa immediatamente, senza aspettare che le persone ti chiedano di farlo. Infine ricorda di guardare sopra i tuoi occhi, e pensa che gli occhi che sono stati mortificati vedranno la gloria dei cieli.”
Quando era necessario, l’Angelo di Gemma poteva essere molto severo e duro con lei. In una delle sue lettere al suo padre spirituale ella scrive: “Il mio angelo è un po’ severo, ma io sono grata di ciò. Negli ultimi giorni egli ha discusso con me per i miei errori tre o quattro volte al giorno.” Effettivamente egli sembra essere stato veramente troppo severo con lei. Una volta ella riportò: “Mentre stavo mangiando, ieri, alzai gli occhi e vidi il mio Angelo Custode, che mi guardava con un’espressione talmente severa da spaventarmi. Non disse nulla. Più tardi quando andai a letto, o mio Dio! Egli mi ordinò di guardarlo in faccia, io lo guardai, ma subito abbassai gli occhi. Egli tuttavia insistette e disse: “Non ti vergogni di commettere mancanze in mia presenza? Mi rivolse uno sguardo severo…non potevo fare nient’altro se non gridare. Raccomandai me stessa a Dio, alla nostra Madre Beata affinché essi mi portassero lontano da lì, perché non potevo stare lì più a lungo. Di tanto in tanto egli mi ripeteva: “Mi vergogno di te”. Io pregavo che le altre persone non lo vedessero in quello stato, perché se fosse accaduto, nessuno avrebbe mai più voluto venire vicino a me. Soffrii tutta la giornata, e ogni qualvolta alzavo gli occhi, lo vedevo sempre con quello sguardo severo sul volto. Non ebbi il coraggio di dirgli una sola parola. La scorsa notte non riuscivo ad addormentarmi ed ero ancora sveglia alle due del mattino. Infine quando sentii l’orologio battere le tre, vidi l’Angelo Custode venire vicino a me e poggiare la sua mano sulla mia fronte, dicendo queste parole: “Dormi, ragazza cattiva!”.
Di solito le relazioni tra Gemma ed il suo Angelo erano più cordiali ed armoniose. Il suo padre spirituale ci dice chi egli stesso la osservava e notava che quando ella alzava gli occhi e vedeva l’angelo, oppure lo ascoltava, immediatamente si allontanava da questo mondo e assumeva la stessa attitudine e la condizione psicosomatica dello stato di estasi; ma quando ella allontanava gli occhi dall’Angelo ritornava se stessa. Ciò, egli dice, avveniva ogni volta che ella guardava o parlava al suo Angelo.
Una delle più sorprendenti caratteristiche del ministero dell’Angelo Custode di Gemma è il fatto che ella spesso lo mandava per commissioni, di solito per recapitare messaggi o lettere al suo Padre spirituale dalla città di Lucca a Roma, o in altri posti lontani dai quali tornava con la risposta. Spesso la risposta veniva recapitata dall’Angelo Custode del suo padre spirituale, che era un visitatore frequente di Santa Gemma. Tutto ciò veniva detto e fatto come la cosa più naturale di questo mondo. Ella scrive alla sua guida il 15 settembre 1900: “Venerdì mattina vi ho mandato una lettera per mezzo del vostro Angelo Custode. Egli mi ha promesso che ve l’avrebbe recapitata. Spero che la abbiate ricevuta. Egli l’ha presa con le sue mani. Me lo farete sapere, vero?” Ciò non era frutto della sua fantasia; a quel tempo, ella aveva ventidue anni e aveva già ricevuto le stigmate. Inoltre quando qualcuno le faceva notare che questa consegna della sua posta per mezzo di un Angelo poteva essere opera del diavolo, ella diventava sospettosa e riferiva la questione alla sua guida, che le indicava quali misure prendere per prevenire qualsiasi diabolica interferenza. Alla signora Cecilia Giannini, madre adottiva di Santa Gemma, Padre Germano scrive: “Ho ricevuto con puntualità tutte le lettere mandate da Gemma.” Tre giorni dopo egli scrisse: “Ho sempre ricevuto fedelmente le lettere angeliche (quelle recapitate dall’angelo). Il fatto è inusuale, e confesso che non lo comprendo del tutto. Le ho vietato di comandare all’Angelo di portarmele ma esse mi arrivano lo stesso… Ella (Gemma) dovrebbe chiedere a Gesù e all’angelo di rassicurarmi con chiari segni tali da cancellare ogni dubbio, altrimenti sarò costretto a vietare assolutamente tale mezzo di corrispondenza.” Sembra che tali chiari segni vennero dati, perché questo è ciò che il Passionista Germano scrisse successivamente dopo la morte di Gemma: “A quante prove ho sottoposto questo singolare fenomeno (dell’angelo che recapita le lettere di Gemma) per convincermi che ciò avveniva per mezzo di un intervento soprannaturale! E nessuna delle mie prove fallì mai, e allora mi convinsi pian piano che in questo, come in molte altre cose straordinarie nella sua vita, il cielo si divertiva con questa innocente e cara fanciulla.”Fu durante la sua sofferenza mistica che l’Angelo Custode assistette Santa Gemma più amorevolmente. Quando ella ricevette le cinque ferite sanguinanti, nelle mani, nei piedi e dilato, la notte dell’8 giugno del 1899, l’Angelo si trovava lì ad assisterla: “Avevo dolore alle mani e ai piedi, e quando mi alzai vidi che stavano sanguinando. Le bendai come meglio potevo, e con l’aiuto del mio Angelo mi sistemai nel letto.”
In una delle sue lettere alla sua guida ella scrive: “Il santo Angelo, giovedì sera, appena prima che cominciassi a soffrire, è venuto di nuovo. Insieme abbiamo adorato la maestà di Dio che mi ha dato un tale profondo dolore per i miei peccati per i quali mi vergogno a presentare me stessa alla sua presenza; ho provato a nascondermi, a fuggire. Ho sopportato questo tormento per un po’ di tempo, ma poi è arrivato l’Angelo a farmi coraggio…. Egli (l’Angelo) aveva due bellissime corone, una di spine e una di gigli. Mi chiese quale desideravo. Io desideravo ubbidirti Padre e non risposi subito. Poi dissi, “Quella di Gesù.” Egli sollevò la corona di spine; la baciai molte volte, sorridendo e piangendo, e l’Angelo si allontanò.”
Non solo l’ Angelo Custode assisteva Gemma, ma spesso gli altri angeli venivano a benedirla e a pregare con lei. Questo era specialmente il caso dell’Angelo di Padre Germano, la sua guida, che ella descrive essere estremamente bello e che aveva una stella brillante sul capo. “Ogni sera”, ella scrive alla sua guida, “quando mandi il tuo Angelo Custode, egli viene a benedirmi; e al mattino viene a svegliarmi; questa mattina ho aperto gli occhi, ma non c’era, e mi sono messa quasi a piangere. Me lo mandi di nuovo, vero? Digli che gli chiedo perdono e non sarò mai più disubbidiente. Non lo farò mai più. Mandamelo di nuovo. Il mio stesso Angelo non è così severo, piuttosto, se sono cattiva, egli a maggior ragione viene a benedirmi.”
Una sera i suoi zii e sua sorella la invitarono per andare a vedere alcuni spettacoli. Ella non desiderava andare perché voleva pregare, ma dovette ubbidire. Scrisse riguardo a questa faccenda alla sua guida, aggiungendo: “…so che il mio Angelo non era contento perché non è venuto con me. Capisci? Io non voglio che succeda ancora… Consegnerò questa lettera al tuo Angelo Custode, che te la porterà, cosicché nessuno saprà ciò che io ho scritto.” Dall’ultima frase capiamo la ragione per la quale il Signore aveva permesso questo speciale servizio di recapito della posta per mezzo dei suoi Angeli. La segretezza era necessaria per proteggere i misteri della sua straordinaria vita interiore, e questo fu il modo di Dio per farlo.
Essendo quasi sempre in compagnia del suo Angelo, Santa Gemma aveva acquisito una tale familiarità con lui che lo considerava come uno di famiglia, come il suo fratello più giovane. Qualche volta veniva sentita discutere con lui affinché si allontanasse, cosicché la sua guida doveva ricordarle che stava parlando a uno Spirito beato del cielo e che ella doveva tremare davanti a lui. “Hai ragione Padre”, disse Gemma, “da adesso in poi parlerò all’Angelo con rispetto, gli mostrerò ogni segno di riverenza e rimarrò a distanza cento passi quando lo vedrò arrivare.” Avendo ricevuto l’ordine di agire con minore familiarità con gli Angeli, si trovò in un dilemma se obbedire all’ordine e non essere rude con l’Angelo. Ella scrive alla sua guida: “Venerdì sera il tuo beato Angelo mi fece irritare: non lo volevo intorno, ma egli aveva così tante cose da dirmi. Appena arrivò mi disse: “Dio ti benedica, o anima affidata alla mia protezione!… Di cosa hai paura?” “Di disobbedire”, risposi. “No, è il tuo Padre spirituale che mi ha mandato.” Allora lo lasciai parlare…” Gemma Galgani morì a mezzogiorno dell’11 aprile del 1903, al rintocco delle campane che annunciavano la Resurrezione del Signore. Sotto la protezione del suo angelo custode, Gemma resa la sua anima a Dio.
Don Marcello Stanzione
Don Marcello Stanzione
giovedì 22 aprile 2010
AI CARI FRATELLI NEOCATECUMENALI
Cari fratelli Neocatecumenali ,

lo so, perchè è successo anche a me, che a parte la mensa, il candelabro a 9 braccia, ecc. , nei primi tempi, potete non trovarci nulla di strano o eretico nel CN. Ma negli "orientamenti" Kiko ha scritto "che Gesù non è venuto per presentarsi come modello ai suoi fedeli; che l'uomo è obbligato dal diavolo a commettere peccato, lui non ne ha colpa". Se fossero vere queste gravissime asserzioni: tutti i Santi, e ce ne sono una schiera innumerevole, sarebbero stati tutti solo degli illusi. Pensate agli stigmatizzati: San Francesco, Santa Gemma Galgani, San Pio da Pietrelcina, e cito solo i più famosi: tutti affetti da malattie mentali. Una volta ho sentito dire da un catechista che San Francesco d'Assisi ha vissuto una religiosità naturale. Durante le risonanze ad un fratello che parlava di Gesù come un Dio d'amore gli è stato risposto che era un moralista.
Sempre Kiko ha affermato che "siamo tutti sacerdoti" ma non è vero nel senso che alcune persone si consacrano a Dio e sono più sacerdoti di noi, semplici fedeli. La lista di "catechesi" di Kiko purtroppo sarebbe assai lunga. Ma basterebbero anche solo queste tre per definire Kiko eretico . Badate, a me nessuno mi paga per venirvi a dire queste cose, ve le dico per AMORE. Rifletteteci.
Il Papa ha esplicitamente detto che vuole ricondurre il CN in seno alla chiesa cattolica attraverso una sua "purificazione"; i testi delle catechesi continuano a rimanere non pubblicati, i famosi statuti ne sono privi. Auguro a ciascuno di voi che legga queste pagine, di meditarle con serenità: perchè c'è il segreto? Perchè viene imposta una tassa LA DECIMA per diventare catecumeni, cioè veri cristiani?
Perchè non si possono fare domande? In nessun ambito cattolico avviene questo. Tutto è alla luce del sole, i frutti del Signore sono i "frutti della luce", ricordatelo e meditate.
Un abbraccio in Cristo+

lo so, perchè è successo anche a me, che a parte la mensa, il candelabro a 9 braccia, ecc. , nei primi tempi, potete non trovarci nulla di strano o eretico nel CN. Ma negli "orientamenti" Kiko ha scritto "che Gesù non è venuto per presentarsi come modello ai suoi fedeli; che l'uomo è obbligato dal diavolo a commettere peccato, lui non ne ha colpa". Se fossero vere queste gravissime asserzioni: tutti i Santi, e ce ne sono una schiera innumerevole, sarebbero stati tutti solo degli illusi. Pensate agli stigmatizzati: San Francesco, Santa Gemma Galgani, San Pio da Pietrelcina, e cito solo i più famosi: tutti affetti da malattie mentali. Una volta ho sentito dire da un catechista che San Francesco d'Assisi ha vissuto una religiosità naturale. Durante le risonanze ad un fratello che parlava di Gesù come un Dio d'amore gli è stato risposto che era un moralista.Sempre Kiko ha affermato che "siamo tutti sacerdoti" ma non è vero nel senso che alcune persone si consacrano a Dio e sono più sacerdoti di noi, semplici fedeli. La lista di "catechesi" di Kiko purtroppo sarebbe assai lunga. Ma basterebbero anche solo queste tre per definire Kiko eretico . Badate, a me nessuno mi paga per venirvi a dire queste cose, ve le dico per AMORE. Rifletteteci.
Il Papa ha esplicitamente detto che vuole ricondurre il CN in seno alla chiesa cattolica attraverso una sua "purificazione"; i testi delle catechesi continuano a rimanere non pubblicati, i famosi statuti ne sono privi. Auguro a ciascuno di voi che legga queste pagine, di meditarle con serenità: perchè c'è il segreto? Perchè viene imposta una tassa LA DECIMA per diventare catecumeni, cioè veri cristiani?
Perchè non si possono fare domande? In nessun ambito cattolico avviene questo. Tutto è alla luce del sole, i frutti del Signore sono i "frutti della luce", ricordatelo e meditate.
Un abbraccio in Cristo+
lunedì 19 aprile 2010
Voglio rivolgere un preghiera piena d'amore per i miei, ex-fratelli, del Cammino Neocatecumenale , ma pur sempre miei fratelli carissimi in Cristo. Prego il Signore Altissimo, che rivolga a voi il suo volto splendente e vi benedica e il suo amore sia un dolce tepore costante che resti sempre con voi e riempia di dolcezza e di meraviglia i vostri occhi e di bontà i vostri cuori e i vostri pensieriChe la pace sia con voi+
domenica 18 aprile 2010
ERESIE DEL MOVIMENTO NEOCATECUMENALE di Padre ENRICO ZOFFOLI Ed. SEGNO
Il contenuto di questo libro ha un titolo inquietante. Si parla esplicitamente delle eresie propagandate da un gruppo ecclesiale: Il MOVIMENTO CATECUMENALE gode la stima e gli elogi di alcuni membri della Gerarchia Cattolica e vanta anche la pretesa benevolenza da parte dello stesso Papa Giovanni Paolo II ed a suo tempo di Paolo VI. 1' autore del presente libro esamina il testo che raccoglie le istruzioni per i catechisti del corso tenuto da K. ARGUELLO e C. HERNANDEZ nel 1972 a Madrid, ne fa un'accurata indagine e formula accuse circostanziate in merito alle affermazioni Eretiche in esso contenute. Tale testo non e mai stato cambiato (1990) e ne vi sono state proteste in merito alle accuse formulate dall'autore che si di chiara comunque pronto a rettificare il suo giudizio critico davanti a precisi chiarimenti.
Padre E. ZOFFOLI raccoglie in dodici proposizioni le affermazioni eretiche del testo su citato che qui brevemente riassumo.
1) Il processo di desacralizzazione e di crisi della fede .... Il Concilio ha risposto rinnovando la teologia . E non si e più parlato di dogma della Redenzione ( pg. 67) (tra parentesi le pagine del testo). Contrariamente a quanto afferma la Chiesa non vi sarebbe Redenzione.
2) L'uomo non può recar danno a DIO (in caso contrario) allora DIO sarebbe Vulnerabile e non sarebbe DIO . Non vi e' peccato e quindi l'espiazione e' inutile.
3) L'idea del sacrificio farebbe retrocedere all’Antico Testamento secondo, il testo del Movimento Neocatecumenale si deve passare ad una liturgia di LODE e GLORIFICAZIONE.
4)Il PECCATO non si può evitare quindi e' come non esistesse cosi , neppure si può fare il bene . L'uomo e' nelle condizioni di una marionetta.
5) CRISTO non e' affatto un ideale di vita. GESU' CRISTO non e' venuto a darci una legge e ad insegnarci a compiere la legge (pg. 125)
6) Non abbiamo nemmeno sacerdoti nel senso di persone che sono separati dagli altri uomini . Siamo tutti sacerdoti.
7) La Chiesa non e una istituzione giuridica (pg 167 ) . Dove c'e' lo Spirito Santo li c'e' la Chiesa (Questa affermazione ricorda la Chiesa dei giusti , dei Predestinati).
8) La BIBBIA è l'unica fonte di rivelazione , essa si interpreta da se stessa attraverso parallelismi (pg 372).
9) Per salvarsi basta credere alla Misericordia di DIO.
10) La conversione non e' mai in senso moralista . volontarista ma in un cambiamento di mentalità . un cambiamento di direzione (pg 165). L'importanza del rito non sta nell'assoluzione visto che GESU' CRISTO ci ha già perdonati.
11) Poichè la morte di CRISTO non e' stato un sacrificio di espiazione neanche la Messa quindi, deve considerarsi il sacramento di quel sacrificio.
12) Il verdetto di DIO e' uno solo il perdono e la misericordia.
La seconda parte del libro espone alcuni fatti. testimonianze e indica caratteristiche salienti del MOVIMENTO NEOCATECUMENALE.
La caratteristica più saliente è che si crea una Chiesa parallela dove il sacerdote che opera tende ad avere un coscienza soggettiva e ritiene di percorrere un cammino di assoluta validità. La vecchia CHIESA Gerarchica ERA UNO SCHIFO (pg 283) parole testuali di K ARGUELLO. Ora tutto e' cambiato “NOI SIAMO LA CHIESA VERA IN OPPOSIZIONE ALLA CHIESA GERARCHICA”.
Dalle testimonianze raccolte dall'autore vi e' chi afferma di aver assistito allo scempio dell'Eucaristia. Altare come un tavolo imbandito, alla fine vassoi con frammenti di particole abbandonate ben visibili senza timori che possano eventualmente cadere a terra . Esempi di confessioni pubbliche in un clima da inquisizione poliziesca con tutte le tristi conseguenze su persone e famiglie che vengono a conoscere fatti che dovrebbero non diventare di pubblico dominio, è tipico atteggiamento imposto da chi si sente parte di una Chiesa Superiore. Le ricchezze ingenti accumulate da questo movimento e gli atteggiamenti da società segreta (riunioni dove altri sono esclusi), sono gli ultimi riferimenti che P. Enrico Zoffoli fa parlando di questo MOVIMENTO NEOCATECUMENALE.
LA PSEUDO TEOLOGIA DEL MOVIMENTO NEOCATECUMENALE
(Punti di contrasto con la Dottrina Cattolica)
COSA DICE LA CHIESA CATTOLICA (azzurro)
COSA DICE KIKO ARGUELLO (rosso)
1) CRISTO HA REDENTO IL MONDO
CRISTO NON HA OPERATO REDENZIONE
2) PREMESSA DELLA REDENZIONE E' LA REALTA' DEL PECCATO
L'UOMO NON PUO' EVITARE IL PECCATO
3) LA GRAZIA PUR ESSENDO NECESSARIA, RISPETTA LA LIBERTA’ DELL'UOMO
NON SI DA' ALCUN PROBLEMA SUI RAPPORTI TRA GRAZIA E LIBERO ARBITRIO, PERCHE' L'UOMO NON PUO’ NON PECCARE
4) GESU' HA SODDISFATTO LA GIUSTIZIA DI DIO QUALE MEDIATORE DELLA
FAMIGLIA UMANA PECCATRICE
GESU' NON HA SODDISFATTO LA GIUSTIZIA DI DIO, ESSENDO EGLI SOLTANTO MISERICORDIA CHE PERDONA
5) GESU' SI E' OFFERTO COME VITTIMA DEI PECCATI DEL MONDO SULL'ALTARE DELLA CROCE
GESU' NON SI E' OFFERTO COME VITTIMA DEI PECCATI, NON HA COMPIUTO ALCUN SACRIFICIO
6) GESU' HA SALVATO IL MONDO PER I MERITI DELLA SUA PASSIONE MORTE
GESU' HA SALVATO IL MONDO IN VIRTU' DELLA SUA RISURREZIONE
7) GESU' CONTINUA LA SUA OPERA SALVIFICA MEDIANTE LA CHIESA
QUALE SOCIETA' VISIBILE E GERARCHICA
LA CHIESA NON E' UNA SOCIETA'GERARCHICA GIURIDICAMENTE COSTITUITA, MA CARISMATICA
8) LA CHIESA COMPIE LA SUA MISSIONE IN VIRTU' DEL SACERDOZIO
CHE FONDA LA GERARCHIA, DISTINGUENDO IL SACERDOZIO
DEI MINISTRI DEL CULTO RICEVUTO NEL SACRAMENTO DELL’ORDINE,
DAL 'SACERDOZIO' DEI SEMPLICI FEDELI
INCORPORATI AL CRISTO PER IL BATTESIMO NELLA CHIESA NON SI DA’ UN SACERDOZIO DERIVATO DA SACRAMENTO DELL’ORDINE, BASTANO IL BATTESIMO PER INCORPORARE TUTTI AL CRISTO, UNICO E SOMMO SACERDOTE
9) LA CHIESA ALL'ALTARE CELEBRA UN VERO E PROPRIO SACRIFICIO
QUALE SACRAMENTO DELL'UNICO E PERFETTISSIMO OFFERTO DA
GESU' SULLA CROCE
ALL’ALTARE NON SI OFFRE ALCUN SACRIFICIO, COME DA GESU’ NON E’ STATO MAI CELEBRATO
10) LA MESSA E' UN VERO SACRIFICIO CELEBRATO DA CRISTO MEDIANTE
IL SUO MINISTRO VISIBILE, INDIPENDENTEMENTE DALLA PRESENZA
E PARTECIPAZIONE DEI FEDELI
NON C’E’ EUCARESTIA SENZA L’ASSEMBLEA CHE LA PROCLAMA E’ DA QUESTA ASSEMBLEA CHE SGORGA L’EUCARESTIA
11) IL SACRIFICIO EUCARISTICO E’ CONDIZIONATO ALLA DISTINTA
CONSACRAZIONE DEL PANE E DEL VINO TRANSUSTANZIATI
NEL CORPO E NEL SANGUE DI CRISTO
LA TRANSUSTANZIAZIONE NON E’ UN DOGMA DI FEDE, MA UN TENTATIVO DEI TEOLOGI VOLTO A SPIEGARE LA PRESENZA DI CRISTO
12) CRISTO E' PRESENTE IN CORPO SANGUE, ANIMA E DIVINITA' SOTTO LE SPECIE DEL PANE E DEL VINO CONSACRATI
LA PRESENZA REALE E SOSTANZIALE DI CRISTO NELL’EUCARESTIA NON PUO’ ACCETTARSI, COME NON E’ CREDIBILE IL PRODIGIO DELLA TRANSUSTANZIAZIONE. LE BRICIOLE NON SONO ADORABILI
13) LA PRESENZA DI CRISTO NELL' EUCARISTIA GIUSTIFICA CULTO DEL
SS. SACRAMENTO
NEGATA LA PRESENZA EUCARISTICA, TUTTE LE PRATICHE RELATIVE AL CULTO SONO VANE E RIDICOLE
14) IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA E' DISTINTO DAL BATTESIMO
LA PENITENZA SI RIDUCE AL SACRAMENTO DEL BATTESIMO. LA SUA DISTINZIONE NON E’ NELLA CHIESA PRIMITIVA
15) CONVERSIONE DEL PECCATORE, CHE PRECEDE IL SACRAMENTO
DELLA PENITENZA E' UN FATTO EMINENTEMENTE PERSONALE
LA CHIESA STESSA CONDUCE ALLA CONVERSIONE
16) DIO CONCEDE IL PERDONO DEI PECCATI MEDIANTE L'ASSOLUZIONE SACERDOTALE
L’IMPORTANTE NON E’ L’ASSOLUZIONE SACERDOTALE MA IL VALORE DEL SACRAMENTO DELLA PENITENZA E’ QUELLO COMUNITARIO ED ECCLESIALE
17) L'ACCUSA DEI PECCATI E' SEGRETA ED AURICOLARE
LA CONFESSIONE IN CERTE CIRCOSTANZE E’ PUBBLICA E COMUNITARIA
18) LA CHIESA CREDE NELLA REALTA’ DELL'INFERNO MINACCIATO AI
PECCATORI OSTINATI IN PUNTO DI MORTE
IN VIRTU’ DELLA MISERICORDIA DI DIO, ALLA FINE DEI TEMPI, TUTTI SARANNO SALVI
19) FUORI DALLA CHIESA NON VI E’ SALVEZZA
PER SALVARSI, NON E’ NECESSARIO CHE TUTTI APPARTENGANO ALLA CHIESA E SI DISPONGANO AD ENTRARVI COME OVILE DI CRISTO
20) GESU' COME UNICO MODELLO REDENTORE E MAESTRO, COSI’ E'
L'UNICO MODELLO DI SANTITA’ CHE BISOGNA IMITARE
CRISTO NON SI E’ PRESENTATO COME MODELLO DI VITA PER NESSUNO
21) IL CONCILIO VATICANO II E’ IN PIENA ARMONIA CON QUELLO DI TRENTO, LE CUI DEFINIZIONI SONO IRREFORMABILI
IL CONCILIO VATICANO II E’ IL SOLO VALIDO OGGI E DOMANI MENTRE QUELLO DI TRENTO RAPPRESENTA UNA INVOLUZIONE NELLA VITA
DELLA CHIESA
22) SOLTANTO IL MAGISTERO DELLA CHIESA PUO INTERPRETARE
AUTOREVOLMENTE LA BIBBIA
LA BIBBIA SI INTERPRETA DA SE STESSA ATTRAVERSO PARALLELISMI
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